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“IL FIRMIAN”

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Cosa sarà mail  “il Firmian”? Sono sicura che tutti  i lettori  che non sono bolzanini se lo stanno domandando.

Ebbene, il Firmian è una gran bella  RSA operativa a Bolzano da diversi anni. E cosa c’entro io con una RSA di Bolzano?   Subito spiegato: sin dalla prima volta che sono stata invitata a tenere un workshop di Nurturing Touch dai volontari della locale Caritas operativi presso l’hospice, il Firmian ci ha ospitato nella sua ampia e luminosa palestra.

Sono rimasta da subito touchée dalla gentilezza e disponibilità del Direttore della struttura, dalla quantità e qualità di attività che vi si svolgono in favore degli ospiti e dall’atmosfera “luminosa” che vi  si respira.

Venerdì scorso  ero per la quarta volta a Bolzano per un nuovo workshop e per festeggiare un anno di regolare servizio di Nurturing Touch per quegli ospiti che lo desiderano. L’organizzazione del servizio, dopo un periodo di rodaggio, è ora perfetta e si può pensare a futuri ampliamenti. Anche la festa è stata perfetta grazie alla entusiastica organizzazione voluta dal Direttore con la collaborazione dell’instancabile Cristina, responsabile del servizio.

La cerimonia di chiusura del workshop è stata un’occasione per me  emozionante perché – come forse qualcuno di voi ricorda – il primo anno avevamo concluso con la messa a dimora di un ulivo regalato dalla “Signora Maria” in occasione del suo compleanno. E’ stato allora che ho conosciuto questa dolce  ospite della RSA e con lei, mia coetanea,  è nato un rapporto tutto speciale  che si rinnova ogni anno quando vado su.  Sabato sera abbiamo concluso il lavoro con la messa a dimora di un piccolo pero selvatico accanto all’ulivo oramai già grandicello. La Signora Maria era presente, più emozionata di me e ci siamo ripromesse di…non demordere mai!

Questo periodico incontro altoatesino sta diventando denso di legami affettivi e poiché anche  questa volta  era presente  Martina Tiberini, la mia sostituta…nel  futuro, è stato bello iniziare a creare tra tutti noi un dialogo che permetterà poi un naturale passaggio di  consegne.

Grazie a tutti coloro che hanno permesso questo ennesimo entusiastico incontro con il Nurturing Touch.

Marinella

Ieri docente ed oggi discente: che week-end movimentato!

IERI, un workshop di Nururing Touch per gli studenti del Master in Psico-oncologia tenuto dall’Istituto Nino Trapani di Siracusa presso il Policlinico Gemelli di Roma. Psicologi e psicoterapeuti, fisioterapisti, medici, una bella gamma di professionalità dove  – ognuno nel suo specifico settore operativo – ha scoperto tutta la magia del “tocco che nutre”.

Sebbene questa esperienza sia per me oramai ripetitiva, ogni volta la vivo come un happening perché diversi sono i partecipanti e di conseguenza diversa sono io.

Ieri la “novità” è stata la dichiarata insofferenza per il contatto espressa  da uno dei discenti, purtroppo solo al momento della condivisione finale. Questo era già capitato in altre occasioni ed io ne avevo tenuto conto durante la pratica.

Peccato per questa tardiva segnalazione perché la giornata avrebbe potuto essere vissuta molto più piacevolmente da lui e forse anche da qualcun altro che, a conoscenza del suo disagio, l’ha condiviso.

Sono stata tuttavia molto grata a questo giovane psicologo per averlo comunque esplicitato perché mi ha dato un prezioso insegnamento: d’ora in avanti al momento della presentazione che apre la giornata di lavoro chiederò specificatamente se c’è qualcuno che non desidera prendere parte attiva alla pratica in toto o a taluni esercizi.

Molti partecipanti in chiusura hanno manifestato il desiderio di approfondire la formazione e…chissà quindi che non ci si riveda!

OGGI, scenario totalmente opposto, sono stata io  la discente  andando  all’Auditorium per ascoltare una interessante conferenza sul tema della “Zerologia – La grammatica del non”.

Tre magnifici ex compagni di liceo oggi docenti universitari: Claudio Bartocci Fisica e Storia della Matematica, Piero Martini Fisica Sperimentale, ed Andrea Tagliapietra Filosofia e Storia delle idee ed ermeneutica filosofica, hanno interagito sapientemente tra esperimenti scientifici relativi alla creazione del vuoto, teoria filosofica del “nulla” e identificazione dei luoghi dove inizialmente si manifestarono i primi vagheggiamenti filosofici intorno al “non essere”. Probabilmente fu in India e da qui in Cina, poi in Mesopotamia ed infine in Grecia dove per la prima volta apparve una “forma” simile a una piccola “o”!

Il dialogo tra un matematico, un fisico e un filosofo ha toccato tantissimi temi che attraversano tutta la storia del pensiero intorno a quello “zero” che è un’assenza e una presenza, un vuoto e un pieno,un paradosso, ma numero essenziale e   indispensabile che resta un concetto di frontiera della fisica moderna.

Insomma una mattinata interessante e divertente anche per me che – pur possedendo una maturità scientifica –sono sempre stata uno “zero” in matematica!

Peccato che il prossimo ed ultimo dialogo “La matematica dell’incertezza – L’intelligenza del rischio” sia programmato per il 28 Maggio ed io sia impegnata con la “Giornata nazionale del Sollievo” al Policlinico Gemelli. Pazienza non si può avere tutto e anche ieri pomeriggio ho dovuto rinunciare alla performance, seguita da conferenza e mostra fotografica, del mio caro amico Gianluca Balocco alla Galleria d’Arte Moderna.

Domani mi riposo!!!! cioè mi dedico a lavori di casa tipo cambio di stagione, lotta alle formiche sulla mia camelia ecc. ecc

Marinella

 

 

MA CHE GIOIA!

Ho provato veramente molta gioia andando ieri a fare una chiacchierata con i volontari di una grande e molto vitale Parrocchia romana. Ho   trovato “compagni di viaggio” molto attenti, curiosi ti e interessati a condividere la mia esperienza di volontariato.

Abbiamo parlato di talenti, motivazioni, limiti, relazione di aiuto e di tutto ciò che può aiutare il volontario a vivere la sua esperienza con spirito di servizio, consapevolezza, entusiasmo e soddisfazione.

Sono numerose le “trappole” nelle quali il volontario privo di formazione può cadere, come ad esempio appropriarsi del proprio assistito o coinvolgersi eccessivamente ed invischiarsi o ancora peggio identificarsi. E’ proprio per questo che se la formazione di base è conditio sine qua non, la formazione permanente è assolutamente necessaria per continuare non solo a crescere ma anche a migliorarsi.

Sono uscita dall’incontro un po’ stanca per l’intensità della relazione stabilitasi con loro ma con il cuore pieno di leggerezza per aver incontrato tante belle persone – anche molto giovani – fortemente motivate.

Grazie “ragazzi” per la vostra accoglienza e per la vostra amicizia.

Marinella

P.S. Dimenticavo, abbiamo deciso di incontrarci di nuovo!

Miei carissimi lettori romani, nel tempo alcuni di voi mi hanno chiesto di avvisarli qualora avessi tenuto un workshop di Nurturing Touch a Roma ed io ho sempre risposto che non organizzo mai nulla ma sono disponibile per chi mi invita.

Ecco che si presenta l’occasione di poter partecipare ad un workshop esperienziale organizzato dall’Istituto Nino Trapani di Siracusa presso il Policlinico Gemelli di Romai. C’è ancora qualche posto disponibile e chi fosse interessato può contattare   info@istitutoninotrapani.org oppure telefonare al 3383498352.

Il workshop si terrà sabato 13 Maggio dalle ore 09.00 alle ore 18.00 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Un abbraccio e forse…a presto!

Marinella

Quest’anno le vacanze di Pasqua, il ponte del 25 Aprile e il lungo week-end del 1° Maggio si sono felicemente combinati in modo da permettere una lunga vacanza utilizzando pochi giorni di ferie, oppure tante piccole vacanze.

Quando ero giovane all’inizio dell’anno studiavo con attenzione il calendario e,  quando “tutto veniva male”, rimanevo sconsolata! Altre volte invece facevo salti di gioia potendo prevedere viaggi o comunque bei periodi di riposo, magari nella mia amata Roccaraso.

Adesso che sono agée (che modo carino di dire vecchia) invece ne sono quasi leggermente infastidita perché non riesco a trarne vantaggio e per di più mi sento un po’ scombinata perché non ritrovo il mio ritmo settimanale.

Però ogni medaglia ha sempre due facce e trovo quindi comunque qualche motivo di gioia pensando, nel privato, che i miei nipoti saranno felici di non andare a scuola e  potranno forse organizzare qualcosa di interessante con i loro genitori, e più in generale non posso che essere contenta per i tanti che riusciranno a sfruttare questa fortunata combinazione per muoversi, riposare e fare cose belle.

Inoltre, italiani e turisti in movimento portano un beneficio economico non indifferente al Paese e quindi, anche se io non posso più fare i…salti di gioia, ben vengano vacanze, ponti e lunghi week-end!

Marinella

Sancasciano è il paese dove è nato mio marito e dove è sepolto, dove Gioia possiede ancora la “casa dei nonni” e dove sono stata tante volte in una vacanza settembrina quando Gioia era piccola.

Il desiderio di recarmi sulla tomba di mio marito e dei miei suoceri mi ha portata ancora una volta a Sancasciano mercoledì scorso sebbene, non potendo più guidare per via del glaucoma, il viaggio in un solo giorno con treno più autobus sia stato un po’   faticoso.

La sfacchinata con levataccia però è stata ampiamente compensata sia dall’appagamento per la visita al cimitero e la cura delle tombe e sia dalla ritrovata meraviglia della campagna toscana in primavera.

Fino a qualche anno fa andavo regolarmente a Sancasciano e quasi non notavo più gli olivi argentati e le distese di vigneti a perdita d’occhio. A distanza di qualche anno è stato come riscoprire l’incanto di quel paesaggio dominato dalle scure ed eleganti sagome dei cipressi. Che meraviglia!

Ho anche incontrato alcune persone conosciute e raccolto pezzettini di cuore qua e là.

Con Sergio avevamo progettato di passare lunghi periodi in Toscana dopo il suo pensionamento ma…non ce ne è stato il tempo. Però è sempre bello ritornare nei luoghi dove siamo stati insieme e a lui tanto cari.

Marinella

P.S. Mi devo scusare ma non posso mantenere la promessa di pubblicare la “Carta” di cui al post “Cure palliative per gli Anziani” perché è in un formato molto grande e io non riesco a trasferirla sul blog. Tuttavia, mai dire mai, e può darsi che qualcuno in futuro m aiuti a farlo!

Una veloce presentazione al termine della conferenza stampa del 29 Marzo alla Radio Vaticana: è così che ha avuto inizio una nuova “avventura”. Tre gentili signore dell’Italian Hospital Group mi hanno infatti avvicinato perché molto interessate dall’accenno al Nurturing Touch che avevo fatto nel corso dell’intervista.

La responsabile organizzativa, la psicologa e l’assistente sociale dell’hospice di Guidonia mi hanno così invitato a visitare il loro hospice e mercoledì mattina mi sono venute a prendere per condurmici.

E’ stata una visita interessante e piacevolissima perché ho trovato persone veramente motivate ad offrire ai degenti non solo una qualità della cura ma anche una qualità della vita.

La struttura fa parte di un grande complesso geriatrico ma è ospitata in un piccolo padiglione immerso nel verde e dotato di giardino interno e giardino esterno, molto curati. Gli spazi comuni sono immensi, le stanze ben dotate hanno tutte un accesso diretto al giardino, una sorridente cuoca in cucina provvede direttamente alla preparazione dei pasti, proprio come in una grande famiglia!

Tuttavia, al di là della struttura e delle   dotazioni, ciò che mi ha colpito di più sono lo “spirito dell’équipe e l’organizzazione interna.

Mi piace lavorare con persone nelle quali   sento l’entusiasmo, la passione e la dedizione verso quello che fanno e quindi mi sono subito resa disponibile per portare il Nurturing Touch nella loro équipe al fine di aggiungere ancora qualità alla “care” che offrono ai loro assistiti.

Abbiamo programmato un paio di workshop per Settembre e…poi vi racconterò.

Marinella