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VILLA SPERANZA 2017

Eccomi di nuovo all’hospice Villa Speranza ma questa volta solo un breve intervento di 30 minuti per una chiacchierata con i nuovi volontari che stanno partecipando al corso di formazione 2017.

Una chiacchierata “sostanziosa” perché mi hanno chiesto di parlare sui temi della motivazione, delle aspettative e dei bisogni dei volontari. Tre argomenti così importanti che avrebbero richiesto una giornata per ciascuno e poi, come sempre accade, il discorso si è ulteriormente allargato.

Ho quindi preferito lanciare dei flash sulle tre tematiche invitando i presenti a rifletterci in questa fase di formazione, durante il tirocinio e poi…sempre!

E’ così che è nata una interessante discussione sul tema del cambiamento e della maggiore conoscenza di noi stessi che possiamo sperimentare se non ci limitiamo a “fare volontariato ” ma ci impegniamo a “essere volontari”.

Alla base del nostro “essere volontari” ci deve essere la consapevolezza che non andiamo ad aiutare nessuno ma a…servire qualcuno. E questo è un altro tema importante perché implica la dimensione dell’uniltà che è una dote essenziale di ogni buon volontario.

Insomma i 30 minuti sono diventati 45 e ci siamo salutati con l’intesa di poterci rivedere più avanti.

Sono sempre contenta quando posso trasferire ai più giovani la mia esperienza e di solito  esco  da questi incontri con la piacevole sensazione di… aver compiuto il mio  dovere!

Marinella

DEATH CAFE’

Ieri leggevo una interessante intervista di Daniela Martinelli a Laura Campanello dal titolo “Abbiamo due vite, la seconda inizia quando ci accorgiamo di averne una sola” .

Ho già parlato su questo blog di Laura filosofa, scrittrice e molto altro, qualche anno fa quando ho  contribuito alla presentazione a Roma del suo prezioso libro “Sono vivo ed è solo l’inizio”.

Il tema della consapevolezza del fatto che un giorno non ci saremo più è dominante in ogni suo intervento e in questa intervista viene anche chiarito il ruolo che può avere la filosofia, piuttosto che la psicologia, nell’elaborazione del lutto.

La filosofia aiuta a capire che l’inquietudine fa parte della vita, che non a tutto c’è una risposta, , che a volte saper stare in quella fatica che sono la malattia e la morte, , il nonsenso aiuta a cambiare sguardo sull’esistenza.

La psicologia spesso e volentieri tende a pensare di dover trovare delle risposte e di dover aiutare la persona a ritrovare delle risorse che la portino fuori dalla crisi…..”. 

Laura Campanello prosegue raccontando le sue esperienze con i malati terminali e a proposito sempre della necessità di conoscere l’argomento morte e di non evitarlo parla della sua iniziativa di   attivare i “Deatrh Café” su modello anglosassone: un luogo dove chi lo desidera può discutere liberamente di tutti gli aspetti del fine vita.

Leggendo dentro di me ho sorriso perché qui a Roma da alcuni anni un gruppo di persone, mediamente una decina e prevalentemente con una frequentazione del Gruppo Eventi, si riunisce una volta al mese per parlare liberamente della “propria morte”.

Se ricordo bene questo è il quarto anno che il gruppo si incontra a casa mia e così ho scoperto che siamo stati precursori del Death Café. E’ una esperienza ogni volta diversa     perché è sempre un happening a seconda dello stato d’animo di uno o più partecipanti e/o se si decide di commentare un testo, vedere un film o altro.

Peccato che questi “Death Café” e similari non siano più diffusi ma vengano generalmente guardati con una certa…diffidenza! Questa è la mia esperienza.

Marinella

L’ODORE DEL MARE

La pista dell’aeroporto di Madeira inizia, o finisce (?)sul mare! E’ impressionante vedere una selva di possenti piloni in cemento armato che sorreggono   l’ultimo, o il primo, tronco di pista!

E’ così che appena uscita dall’aeroporto di Funchal quell’odore di mare così familiare quando ero giovane – sono cresciuta tra Napoli e Viareggio – qualche giorno fa mi ha piacevolmente avvolta in un gradito abbraccio di benvenuto.

Pochi giorni sono stati sufficienti per visitare questa bellissima isola immersa nell’Oceano Atlantico e un po’’ spostata verso il Marocco rispetto al Portogallo cui ufficialmente appartiene.

La vegetazione lussureggiante e opulenta, le coste di roccia nera (origine vulcanica)   aspre e prevalentemente a picco   sul mare, le piscine naturali create dai marosi, una natura affascinante e così diversa dalle nostre coste mediterranee. Ma ci sono anche  alte montagne e dai 1800 mt. abbiamo potuto vedere i due mari, dopo aver attraversato incredibili fittissimi boschi, purtroppo in parte devastati da un incendio probabilmente doloso.

A Funchal abbiamo mangiato pesce spada con banane e frutti della passione, visitato un grande mercato di pesce e frutti tropicali di ogni genere e forma ma sapete cosa mi ha colpito di più? I marciapiedi e la pavimentazione di alcune piazze: tutto decorato da disegni realizzati con piccole pietre bianche e nere. Si ha la sensazione di camminare su un tappeto a disegni geometrici ed è veramente  particolare.

Una piccola vacanza dunque ma in mezzo a quel mare che dal centro di Roma dove abito non riesco a percepire e che mi manca tanto. Sono tornata alle…consuete usanze ma se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire il rumore e l’odore del mare.

Marinella

 

Quando al giornale radio delle 06.00 di  mattina ho sentito la notizia della slavina caduta sull’hotel Rigopiano alle pendici del Gran Sasso non ho percepito tutta la gravità della sciagura perché le notizie erano ancora troppo frammentarie.

Man mano che le ore passavano e gli aggiornamenti, accompagnati dalle prime immagini, rivelavano l’entità e la gravità dell’accaduto, la disperazione si faceva strada nel mio cuore, aggravata dal mio legame con le montagne di Abruzzo.

Due giorni dopo era sceso il freddo dentro di me e sentivo le emozioni congelate così come immaginavo congelati i corpi delle   persone rimaste sepolte in quella bara di ghiaccio.

E poi….che gioia infinita venerdì mattina quando ho sentito la notizia dei primi ritrovamenti: non solo vivi ma anche in discrete condizioni! La speranza ha preso subito il sopravvento sulle emozioni negative e tutta la giornata è stato un crescendo di gioia ad ogni nuovo salvataggio.

Sabato, man mano che le ore passavano senza buone notizie, lo sconforto ha iniziato a dilagare spegnendo le piccole scintille di speranza che i familiari dei dispersi mantenevano accese a tutti i costi. Oggi domenica l’ombra scura del lutto permea i pensieri e le preghiere di tutti noi.

Vorrei tanto che il calore della partecipazione di ogni italiano a questo tragico lutto che investe tutta la collettività, potesse sciogliere il ghiaccio che avvolge i cuori dei familiari in attesa e farli sentire avvolti da un grande abbraccio di vera condivisione.

Marinella

P.S. E come non includere in questo abbraccio i 16 ragazzi ungheresi morti nel rogo sull’autostrada e i loro familiari?

 

T

Ieri ho scritto un breve testo da inserire nel catalogo della mostra “IMMAGINANDO – The Image Through Senses”che si terrà al Palazzo Ducale di Mantova il 3 Marzo prossimo.

L’artista Gianluca Balocco esporrà alcune intense fotografie ispirate a due diverse/esperienze: quella di donne non vedenti che abbracciano statue museali e quella di una pratica di Nurturing Touch eseguita con il mio intervento.

E’ così che ho avuto occasione di riflettere sul cambiamento avvenuto in me da quando 14 anni fa ho incontrato il Nurturing Touch ed ho scoperto la bellezza e l’intensità della comunicazione attraverso il con-tatto.

Se ripenso a come ero e a come sono oggi capisco che le mie percezioni sono diventate più sottili e non solo quelle tattili, che il mio desiderio e possibilità di accoglienza dell’altro si sono ampliati e che questa consapevolezza mi permette di sentirmi più “centrata”.

E’ chiaro che i cambiamenti di questo tipo non sona mai dovuti ad un unico evento ma  quasi sempre  sono la risultanza di un processo di maturazione, tuttavia ho proprio la sensazione che la maggiore percettività, acquisita attraverso la pratica e l’insegnamento del Nurturing Touch, abbia contagiato anche gli altri sensi.

Se dovessi concentrare in poche parole questa sensaziona direi che il Nurturing Touch è per me il mio…settimo senso, in quanto penso che il sesto ce l’abbiamo tutti!

Marinella

FINE DELLE FESTE

Le festività natalizie si sono ufficialmente concluse ieri con l’arrivo della Befana sul suo manico di scopa ma grazie alla prossimità con la domenica si è guadagnato un giorno in più.

In realtà nell’Italia centro-meridionale le scuole rimangono chiuse per neve e intransitabilità delle strade; immagino la gioia della popolazione scolastica e soprattutto degli scolari più piccoli: niente scuola, slittino e palle di neve.

Ma non poso non pensare con  preoccupazione ai terremotati, ai senzatetto e anche a tutti coloro che lavorano giorno e notte per sgombrare le strade e portare aiuto a chi è rimasto bloccato nel gelo e nella tormenta.

La “mia” Roccaraso” è sommersa sotto una coltre di neve e ricevo fotografie dove vedo i percorsi pedonali scavati tra alti muri di neve! Queste immagini mi riportano all’inverno del 1956 quando in via Roma la neve sfiorava i rami degli alberi e le strade rimanevano bloccate per giorni e giorni.

Nell’ ambiente che io frequento sono molti invece coloro che avrebbero voluto chiudere gli occhi il 24 Dicembre e riaprirli oggi: tutti quelli che hanno avuto un lutto recente, che stanno assistendo persone care gravemente ammalate, o che hanno pesanti ristrettezze economiche e forse stanno per perdere la casa non potendo più pagare le rate del mutuo. Per loro questa atmosfera ripetutamente festosa è stata come una ruota contornata da pugnali che nel suo procedere andava a colpire i loro cuori.

Ho condiviso alcune di queste storie, mi sono sentita e mi sento molto vicina a loro e vorrei poterli aiutare almeno a non perdere la speranza nonostante tutto, perché fino a che c’è speranza c’è vita.

Marinella

BUON ANNO

Sono un po’ in ritardo miei cari lettori con i miei auguri per questo anno ancora neonato ma forse è perché ho iniziato il 2017 un po’ in ritardo che questo ritardo me lo porto dietro?

In effetti aspettavo la mezzanotte nella mia amata poltrona con accanto un bel piattino di lenticchie e una fetta di pandoro ma, ahimé, mi sono addormentata ben prima del Capodanno e mi sono svegliata alle 0.20 quando ho sentito i primi fuochi di artificio. Lì per lì ci sono rimasta un po’ male perché è la prima volta che mi perdo la mezzanotte del 1 Gennaio   ma poi ho pensatoi che…c’è sempre una prima volta.

Non è facile quest’anno formulare auguri colorati perché il panorama che ci circonda è dominato da varie tonalità di grigio, da quello più chiaro al plumbeo e solo in qualche punto appare e scompare un raggio di sole, come se volesse giocare a nascondino.

Il mio carattere ottimista mi induce tuttavia a sperare che il cambiamento, sempre in atto nel continuo divenire della vita, possa verificarsi in senso positivo, almeno su qualcuno dei tanti fronti di guerra che ci circondano.

Quest’anno ho ricevuto come augurio natalizio numerosissime preghiere con la richiesta di farle circolare e questo è un buon sintomo perché significa che siamo in tanti a pregare, anche se in forme diverse.

Allora il mio augurio è che le tante preghiere che dal mondo intero vengono innalzate al Creatore siano ascoltate e i nostri panorami possano riacquistare i magici colori della natura.

BUON ANNO!

Marinella