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Archive for novembre 2018

LE FAVOLE

Antonella Mei e Cristiano Sorrentino fanno parte dei miei “amici della montagna”: quelli con i quali mi ritrovo da tanti anni nell’ultima quindicina di Agosto per camminate ed escursioni sulle nostre magnifiche Alpi.

Antonella vive a Roma ed è una valente ed affermata scrittrice di favole. Cristiano vive a Napoli ed è un giovane bravissimo illustratore di libri per bambini.
Certo, io non sono più molto interessata alle favore, anche perché i miei nipoti oramai sono adolescenti, ma come avrei potuto mancare ieri alla presentazione dell’ultimo libro di Antonella, illustrato da Cristiano?

La mia sciatica ieri protestava per il forte sbalzo di temperatura ma, armata di un blister di tachipirina 100 nella borsa per eventuali emergenze, mi sono recata alla libreria Feltrinelli di Viale Libia dove avveniva la presentazione.
Il mio intento era solo quello di salutare amici cari e invece ho anche trascorso due ore avvincenti mentre si snodava la presentazione sapientemente costruita.

Man mano che Antonella illustrava il tema della favola, una bravissima attrice ne leggeva un passo interpretandone i personaggi. In alternanza, esperti di psicologia infantile e di comunicazione parlavano dell’importanza delle favole e dei messaggi che, attraverso la narrazione raggiungono i bambini, accostandoli in maniera semplice, positiva e costruttiva ai grandi temi della vita.

“Paolino, Woshi Woshi e i pirati fantasma” è il titolo di quest’ultima fatica di Antonella ma oltre a Paolino e all’uccellino Woshi Woshi ci sono altri due personaggi importanti che non posso non menzionare: la mitica penna magica e l’orsa Jole che, con un po’ di difficoltà data la sua mole, segue le stravaganze dei suoi amici.

Un mondo assolutamente fantastico dove le avventure dei quattro personaggi mettono i bambini in contatto con situazioni ed emozioni che possono lasciare ad ogni bimbo un sedimento prezioso per affrontare il suo percorso di crescita individuale. Bravissimi Antonella e Cristiano, aspettiamo il prossimo libro!

Marinella.

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L’ACQUARIO ROMANO

Un acquario senza acqua e senza pesci! Come è possibile?

Quando sono venuta ad abitare all’Esquilino ed ho scoperto questo strano, affascinante e antico edificio a pianta solo apparentemente circolare – perché in realtà è ovale – mi sono domandata che razza di acquario potesse essere mai stato.

Solo più tardi, quando ci sono entrata per una presentazione del lavoro di mio genero scultore, ne ho scoperto le origini e la storia. Ve la sintetizzo.
Il grande complesso è stato edificato contemporaneamente all’urbanizzazione di tutto l’Esquilino negli ultimi vent’anni dell’800 ed è nato proprio come acquario, ma la sua originaria destinazione ha avuto vita breve: una decina di anni appena.

Successivamente l’edificio ha vissuto varie sfortunate vicende e, se in un primo tempo fu utilizzato per feste e spettacoli, negli anni ’30 fu addirittura adibito a deposito e magazzini. Un vero delitto!
E’ solo nel 1985 che è iniziata la resurrezione dell’acquario con un profondo restauro che ha riportato la struttura al suo iniziale splendore. Dal 2003 il “fu acquario” è la sede della Casa dell’Architettura e vi si tengono incontri e manifestazioni.

Ho raccontato tutto questo perché stamane sono stata alla Casa dell’Architettura in occasione della manifestazione “L’Esquilino s’incontra all’ Acquario” e l’ho trovato ancora più bello perché adesso anche il grande giardino è stato rimesso a posto e le rovine di un edificio di età imperiale giustamente valorizzate.

Tra i tanti interventi dei relatori che hanno preceduto un concerto della banda dei Carabinieri, ho ascoltato con molto interesse la rappresentante della Sovrintendenza ai Monumenti che ha appassionatamente illustrato, con l’aiuto di dettagliate fotografie, i tanti interventi di restauro compiuti in questi ultimi anni all’Esquilino.

Il mio cuore si è scaldato nel sentire che le tante antiche preziosità più o meno nascoste in questo mio rione di adozione, non sono ignorate dalle autorità competenti ma – faticosamente per mancanza di fondi – recuperate con interventi delicati ed arditi ad un tempo.

E’ necessario che gli abitanti dell’Esquilino non…mollino e continuino a creare occasioni per ridare il giusto valore a questo rione che, malgrado tutto, mantiene tuttora un fascino del tutto particolare.

Marinella

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IL LUTTO E LA PERDITA

Negli ultimi 15 giorni di Ottobre la “Signora vestita di bianco” si è affacciata tre volte nella mia vita, accogliendo tre persone a me molto care. Non ero preparata a tanta…assiduità e ne sono rimasta abbastanza frastornata.

Ora, più calma e lucida, rifletto sul mio rapporto con la morte, con il lutto e con la perdita.

Dopo tanti anni di assidua frequentazione, appunto con la “Signora vestita di bianco”, ho imparato a conoscerla e, in alcune circostanze, ad esserle amica. Ho ben metabolizzato la realtà e l’ineluttabilità della vita come “passaggio temporaneo” e sono convinta che a morire per sempre siano solo le nostre cosiddette spoglie mortali, mentre l’anima, lo spirito, l’essenza di ognuno di noi passano ad un’altra dimensione.

Tuttavia, quando muore una persona a me cara,il dispiacere e il dolore mi attanagliano il cuore e la mente e mi fanno sentire avvolta da un’atmosfera di sospensione, di irrealtà, di perdita e di lutto. E’ un lutto che è destinato nel tempo a diluirsi gradualmente, grazie anche all’energia vitale che, nonostante la batosta subita, riprende più o meno lentamente il sopravvento.
E’ stato sempre così per tutti i tanti lutti della mia vita, a cominciare da quello di mia mamma nel 1964.

Ma la perdita no, la perdita non riuscirà mai a diluirsi, a velarsi, ad affievolirsi. La perdita c’è tutta nel momento dell’evento e c’è tutta per sempre. E’ ovvio che la sensazione di perdita è diversa per ogni lutto, a seconda del rapporto affettivo con chi non c’è più, ma per i lutti più importanti il senso della perdita può essere cocente per tutta la vita, mentre il lutto, di solito, ha un termine temporale.

Oggi è la festa di tutti i Santi ed è una giornata gioiosa. Domani è la ricorrenza dei Morti e forse è proprio per questo che il mio sentire si è materializzato in parole. Pensieri che sono diventati parole e che ho voluto condividere con voi miei cari lettori.

Marinella

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