Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for Mag 2016

 

Chi saranno mai i “Ragazzi del Sollievo”? Questa immagino sarà la domanda che si porranno i lettori di piccolabenares leggendo il titolo di questo post.

Sono dei meravigliosi ed entusiasti studenti delle facoltà di Medicina e di Scienze Infermieristiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, meglio nota come “Policlinico Gemelli”.

Li ho conosciuti alcuni anni fa quando sono nati sotto la guida del Prof. Numa Cellini, allora Primario di Radioterapia e oggi Presidente Esecutivo della Fondazione Gigi Ghiotti. Li ho visti crescere e alcuni laurearsi. Vedo ogni anno le new entries e ne assaporo tutta la freschezza, l’energia e la voglia di ampliare sempre di più le attività già in essere.

Quest’anno in occasione della 15^ Giornata Nazionale del Sollievo domenica scorsa durante la manifestazione al Gemelli, della quale avete probabilmente sentito parlare considerato il risalto dato dai mezzi di comunicazione, hanno anche presentato il libro “Piccola storia dei ragazzi del sollievo” con le testimonianze di chi ha attraversato il gruppo durante il suo percorso formativo, di chi vi è ancora e di chi vi è rimasto sebbene sia già laureato. Che bello! Una   toccante canzone scritta, suonata e cantata da uno di loro ha concluso l’intervento sul palco di questo bel drappello di giovani studenti.

I ragazzi sono molto impegnati nello studio ma trovano anche il nodo di dedicare il poco tempo libero al volontariato, offrendo sollievo ai degenti del Policlinico.

E poi che emozione quando, al termine della Messa che ha concluso la giornata, ognuno di loro ha spinto la carrozzella di un degente nella Processione lungo tutto il perimetro del grande piazzale antistante l’ingresso del Gemelli. Che dire? Le tante persone affacciate dalle finestre dell’immenso edificio, la folla che seguiva la Processione, i malati, i ragazzi così giovani e così sensibili e impegnati! Gigi Ghirotti avrebbe potuto vedere quanto il suo messaggio e il suo auspicio si   sono realizzati.

E oggi l’auspicio è che la “cultura del sollievo” si diffonda sempre più, a macchia d’olio, contagiando tutti gli operatori sanitari e non solo!

Marinella

Read Full Post »

LA LEGGEREZZA

Nello scorso Marzo ho scritto un post sulla “Fragilità”, tema di un incontro propostoci dagli amici dell’Associazione L’aratro e la Stella (www.laratroelastella.it).

Questa volta invece siamo stati invitati a confrontarci sul tema della “Leggerezza”. Ovviamente il primo collegamento che mi è venuto in mente è stato quello con il Saggio di Italo Calvino, tema della prima “lezione americana sulla leggerezza” che purtroppo lo scrittore   non è riuscito a tenere personalmente.

E in effetti   l’arte della “sottrazione di peso”   nella   scrittura è stata la traccia sulla quale si è aperto l’incontro.

A questo punto mi è risuonato immediatamente nelle orecchie il consiglio che mi ha dato Luisa Carrada (www,mestierediscrivere.com) tanto tempo fa e che osservo sempre scrupolosamente: “scrivi, poi rileggi e togli tutte le parole inessenziali” poi rileggi ancora e vedi se te ne è sfuggita qualcuna!

E’ proprio così perché la leggerezza è un viaggio verso l’essenziale e quando si è in viaggio bisogna alleggerire lo zaino. E di nuovo il mio pensiero è andato al recente viaggio compiuto sul Cammino di Santiago da tre amici “maturi”. Sono partiti con zaini ridotti a ciò che ritenevano essenziale ma dopo la prima tappa   hanno tolto tutto ciò che non era veramente essenziale e hanno rispedito a casa il superfluo!

In maniera meno metaforica, per acquisire leggerezza è necessario fare spazio in se stessi per poter offrire una sorta di ospitalità interiore, per poter stabilire una relazione con l’altro.

La pesantezza interiore invece porta a sfuggire a se stessi e agli altri in una sorta di narcisismo. E siccome la vita è un cammino, essere invece disponibili agli altri e presenti a se stessi   trasforma la vita in un cammino alleggerito.

I successivi lavori di gruppo ci hanno consentito di riflettere su situazioni di leggerezza già sperimentate e di confrontarci con i vissuti dei nostri compagni di viaggio. Come sempre momenti preziosi che vanno ad aggiungersi come in un mosaico nel pannello del nostro “viaggio verso l’isola sconosciuta” (www.isolasconosciuta.it).

Marinella

Read Full Post »

 

Pochi giorni fa, esattamente il 12 Maggio, in una telefonata quasi antelucana con un mio caro amico che lamentava una situazione….che non era più quella originaria di circa 10 anni prima, cercavo di spiegargli che è necessario essere aperti al cambiamento, in ogni ambito.

Cambiamo noi, la società in cui viviamo, le tecnologie a ritmo vertiginoso, il modo di comunicare, i bisogni nostri e degli altri. E come potrebbe una situazione restare immutata? Gli dicevo appunto che io vivo il cambiamento come occasione di crescita e di nuove esperienze. Se rimanessi agganciata a ciò che era mi sentirei inaridire, si spegnerebbe il mio entusiasmo e ridurrebbe la mia energia. Insomma, parlavo, parlavo ma non so quanto sia riuscita a trasferirgli il mio sentire.

Un poco più tardi vado ad aprire il PC e trovo come sempre il post mattutino di Nicoletta Cinotti   (nicolettacinotti.net) della quale vi ho già spesso parlato e sempre con entusiasmo. Il titolo del post era “Spiriti affamati e sguardi da principianti” e trattava del cambiamento. Incredibile! Proprio quello stesso giorno 12 Maggio, Nicoletta mi offriva un post che rafforzava la mia discussione appena conclusa.

Ho subito copiato un frammento del post e l’ho inviato al mio amico mattutino, e adesso sono io che lo offro  a voi perché penso che meriti una riflessione. Che ne dite? Buona lettura.

Marinella

“Ogni giorno può portarci piaceri nuovi. Nessun giorno può riportarci piaceri vecchi.

Se accogliamo l’inevitabilità di questo processo che ci rende vulnerabili al nuovo, accogliamo anche il potenziale di crescita delle nostre relazioni. E diamo il benvenuto alla relazione che c’è oggi. Non cerchiamo invano quella che c’era ieri, perché altrimenti rimarremo affamati, a bocca asciutta. Con la sensazione di aver perso qualcosa anche se, invece, lo abbiamo proprio di fronte a noi.

Così ogni giorno potremo ritrovare quello spirito da principiante di quando ci siamo innamorati. Quando ogni cosa era una sorpresa perché appena ci conoscevamo. Perché ogni giorno – dentro e fuori dalla relazioni – è interamente nuovo e aspetta di essere vissuto con uno sguardo da principiante.”

 

Read Full Post »

7 MAGGIO 2016

 

Che bella giornata! Intensa, faticosa, di esperienze e scoperte del tutto nuove per i partecipanti al master in psico-oncologia 2016 in corso presso l’ UCSC – Gemelli di Roma.

14 corsisti – 7 coppie per il nostro lavoro che si svolge sempre in coppia – prevalentemente psicologi e psicoterapeuti ma anche un medico, fisioterapisti e infermieri nonché un frate cappellano ospedaliero, provenienti da ogni parte di Italia. Un gruppo interessante anche perché così variegato. Questo ha consentito una interazione molto proficua e, sebbene nella condivisione finale sia emerso   come non fosse  mancata qualche perplessità iniziale dovuta alla particolarità di questo tipo di formazione, il clima è stato ottimo sin dall’inizio.

Oramai sono abituata a questi workshop ma ogni volta riprovo la meraviglia di percepire, sentire, vedere come persone non abituate a “toccarsi” scoprano la gioia dell’abbandono nel sentire un’ area del proprio corpo “toccata” con tanto amore, rispetto e tenerezza.

La calma e la lentezza del movimento, la pulizia interiore del caregiver e la purezza della sua intenzione sono infatti le tre caratteristiche del Nurturing Touch che permettono alla persona che riceve il massaggio di affidarsi completamente al suo curante e di lasciarsi pervadere da quel benefico senso di leggerezza, piacere e benessere che caratterizza il sollievo. Il Nururing Touchg è infatti un Massaggio di Sollievo, anche se in realtà i suoi effetti vanno ben oltre|!

Per concludere non posso non menzionare le delizie culinarie che sono arrivate da tutta Italia e che hanno “allietato” la nostra pausa pranzo. Infatti, allo scopo di non perdere tempo andando fuori, era stato saggiamente suggerito ad ognuno di portare qualcosa da mangiare per condividere con i colleghi. E ognuno aveva portato il meglio della sua eRegione per cui….vi lascio immaginare!

Voglio qui ringraziare tutti i partecipanti al workshop per la loro attenzione, impegno ed energia che hanno reso il nostro lavoro così ricco e prezioso per ognuno di noi. Grazie di cuore!

Marinella

Read Full Post »

Oggi mi è capitato di rileggere, e sempre con intensa partecipazione, la prima delle cinque meditazioni sulla morte di   François Cheng.

Comincia così: “Cari amici, siamo giunti all’ora che annuncia la notte, al momento in cui il giorno finisce e un altro giorno comincia a nascere”. Che bell’inizio per accostarci al tema della morte!

Questa morte così tanto negata nei nostri giorni, limitando in tal modo la nostra prospettiva esistenziale unicamente al mondo dei vivi. Se invece riuscissimo a smettere di aggrapparci al solo versante della vita terrena e ci abituassimo ad entrare nel cuore del Doppio Regno – quello spazio in cui si instaura il dialogo tra vivi e morti – potremmo godere di una visuale più ampia del nostro divenire personale, entrando in una dimensione di divenire universale.

Ogni frase della meditazione induce a riflessioni sul nostro vivere quotidiano senza valutare il metro dell’eternità e François Cheng conclude la breve ma molto significativa meditazione, che vi invito a leggere, riportando parole scritte da Etty Hillesum che trovo fondamentale nella loro limpida chiarezza.

“Con “aver chiuso i conti con la vita” voglio dire che la possibilità della morte si è perfettamente integrata nella mia vita; questa è come resa più ampia da quella, dall’affrontare ed accettare la fine   come parte di sé. E dunque non si tratta, per così dire, di offrire un pezzetto di vita alla morte perché si teme o si rifiuta quest’ultima: la vita che ci rimarrebbe, allora, sarebbe ridotta ad un ben misero frammento. Sembra quasi un paradosso: se si esclude la morte non si ha mai una vita completa; e se la si accetta nella propria vita, si amplia e si arricchisce quest’ultima”.

Marinella

Read Full Post »