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Archive for luglio 2014

Era la seconda metà degli anni novanta quando ho conosciuto le Medical Humanities frequentando gli indimenticabili incontri sul tema alla Cittadella di Assisi. Incontri organizzati dall’Istituto Giano diretto dal Prof. Sandro Spinanti.

Ricordo sempre l’emozione provata la prima volta: ero entusiasta di trovarmi in un ambiente dove si affrontavano con interventi ad alto livello i temi che mi avevano portata a dedicarmi al volontariato sanitario, si chiarivano dubbi e si illuminavano angoli oscuri che talvolta mi avevano angustiata.
Ricordo anche che nella prima telefonata fatta a mio marito rimasto a Roma, gli avevo detto “è come se le tessere scomposte nel mosaico delle mie esperienze trovassero una giusta collocazione”. Che magnifiche occasioni di formazione!
Per non parlare del confronto con i colleghi che avveniva prevalentemente durante le passeggiate serali nelle stradine di Assisi.
Credo che la magia del luogo influisse sul clima che si creava in quelle giornate perché quando quei luminosi incontri si sono trasferiti a Roma, nel giro di due o tre anni si sono tristemente spenti e quindi terminati.
Peccato perché ogni partecipante diventava portatore di diffusione delle Medical Humanities nella sanità italiana e ce n’era tanto bisogno!

Molti anni dopo, nel 2010, la Rivista Italiana di Cure Palliative ha pubblicato un bello studio sulla comunicazione medico-paziente e sulle Medical Humanities. L’ho letto con particolare interesse ben contenta che se ne parlasse su un organo di formazione e diffusione così prestigioso.

Ma cosa si intende per Medical Humanities? Ricordo che la prima volta che ho sentito questa espressione sono rimasta colpita dal significato di collegamento e unificazione tra scienza e umanità. Sono stata per alcuni anni segretaria del Premio Frezza per Umanità e Professionalità in Oncologia e quindi potevo apprezzarne in pieno tutto il valore.
In sostanza per Medical Humanities si intende quell’insieme di discipline che consente di “prendersi cura” del malato ponendo l’attenzione sulla centralità e unicità della persona nel suo insieme di soma e psiche e considerando come elemento di cura anche i suoi familiari. In parole più semplici non “curare la malattia” ma “prendersi cura della persona malata”.

E’ trascorso quasi un altro quinquennio, sono stati fatti e si fanno convegni e corsi di formazione sulla comunicazione medico-paziente sin dal momento della prima diagnosi, le cure palliative sono per fortuna sempre più diffuse e conosciute, la medicina complementare – e come terapista di Nurturing Touch posso testimoniarne tutta la validità – è sempre più considerata nella cultura del sollievo, ma sebbene vi siano alcune realtà dove le MH sono pienamente realizzate ed apprezzate, c’è ancora tanto, tantissimo bisogno di diffonderle e di testimoniarne la validità.

Ecco perché oggi ne ho parlato su questo blog.

Marinella

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Questo è un titolo davvero insolito per un libro ma conoscendo di fama Antonio Thellung non mi sono meravigliata più di tanto quando un mio amico me l’ha donato.
Avrei visto bene come titolo anche “la recherce” perché in fondo si tratta sì di uno studio ma anche e forse soprattutto di una ricerca. Una ricerca che l’autore compie confrontandosi con se stesso, con taluni eventi ed avvenimenti della sua vita e con…l’oltre.

Le prime 50 pagine mi hanno elettrizzata per il brio, la leggerezza, l’ironia e l’autoironia con le quali Thellung affronta argomenti importanti come la vita, la morte, l’amore e il loro senso e significato. Le ho lette d’un fiato.

Andando avanti, la ricerca si è fatta più sottile e talvolta anche fantasiosa ma lui stesso dice che non è proibito sognare! Ho rallentato lo scorrere delle pagine, qualche volta sono tornata indietro a rileggere il paragrafo precedente e mi sono di più coinvolta e immedesimata nello svolgersi dei ragionamenti.

La libertà dai possessi citata è un esercizio che da un po’ di tempo cerco di fare sebbene senza molto successo, ma non lo avevo mai collegato al “possesso della vita”. Interessante!

La differenza tra la parola defunto (compiuto) ed estinto. Non ci avevo mai riflettuto.

Coltivare la gratitudine: se vuoi essere felice coltiva la gratitudine è la massima di un saggio orientale. Mi piace e mi appartiene. Sorridere e dire grazie non costa nulla e mi dà gioia.

Le questioni di fede e il rapporto con Dio libero da giudizi preconfezionati ma per questo non meno autentico e profondo, mi hanno aperto qualche altro orizzonte sul quale soffermarmi.

Il sacramento eucaristico come segno visibile di una realtà invisibile e come incontro con Cristo. La preghiera intesa come sacramento per entrare in colloquio con l’eterno. L’amore umano come proiezione verso il divino: quante aperture verso un sentimento religioso più consapevole.

Questa lettura mi ha dato la sensazione che una torcia elettrica, o forse la fiammella di una candela, illuminasse angoli rimasti ancora inesplorati di un mio percorso personale e non solo religioso.

Ma tra i tanti altri, c’è un aspetto di questo testo che mi ha felicemente colpita: la vita dei coniugi Thellung, ora sulla novantina, appare intrisa di una continua “estasi d’amore” che coinvolge e domina tutta la loro grande famiglia. L’autore non rivela il nome di battesimo della moglie, non la indica mai come compagna di vita o semplicemente moglie ma sempre come “la mia sposa”. Quest’immagine da primo giorno di nozze avvolge tutto lo studio o ricerca che sia, gli dà colore e lo rende, a mio giudizio, teneramente e dolcemente… terreno!

Non vi dico altro ma vi invito a leggere “Sto studiando per imparare a morire”. Ne vale la pena, ve lo assicuro!

Marinella

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Gaetano Suffoletta con la sua consueta verve di brillante presentatore, ha aperto quest’anno la cerimonia di consegna dei premi assegnati per la XXI edizione del Premio Filomena Carrara Suffoletta con un caldo e affettuoso momento dedicato alla memoria di coloro che hanno contribuito preziosamente alla nascita e alla crescita del Premio accompagnandolo dall’età neonatale alla maturità attraverso la fanciullezza, l’adolescenza e la gioventù!

Come sempre i premiati sono stati selezionati in base alla loro appartenenza alla “terra d’Abruzzo” per essersi distinti nel mondo sia per la loro alta professionalità che per l’umanità e l’attenzione ai problemi più scottanti del tempo in cui viviamo.

E’ così che ho visto salire sul palco uomini, e non solo, molto giovani per essere già all’apice della loro carriera ed è proprio questo l’elemento dominante che mi ha colpito così favorevolmente. La generazione abruzzese della fine anni ‘60 e dei primi anni ’70, ha “prodotto” cervelli e personalità eccezionalmente elevate.

Quest’anno non posso fare a meno di parlavi di questi “magnifici quattro” perché mi fa piacere condividere con voi lettori l’ammirazione che ho sentito per loro e la soddisfazione di vedere che in questo nostro Paese così sconquassato e turbato dai
continui scandali che quotidianamente i media ci propinano, c’è gente in gamba che silenziosamente opera in favore della comunità. Eccoli:

Piero Cipollone, classe 1962, alto dirigente della Banca d’Italia e attualmente Direttore Esecutivo presso la World Bank a Washington dove si occupa dei fondi destinati ai Paesi più poveri- . E’ stato anche Presidente dell’Invalsi le cui prove, ci ha spiegato, erano nate con finalità diverse da quelle poi attuate.

Anna Maria Porrini, 49 anni, neurologa formatasi all’estero e specializzata a Chicago.
Dopo una rapidissima e brillante carriera nell’industria farmaceutica oggi e Presidente di Boehringer Italia. Una donna di grande carisma che con il suo impegno dimostra come sia possibile anche per le donne…fare carriera!

Luca Ramenghi, oggi Direttore dell’Unità Operativa di Patologia Neonatale al Gaslini di Genova con alle spalle esperienze importanti presso prestigiose università e centri di ricerca di San Francisco, Boston e Stoccolma. Si è soffermato sulla sottovalutazione dell’esperienza di dolore nel neonato e sulla risonanza che questa può avere sull’adulto nonché sull’eccessiva medicalizzazione che spesso viene attuata nell’ età neonatale.

Massimo Sargiacomo 45 anni, esperto in economia e management sanitario, specializzato ad Harvard e oggi Pro-Rettore dell’Università d’Annunzio di Pescara.
Ha evidenziato come il problema più grave della sanità italiana sia costituito dalla demenza senile dovuta all’invecchiamento generazionale.
Molto di più meriterebbero queste “belle persone” ma questo è solo un flash su una cerimonia che per la decima volta si è tenuta a Roccaraso e che quest’anno ha visto una specie di fil rouge unire in qualche modo quattro personalità diversissime ma tutte impegnate in attività sanitarie/umanitarie.

Come sempre Benigno Suffoletta ha donato ai presenti la sua ultima fatica letteraria As Fazendas 2 dove si evolve la storia del protagonista di As Fazendas. Molte sono nel libro le note che riecheggiano la vita dell’autore e la lettura scorre interessante e piacevole. Una piccola nota di colore: molto apprezzati i caratteri del libro che facilitano la lettura a chi come me, ha problemi di vista!

Grazie alla famiglia Suffoletta per il costante impegno culturale in favore di questa bella terra della quale mi sento…cittadina adottiva.

Marinella

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Come sempre prima delle vacanze estive, alla fine di Giugno i volontari della nostra associazione sono venuti a casa mia per salutarci mangiando gelati di mia produzione. Quest’anno era presente anche Gianpiero, marito di Anna Maria e in quattro e quattr’otto, in piedi nell’ingresso, ha composto questo delizioso sonetto in romanesco che voglio condividere con voi lettori di questo blog.
Marinella

Serata in amicizzia ar Conte Verde,

in quella casa ricca de barconi
da cui lo sguardo quasi te se perde,
lo sguardo che va a caccia d’emozzioni.

Un dopo cena tutto in allegria
che aiuta a trovà la bona morte
a chi combatte co’la glicemia
che qui er valore je se impenna forte!

A parte li scherzi ‘n’occasione
pe’ allentà er peso de li guai
co’ ‘na ricetta: la condivisione.

Chi cià ospitato forse nun lo sai
ma pe’ risponne fai ‘na riflessione.
La soluzzione è chiaro che CELLAI!

Roma 25 giugno 2014 Giampiero

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