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Archive for gennaio 2016

VIVERE NELL’INCERTEZZA

E’ tutto il giorno che mi frullano per la testa pensieri che riguardano uno dei temi trattati nel corso della giornata di formazione del 18 Gennaio : saper stare nell’incertezza.

Mi trovo in una situazione di incertezze varie riguardanti alcune decisioni che devo prendere in un prossimo futuro e mi rendo conto di quanto sia difficile non tanto trovarsi in un “momento” quanto in una “fase di vita” di incertezza.

Oggi Nicoletta Cinotti nel suo blog ha pubblicato un post – importante come sempre – dal titolo   “Una qualità fuori moda” cioè la pazienza.

Senza la pazienza potrei essere portata a pensare che le mie incertezze potrebbero non avere mai fine. La pazienza invece insegna che ogni cosa cambia nella vita e “ci porta per mano nelle diverse stagioni della vita, alla fine delle nostre tragedie e delle nostre commedie”.

Ma perché la pazienza è una qualità insolita?

“Forse è così obsoleta perché nasce dall’aver sentito e dall’aver patito. Forse è così insolita perché è l’esatto opposto dell’ansia che brucia e consuma il tempo. Eppure, paradossalmente, dell’ansia è il miglior rimedio naturale.”

Ecco che Nicoletta,come accade abbastanza spesso, oggi ha pubblicato proprio il post del quale avevo bisogno per ridurre la mia ansia latente.

Grazie Nicoletta.

Marinella

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FORMAZIONE AVANZATA

Sabato 16  Gennaio tutti noi volontari del Progetto Città della Vita abbiamo goduti di una bella e intensa giornata di formazione avanzata. Perché “avanzata”? Perché destinata a volontari già operativi da almeno un anno e quindi in grado di lavorare sulla base di una esperienza compiuta.

Silvana Bencivenga e Vito Ferri – i nostri psicologi formatori – hanno programmato un lavoro ben definito e destinato a toccare alcune aree fondamentali del nostro essere volontari, non prive di piccole criticità e bisognose di chiarimento e approfondimento.

Il volontario a contatto con se stesso,   essere e sentirsi parte di un tutto, vivere l’incertezza, sono le tre aree sulle quali siamo stati stimolati a riflettere e valutare, con l’aiuto di esercizi singoli e a coppie che ci hanno permesso di:

esplorare il nostro mondo interiore,

identificare i nostri bisogni narcisistici che potrebbero snaturare l’autenticità dell’azione volontaria,

capire come viviamo e reagiamo ai momenti di incertezza e scoprire vie creative per superarli, …e molto altro! 

E’ stata una giornata “piena” nel senso di “pienezza di significato”, intensa sia per la validità degli argomenti e sia perché ne abbiamo utilizzato ogni momento senza disperderci, ricca di condivisione e di   accoglienza uno dell’altro, gratificante perché ognuno di noi ha trovato risposte a domande, incertezze, desideri.

La partecipazione corale dei volontari (una sola assenza) ha sicuramente contribuito a cementare lo spirito di gruppo e ad avvicinare i volontari storici e quelli più giovani. 

Nella mia veste di fondatrice dell’Associazione sento il desiderio di ringraziare di cuore tutti i volontari che con la loro presenza hanno reso creativa questa bella occasione e naturalmente Vito e Silvana che ci hanno donato tempo, competenze, fiducia e “amore”. Grazie a tutti!

Marinella

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NAPOLI

Napoli è la città dove sono nata e dove, con un intervallo di 10 anni, ho abitato per un totale di 14 anni. La mia famiglia è piemontese ed ho vissuto a lungo in Toscana ma forse in fondo al cuore mi sento più che altro napoletana.

Mia figlia – conoscendo i miei sentimenti – per il mio compleanno mi ha regalato due giorni a Napoli con la mia nipotina di 10 anni e così il 5 e il 6 Gennaio Silvia ed io abbiamo fatto le turiste a Napoli.

Il tempo non è stato molto clemente tra pioggia e vento ma non ci siamo fatte scoraggiare, abbiamo camminato tantissimo e l’ultimo pomeriggio siamo state premiate con un bel sole che ha dissolto la nebbia e finalmente ha svelato in tutto il loro splendore il Vesuvio e il golfo fino ad allora totalmente invisibili. Silvia era incantata ed io emozionata.

Ma non è stata solo la natura a riportarmi indietro nel tempo con tanta ammirazione. E stato anche l’incredibile e magnifico restauro dei sontuosi palazzi napoletani, la pulizia delle strade del centro e il fervore di attività destinate al recupero della napoletanità nell’arte, nella musica e nelle tradizioni.

Non avevo mai visto, neanche nei post-bellici anni ’50 quando vi abitavo, una Napoli così impegnata nel risollevarsi da un periodo di grave crisi.

E’ chiaro che noi abbiamo visitato solo la Napoli turistica e che “dietro le quinte” c’è ancora tanta terribile povertà e criminalità. E proprio a proposito della criminalità ci ha colpito – come segno di riscossa – un grande palazzo di Via Santa Lucia (una volta palazzo delle Ferrovie ora forse della Regione?) coperto da grandi fotografie, ognuna con il nome della persona ritratta. Non riuscivamo a capire chi fossero i soggetti fotografati ma girando intorno al palazzo abbiamo scoperto la sede della Fondazione Pol.i.s. (politiche integrate di sicurezza per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati alle mafie). Abbiamo capito infine che le numerosissime persone fotografate erano state tutte vittime della criminalità. Silvia ne è rimasta così colpita che ha voluto fotografare il palazzo e poi ne ha parlato a scuola.

Ecco dunque facce diverse di questa città fantastica,sicuramente ancora malata ma sottoposta ad una robusta cura di “antibiotici”, che sta impegnandosi con tutte le forze a riprendersi il ruolo che le spetta.

Insomma ho visto una Napoli bellissima e sono tornata a Roma con il cuore pieno di gioia per il risveglio della mia città natale.

 

Marinella

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BUON ANNO

Buon Anno miei cari lettori. Scrivo “Buon Anno” utilizzando le stesse letterine che ho sempre usato per scrivere queste due parolette. Due parole che siamo usi dire quasi per abitudine senza pronunciarle sempre con una profonda e vera intenzione.

Ma quest’anno, almeno per me,è tutto diverso. Quest’anno ogni volta che ho augurato un Buon Anno c’era tutta me stessa dentro quelle due PAROLE.

Perché questo istintivo cambiamento? Me lo sto domandando da alcuni giorni e stamane sono arrivata a questa conclusione: questo appena concluso 2015 è stato un anno molto pesante, per tutti sia pure in maniera diversa e al di là delle vicende personali. Non è stato possibile, a nessuno, rimanere estraneo a ciò che è accaduto nel mondo.

La scure del terrorismo pende sulla testa di tutti noi, i cambiamenti climatici – dopo tante parole sentite per anni – sono divenuti una realtà che ora tocchiamo con mano e ci spaventa, la valanga di immigrati che giunge in fuga da terre lontane, sta invadendo l’Europa che stenta ad accoglierla, la violenza sulle donne e non solo è all’ordine del giorno, le ingiustizie sociali, la corruzione a tutti i livelli, e un’infinità di altri gravi problemi sono quotidianamente nelle nostre vite perché l’informazione ce li rende presenti ogni giorno. E in ultimo ma non certo  ultimo per ordine di importanza,le accorate e forti parole di Papa Francesco nell’apertura di questo Giubileo della Misericordia ci hanno toccato nel cuore.

Ecco perché il mio “Buon Anno” e sicuramente quello di tantissime altre persone, all’inizio del 2016 è particolarmente carico di significato e anche di speranza.

E allora: BUON ANNO miei cari!

Marinella

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