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Archive for novembre 2008

Ieri sera sono andata all’inaugurazione della settima sessione di “Camere”, una mostra d’arte organizzata da RAM (Radioartemobile) dove, il Dr. Maro Pieroni direttore di questo particolare spazio espositivo, mi ha donato un piccolo testo di Michael Taussig scritto per l’occasione.

Leggerezza e promesse di piuma è il titolo ed è stato scritto il 2 Novembre 2008.

Ve ne riporto alcune frasi e spero che vi piaceranno .

Promettere è tutto fuorché una cosa leggera. Promettere significa essere convinti del proprio impegno. Quando prometto la mia parola e il mio corpo sono impegnati. Il mio buon nome anche. Eppure paragonate alla legge, le promesse sembrano molto personali, leggere come piuma.

…La promessa è una variante del dono e appartiene alla stessa famiglia. La promessa è data per scontata in tutto quello che permette a una società di funzionare.

…Eppure è raro sentire qualcuno che dice apertamente: “Prometto”. Questa è la bellezza della promessea Essa è leggera e di piuma, e si vergogna di essere nominata. Kafka direbbe così, ne sono certo. Forse le persone dicono di promettere quando giurano qualcosa, quando ad esempio ci si sposa, o quando si ottiene una cittadinanza.  Più spesso si dice semplicemente qualcosa come: “Lo farò”. La promessa è implicita, non esplicita, e quando è esplicita sembra quasi magica, come una preghiera o una cosa sacra. Evoca modi di essere straordinari, altri, che servono a garantire le nostre abitudini più ordinarie….Essa implica la nozione che fondamentalmente ci dobbiamo lealtà l’uno all’altro, non solo a qualcuno in particolare, ma a tutte le creature di Dio, che esse siano, per esempio, immigrati o italiani autoctoni.

Questa è la ragione per cui le promesse sono leggere e di piuma – come piccoli angeli”

Che ne dite? Io ne sono rimasta incantata!

Marinella

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AMORE E GIOIA

“…Anch’io sono impegnato in una lunga partita a scacchi, anch’io so di perdere, ma avendo accettato di giocarla, sto scoprendo l‘amore così come non mi era mai capitato prima. Un amore di cui mi viene continuamente di parlare perché mi sembra che rivesta caratteristiche nuove e per me sconosciute. Un amore che, giorno dopo giorno, cresce attorno a me, suscitato anche da una mia attenzione per gli altri che non è mai stata così forte. Un amore che genera amore, al di là della paura e della morte o forse proprio perché tutte le persone che mi amano tifano per me in questa partita, iniziando a comprendere che la vera posta in gioco non è la mia sopravvivenza fisica.

Da qui e solo da qui scaturisce la forza che mi aiuta a combattere la paura, una paura che non si può mai sconfiggere una volta per sempre e che, quando meno me l’aspetto, mi afferra alla gola. E’ questa forza che cresce anch’essa parallela, sempre più produce gioia perché mi allontana dall’incubo nel quale sarei immerso se non avessi trovato queste risorse.”

Così scrive Carlo Massa a pagina 77 del suo “diario di malattia”, pubblicato da Servitium/Viator per la collana di spiritualità del Priorato di S. Egidio, con il titolo “Tutto me stesso prima di morire”.  Massa era un giornalista e autore della RAI che ha affrontato la battaglia con un devastante tumore della pelle con una consapevolezza e una lucidità straordinarie. Leggere la sua testimonianza mi ha colpita profondamente e mi ha confermato una volta di più quanto il “tempo del morire” sia prezioso per capire il senso della vita!

Marinella

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Così è stato annunciato il convegno sulle cure domiciliari in ematologia, tenutosi oggi a Roma a cura della Associazione Italiana per le Leucenie AIL.  Scopo del convegno era fare il punto sulla situazione delle cure domiciliari e della deospedalizzazione in ematologia, ma anche evidenziare l’abbattimento dei costi rispetto ai ricoveri ospedalieri.

Nell’ampio excursus sulle varie realtà assistenziali esistenti in Italia, da Nord a Sud, è stato dato molto spazio ai temi che riguardano la continuità assistenziale: relazionale e gestionale, con particolare riguardo alla cartella clinica ed alla lettera di dimissioni, che devono essere improntate, appunto, alla continuità della cura.

E’ stata inoltre evidenziata la necessità di impostare una strategia di assistenza globale improntata al rispetto della “prospettiva del malato” e che tenga conto delle sue fragilità fisiche, psichiche e sociali. In quest’ottica è stata anche messa in luce l’importanza della figura dello psicologo nella équipe assistenziale.

Il ruolo dei medici di medicina generale e la necessità di una maggiore integrazione di queste figure, debitamente formate,  nel quadro assistenziale, è stato evidenziato dal Prof. Mandelli che ha anche auspicato un riconoscimento formale per l’importante ruolo che ricoprono i volontari.

Un bel convegno, che ha costituito una buona occasione di formazione anche per noi volontari.

Marinella

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PENSIERI AUTUNNALI

Stamane molto presto attraversavo i giardini di Piazza Vittorio, coperti da un denso strato di foglie gialle cadute dagli alberi a questo primo freddo autunnale. Il cielo era grigio e l’atmosfera un po’ surreale  dei giardini ancora deserti dove il mio passo veloce suonava ovattato sulle soffici foglie, ha fatto volgere i miei pensieri dall’autunno metereologico all’autunno della vita.

Io sono nell’autunno avanzato della vita e sempre più spesso mi ritrovo a pensare che dovrei cominciare a “fare pulizia” intorno a me per prepararmi a ciò che avverrà. Fare pulizia significa separarmi da alcune cose, risolvere ciò che è tutt’ora in sospeso, avere il coraggio di prendere decisioni sempre rimandate, ecc. ecc.  Mi sembra di avere ancora un po’ di tempo davanti ma questa mattina ìero presa da un leggero senso di angoscia perché non sappiamo mai quanto tempo ancora abbiamo e tante volte il tempo scade all’improvviso e tutto rimane in sospeso.

Più tardi nella mattinata è spuntato il sole ed io sono stata, come sempre, travolta dal vortice della giornata ma mi è rimasta, in un angolino neppure tanto recondito, questa vaga sensazione di…incompiutezza? C’è qualcosa che devo fare e forse l’autunno è la stagione più giusta per decidermi.

Marinella

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Si è concluso ieri sera l’importante convegno organizzato da Antea: uno sforzo enorme che ha impegnato tutte le componenti dell’Associazione, coronato da un grande successo che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti di cinque continenti. Non ho seguito le sessioni di carattere scientifico ma, dopo aver sentito la presentazione delle cure palliative nel mondo, posso ben immaginare quale importante scambio di esperienze sia stato possibile. Oltre alle sessioni dedicate al volontariato e alle terapie complementari nelle quali ero coinvolta in prima persona, ho preferito seguire i lavori dedicati alle problematiche  etiche e religiose, alla riabilitazione in cure palliative e alle cure di fine vita: tutte tematiche con le quali mi devo confrontare nel mio servizio di volontariato in hospice

Una sessione speciale del Convegno è stata dedicata ai “core curricula”, allo scopo di costruire linee guida per la formazione di tutti gli operatori in cure palliative. Nella tavola rotonda dedicata alla formazione è stata anche approvata la innovativa proposta di disegnare  “core curricula” anche per i “volontari palliativisti”. Un riconoscimento e un traguardo importante per i tanti volontari che con passione e abnegazione operano negli hospice e nelle équipe di cure palliative domiciliari.

E’ stata una ricca occasione di formazione permanente ed un momento di incontro e scambio con operatori che vivono in paesi dalle diverse civiltà. Questa mi sembra una buona occasione per ringraziare ancora una volta  ANTEA che, ne sono sicura, sta già pensando al prossimo convegno!

Marinella

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SIRACUSA

6-9 Novembre: tre splendide e intense giornate a Siracusa insieme a Peggy Dawson (Nuova Zelanda) e Coral Banks (Australia). La città ci ha accolte “vestita a festa” per il saluto all’anziano Vescovo e l’arrivo del nuovo Vescovo. E’ stata la mia terza volta a Siracusa e mai l’avevo vista così bella: forse merito del sole, forse dei grandi lavori che nel frattempo sono stati fatti in Ortigia, forse della gioia di ritrovare tanti cari amici.

L’occasione, fortemente voluta da Don Luigi, Cappellano dell’Ospedale,  era una conferenza divulgativa sul Nurtuing Touch come mezzo di comunicazione che va ben oltre le parole ma c’è stato anche un incontro con i ragazzi  che svolgono il  servizio civile  in ospedale e un laboratorio esperienziale con un gruppo di operatori sanitari e volontari.

Ogni volta che  ho occasione di fare opera di diffusione del Nurturing Touch si creano legami straordinari con gli interlocutori e io lascio sempre un pezzetto del mio cuore a loro mentre mi porto via tanti pezzettini dei loro cuori. Sono esperienze e incontri che mi arricchiscono e che danno senso a ciò che sto facendo nella fase “di autunno avanzato” della mia vita.  Non sono fortunata?

Marinella

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LA MORTE NON E’ NIENTE

Sono stata molto colpita da una testimonianza di Charles Péguy, ricevuta tramite un’amica, che mi ha “toccato” in modo speciale, per mie vicende personali di questi giorni. Ho deciso di pubblicarla sul nostro blog perché penso che possa essere di aiuti anche ad altre persone. Eccola:

La morte non è niente,

io sono solo andato nella stanza accanto

io sono io, voi siete voi,

Ciò che ero per voi lo sarò sempre.

Datemi il nome che mi avete sempre dato,

parlatemi come mi avete sempre parlato.

Non usate un tono diverso.

Non abbiate un’aria solenne o triste.

Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.

Sorridete, pènsate a me, pregate per me.

Che il mio nome sia pronunciato in casa

come lo è sempre stato, senza alcuna enfasi,

senza alcuna ombta di tristezza.

La vita ha il signifivcato di sempre.

Il filo non è spezzato.

Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri?

Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vita?

Io non sono lontano,

Sono solo dall’altro lato del cammino.

Charles Peguy

Marinella

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