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Archive for settembre 2009

PONTI

Quando per una cerimonia funebre la chiesa è piena di giovani c’è qualcosa che “non va” come ci si aspetta che debba andare…qualcosa che sembra sovvertire quello che comunemente viene percepito come l’ordine naturale delle cose… qualcosa che ha corso troppo…qualcosa che ha trascinato via i giorni rubando progetti…

Oggi cerimonia funebre di un giovane collega di lavoro, un veloce tumore ha chiuso il suo percorso a 31 anni, brillante e pieno di una vita la cui testimonianza stamattina “respirava” dentro la chiesa, una chiesa gremita che non ci riusciva a contenere tutti…tutte le persone, tutte le emozioni, tutto il dolore…mentre dal fondo guardo la gente nella navata vedo Giusi, la nostra psicologa dell’hospice: e una ridda di domande in testa…è lì perché sua madrina di battesimo…ci abbracciamo, lei stupita quanto me di trovarmi tra gli amici di Giorgio…è stato come percorrere un ponte tra due parti importanti della mia vita…un ponte che si è riempito del calore di un abbraccio.

E mi chiedo chissà su quale Ponte è ora Giorgio, in transito da una parte all’altra della sua Vita…

Con calore, Monica

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A/H1N1

Stamane, per “cultura generale” sono andata a sentire un convegno sulla nuova influenza. Gli oratori: persone molto competenti nelle rispettive discipline ,ci hanno anche illuminato in merito all’organizzazione di ospedali, ASL, medici di famiglia,in vista della pandemia (speriamo che sia tutto vero e non solo sulla carta!),  Dalle varie interessanti relazioni ho tratto alcune informazioni che mi sembrano utili e che condivido con voi lettori. Devo premettere ed evidenziare che non sono una “addetta ai lavori” e quindi chi lo è potrà trovare imprecisioni o…peggio! Abbiate pieta! Cercando di sintetizzare al massimo:

Come è nata la nuova influenza ; da un virus generato da un contatto ravvicinato tra maiale e uomo. Virus che poi si è adattato nell’uomo.

Prevenzione:: tenere un fazzoletto ben aderente davanti alla bocca e al naso quando si starnutisce o si tossisce; lavarsi sempre bene le mani con sapone o detergenti appositi a base alcoolica, evitare di toccarsi con le mani naso, bocca, occhi. Se in  casa c’è un malato con diagnosi accertata, munirsi di una mascherina

Trasmissibilità e contagio: per via aerea anche attraverso particelle piccolissime (starnuti, tosse,  parlare). Anche dopo molto tempo le particelle cadute e seccate possono essere trasportate da un soffio d’aria ed andare ad infettare altri individui anche posandosi su superfici che poi vengono toccate. Il livello di infettività è medio/alto mentre la patogenicità è bassa. Il 50 % degli infetti è asintomatico o con sintomi molto lievi. Il soggetto di solito è contagioso per 7 giorni ma se i sintomi persistono lo sarà anche più a lungo. 3 giorni dopo la scomparsa dei sintomi non si è più contagiosi.

Sintomi e complicanze: se oltre a quelli dell’influenza normale (astenia, indolenzimento muscolare, raffreddore, mal di gola, tosse),  compaioni sintomi quali la febbre subito a 38° o più alta, dolore al petto, mal di testa, nausea, diarrea, vomito, congiuntivite, colorito bluastro, difficoltà respiratorie sia dopo attività che a riposo, contattare subito il medico.La terapia sintomatica va iniziata subito e il medico, sulla base di una diagnosi clinica inizierà il trattamento idoneo,. Nel caso di polmonite virale, che si può sviluppare anche in relazione alla quantità di virus assorbito,  il trattamento antivirale deve essere iniziato entro le 48 ore, su base di diagnosi clinica e senza aspettare i risultati dei test di laboratorio. Comorbilità e deficit immunitario favoriscono le complicanze.

Test diagnostici e vaccini: i test diagnostici a Roma per il momento sono centralizzati solo presso l’ospedale Spallanzani e l’ospedale Gemelli. E’ necessario decentralizzarli. I test rapidi sono solo indicativi. Per quanto riguarda i vaccini, attualmente sono disponibili solo vaccini multiuso e quindi saranno in dotazione alle strutture preposte. Si sta lavorando su vaccini monouso che potranno essere venduti in farmacia. Inizialmente sono stati prodotti vaccini modificati da H5N1 a H1N1; adesso è in produzione il vero vaccino H1N1. Ogni lotto viene controllato ed analizzato prima della commercializzazione e  la velocizzazione delle procedure non è andata a scapito della qualità e della sicurezza.

Per noi “anziani” è consolante sapere che la pandemia del ’68, se ricordo bene denominata “spaziale” era dovuta ad un virus analogo a quello attuale per cui, chi l’ha avuta, gode di un minimo di protezione. Speriamo bene!

Marinella

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Buongiorno Marinella, sono il papà di Bruna, si ricorda? Tra le tantissime telefonate ricevute dopo la breve intervista al TG1 di ieri sera in merito all’approvazione della legge sulle cure palliative, è stata questa quella che mi ha fatto più piacere, che mi ha commosso e che ho sentito più “vera”.

Vi ricordate di B.? La giovane donna sulla quale tanto ho scritto l’inverno scorso per averla accompagnata in hospice nel suo viaggio verso il  …traguardo finale. Riparlarne con il suo papà oggi e ricordare insieme la straordinaria testimonianza che B. ci ha lasciato, è stato un modo per sentire quanto  lei sia ancora presente tra di noi.  Grazie, papà di B. per questa telefonata davvero  “speciale”.

Marinella

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SULL’…EMPATIA

Queste considerazioni sull’empatia scaturiscono da un recente accadimento avvenuto in hospice.

Empatia: un termine il cui significato fino a qualche anno fa era sconosciuto ai più ma che oggi è divenuto quasi “di moda”.  Tante sono le definizioni che si trovano sui testi di psicologia ma per me è rimasta sempre valida la semplice definizione fornitami tanti anni fa dalla mia cara amica Anna Ravenna, allora psicologa e volontaria, oggi Direttore dell’Istituto Gestalt di Firenze, sede di Roma: empatia significa “mettersi nei panni dell’altro, senza dimenticare di essere nei propri”, cioè conservando la propria identità.

E’ questo il punto focale del problema sul quale mi trovo oggi a riflettere: non confondere empatia  e identificazione.  Un eccesso di empatia può portare facilmente ad una relazione emozionale così intensa da implicare l’identificazione..

Si tratta di un rischio possibile per il volontario che nel tentativo di  percepire lo stato emotivo dell’altro può scivolare verso l’immedesimazione e l’identificazione. Tutto questo, nella mia esperienza sul campo, può portare il volontario per esempio a schierarsi con uno dei membri dell’unità sofferente vcontro gli altri, a giudicare, ad essere incapace talvolta di distinguere i  bisogni dell’assistito rispetto ai propri.

Credo che questo sia un tema molo importante da affrontare a fondo nella formazione dei nuovi volontari, anche se – ne sono certa – è solo con l’esperienza che si affinano e si approfondiscono i contenuti dei corsi di formazione.

Mi piacerebbe sentire il parere degli “addetti ai lavori” perché io sono solo una…volontaria!

Marinella

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SUL …PERDONO

Avevo scritto nel mio ultimo post “Gocce”…magari un po’ per volta. E allora ecco che oggi condivido con voi che leggete questo blog, alcune riflessioni sul perdono fatte nell’incontro comunitario montano cui mi sono già riferita,  Riassumendo posso sintetizzare così:

1) Cosa significa perdonare? Significa rinunciare ad ogni tipo di rancore,    risentimento, punizione e desiderio di vendetta:

2) Significa anche ascoltarsi, cioè capire bene quali sono i  nostri sentimenti e risentimenti

3) Significa ancora focalizzare correttamente il vero problema, cioè determinare con chiarezza qual’è il reale nocciolo della  questione

4) Significa inioltre  non rifarsi al passato e non rinvangare vecchie questioni accantonate e probabilmente risolte.

5) Significa infine anche dimenticare perché il vero e completo perdono non può essere disgiunto da questa condizione.

Per mia esperienza personale posso anche aggiungere che il saper perdonare l’altro implica aver già elaborato la propria rabbia e’aver  compiuto il percorso che porta a saper perdonare se stessi.

Anche questa volta concludo con una massima di Arthur Schnitzel che sento molto aderente a quanto appena scritto.

Ciò che logora le nostre anime nel modo più rapido e peggiore possibile è perdonare senza dimenticare

Marinella

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