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Archive for aprile 2010

Così titolava un lungo ed interessante articolo della Dott.ssa Anna Maria Palma, il notiziario di FILE del mese di Marzo.  L’avevo letto con profonda condivisione e  avevo anche evidenziato alcuni concetti riguardanti l’ascolto profondo  e la necessità di vivere l’evento morte ad occhi aperti, cioè in piena consapevolezza.

La formazione dei volontari del nostro settore prevede un ampio spazio dedicato e questi temi: il superamento della paura e l’elaborazione della nostra  morte ci rendono capaci di accompagnare con serenità e con rispetto chi si avvicina alla fine della vita. Sono poi la formazione permanente e l’attività “sul campo” che ci fortificano e ci permettono di ascoltare, condividere, sostenere, aiutare, accompagnare, senza essere travolti dall’immensità della sofferenza altrui.

Tuttavia, pur con trenta anni di esperienza, se mi duole dover talvolta partecipare a un “teatrino” inscenato da familiari che non sono in grado di reggere la relazione con un congiunto consapevole, trovo ancora più difficile e delicato l’accompagnamento di coloro che sono a conoscenza di diagnosi e prognosi, che dicono di essere pronti e sereni e che quindi mi “invitano” in qualche modo a partecipare alla loro “preparazione” ma, all’improvviso lasciano emergere la …speranza di farcela ancora una volta! Talvolta queste speranze sono alimentate da curanti non appartenenti al mondo delle cure palliative!

Più di una volta mi sono trovata in qualche difficoltà e, pur agendo sempre con estrema prudenza e continuando ad imparare da eventuali sbagli, mi sono resa conto che nell’accompagnamento la regola d’oro è: ascoltare e al massimo, ridefinire. Niente di più.

Marinella

 

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PIAZZA VITTORIO

Stamane, attraversando Piazza Vittorio a Roma, nella prima metà del grande giardino, mi sono trovata …in India! Un luogo di preghiera eretto sotto una tenda /baldacchino circondata da tappeti blu, tanti tantissimi giovani con il capo coperto da fazzoletti prevalentemente arancione ma anche bianchi e/o blu, mucchi di scarpe (tutte da ginnastica) in ogni angolo  del giardino (mi domando come avranno ratto a ritrovare ognuno le proprie scarpe!), molti ragazzi già seduti per terra nella posizione del loto, tende rigorosamente chiuse dove si intuiva che  si stavano  cucinando cibi speziati.

Con la mia solita curiosità ho chiesto cosa si celebrava e mi hanno spiegato che si trattava di una festa religiosa Sick: la festa di Baisakhi, se ho ben capito una specie di battesimo dei giovani da parte dei Guru. Mi hanno raccontato una storia allegorica di giovani che affrontavano una lotta con le spade, per mostrare il loro coraggio. In effeti poi nel pomeriggio c’è stato un lungo e variopinto corteo nel corso del quale si creavano ampi spazi per permettere a giovani in costume di mimare duelli con lunghissime spade.

Tornando a stamane e proseguendo nell’attraversamento della piazza  poco più oltre, sedute sulle panchine, ho visto numerose badanti evidentemente dei Paesi dell’Est che fumavano e chiacchieravano. Proseguendo ancora, su un prato un gruppetto di donne africane guardava  i bimbi giocare insieme ad altri bimbi cinesi. Ancora più avanti una guida turistica illustrava la piazza ad alcuni turisti giapponesi. E ancora più avanti dei ragazzi giocavano a cricket (sport sconosciuto Italia fino a non molti anni fa).

Ecco, questa Piazza Vittorio, conosciuta oggi nel mondo forse più per i concerti dell’Orchestra di Piazza Vittorio che per le sue antiche vestigia e per la sua vicinanza al Colosseo, mi è sembrata essere un “melting pot” di tante civiltà differenti e lontanissime che, nonostante le loro profonde diversità possono convivere armoniosamentre. Mi piace pensare che nel tempo possano nascere tante altre aggregazioni portatrici di un vivere civile più pacifico e …umano.

Marinella

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CERCHI CONCENTRICI

La settimana scorsa, mentre ero “a mollo” nelle calde e benefiche acque delle terme di Saturnia dove ho trascorso un paio di giorni, ho percepito una sensazione particolare ma anche molto chiara, almeno per me.

Al di là del piacere fisico del corpo che si lasciava andare all’abbraccio dell’acqua, ho sentito che le tante difficoltà  di vario genere affrontate durante l’inverno, che mi avevano stretto in cerchi concentrici sempre più serrati fino a procurarmi, recentemente, un senso di nausea, si stavano allentando. Quei cerchi ,prima concentrici, stavano prendendo la direzione opposta e piano piano si allontanavano da me; come un sasso buttato nell’acqua provoca cerchi sempre più larghi fino a scomparire, così mi sembrava e visualizzavo.

Nulla può annullare i problemi che rimangono sul tappeto ma ora, senza più nausea e costrizioni,  mi rendo conto che si possono guardare in un’ottica diversa e affrontare più positivamente.

Ieri ho messo a frutto quanto mi era accaduto facendo visualizzare una situazione similare ad una malata che  sentiva “la testa pesante”. Ha funzionato e, dopo, abbiamo condiviso la mia esperienza sentendoci quasi magicamente unite. Una volta di più  ho pensato che…nulla succede mai per caso!

Marinella

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BUON PASSAGGIO

Non si vedeva un aprile così aprile da tanto a Roma, o almeno così mi pare oggi. Scrivo mentre il sole gioca ancora un po’ con le piante nuove che ho appena messo a dimora per celebrare la primavera, una piccola rinascita, ogni anno nuova per darmi il senso della vita che continua allegra e forte.

Riflessioni di sabato, di Sabato Santo.

La Pasqua è Passaggio, Transizione, Trasformazione…mi chiedo vivendo in un mondo che finge di mutare in una perenne illusione di movimento, se invece per dare un valore realmente dinamico a queste parole non si dovrebbe prima riscoprire ciò che è in noi immutabile, il centro che giace tranquillo nel nostro Sé e illumina da lì ogni cosa: gioie, ma anche dolori, esperienze, persone che rimangono dentro per sempre, ondeggiano fuori e dentro, facendo finta di lasciarci, ma poi tornando con tutto il bagaglio della memoria che è nostra ricchezza, canzone che sussurra incessante, vento di abbracci, sguardi, parole che stanno nelle nostre parole, ma anche di tutto ciò che abbiamo lasciato irrisolto, non dato, pensieri rimasti tra i denti, desideri non confessati. Perché nulla scompare mai, e questo è insieme un balsamo e una condanna.

Ancora una volta mi trovo quindi a pensare ai saluti, cosa delicata…l’ho già scritto qualche mese fa e lo ribadisco. Ieri non sono potuta andare in hospice, sempre per lo stupido ginocchio, e penso a come raggiungere con gli auguri tutti quelli che non ho potuto abbracciare…e lo faccio, al solito, da qui, piccolo spazio virtuale…ma non poi così tanto: Buon Passaggio amici miei!

Monica

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BUONA PASQUA!

Ho ricevuto qualche giorno fa questi auguri dalla Fondazione Santi Medici di Bitonto. Hanno portato luce e freschezza nel mio cuore e allora ho deciso di “prenderli in prestito” ed offrirveli, cari lettori di questo blog, insieme ai miei auguri personali. Che sia per tutti voi veramente una Pasqua di pace e serenità anche se ….l’orizzonte non appare molto luminoso!.

Marinella

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
e mi fermerò soprattutto coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò per via.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell’usignolo,
quell’usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all’alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all’alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: – Pace.!

David Maria Turoldo

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