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Archive for giugno 2011

CONVEGNI

La settimana iniziata il 13 Giugo è stata densa di convegni come non mai e, solo per il settore di mio interesse, ce ne sono stati tre in quattro giorni: una vera maratona!  Del primo ne ho già parlato ed ho visto che è stato stimolante anche per i lettori del blog.

Il secondo “Vivere la Morte” , promosso dall’Associazione “Medicina Dialogo Comunione”, si è tenuto il 14 Giugno presso la Camera dei Deputati ed il tema era sicuramente interessante per tutti coloro che vivono a contatto con la terminalità della vita. Tuttavia, al termine, mi sono accorta che dopo tutto il lavoro di studio e riflessione fatto per anni con il Gruppo Eventi e che ha portato alla pubblicazione dei due libri “Sarà così lasciare la Vita” e “Assenza più acuta presenza”, ho sentito approcci al tema già esplorati e anche vissuti e sperimentati nel mio volontariato in hospice.  Comunque anche le verifiche sono sempre importanti!

Più interessante è stato invece il terzo convegno “Cure Palliative e Terapia del Dolore: Focus Assistenziale in Ambiti Specifici” organizzato dal Ministero della Salute il 15 Giugno nell’ambito del SANIT.

Gli aggiornamenti sulle indicazione della Commissione Nazionale in attuazione della Legge 38/2010 e sullo sviluppo  normativo delle cure palliative e della terapia del dolore sono stati molto utili ed è stato confortante sentir parlare di appropriatezza prescrittiva degli oppiodi, di dignità della disciplina di cure palliative, dei requisiti minimi anche strutturali necessari per l’accreditamento, di formazione dei volontari uguale in tutta Italia con 40 ore di lezione frontale e 10 ore di tirocinio in hospice, di attenzione al dolore non solo da cancro ma anche a quello cronico.

E poi ancora l’importanza della comunicazione nella formazione dei curanti, la comorbilità nelle malattie ematologiche e l’importanza della simultaneous care perché le cure palliative non sono solo cure di fine vita ma devono essere anticipate in ambito ospedaliero, domiciliare, ambulatoriale, e infine i modelli assistenziali in ambito pediatrico e la toccante testimonianza del Dr. Melazzini che ha messo in evidenza le tante dolorose problematiche che i 5000 italiani malati di SLA devono fronteggiare insieme ai loro familiari.

A ritmo serrato le relazioni si sono succedute lasciando poco spazio ai commenti e confronti immediati ma qualche giorno dopo sono partita per una settimana al mare con la mia nipotina Silvia (che ieri ha compiuto 6 anni) e tra un gioco, una favola e una passeggiata, ho avuto la possibilità di ben riflettere e metabolizzare le interessanti tematiche ascoltate, certa che mi saranno utili per migliorare il mio servizio di volontariato.

Marinella

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 Corpo, corpo, corpo,  corpo anatomico e corpo vissuto, corpo soggetto e corpo oggetto, corpo rispettato e corpo abusato, corpo che tace e corpo che parla, corpo  entità fisica e corpo personalità metafisica, il corpo che sono e il corpo che ho, il corpo esibito, il corpo nel tempo: un tempo a termine. La nudità fisica ma anche quella dell’anima, quella psicologica, quella della mia consegna a te medico o comunque curante. E poi ancora etica, deontologia e morale nel rapporto con il paziente nudo e altri temi fondamentali nell’ambito del rapporto curante/paziente. 

Tutto questo e molto di più è stato trattato con interventi di livello molto alto: Binetti, Borgna, Tatarelli solo per citarne alcuni,  nell’ambito del convegno “La multidimensionalità del corpo nella pratica clinico-sanitaria” tenutosi il 13 Giugno a Roma ed organizzato da ALMA SALUS.

Tutto ciò che ho sentito è sceso, attraverso le orecchie, come un balsamo sul mio cuore di volontaria che soffre proprio tanto nel vedere lo scarso rispetto per i corpi dei malati da parte di alcuni curanti : per questi corpi che sono – anche se devastati dalla malattia e talvolta mutilati  e maleodoranti–l’espressione di una corporeità animata , come ho sentito definirli anni fa da Marie De Hennezel.

Marinella

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Un tema quanto mai interessante ed attuale quello proposto da un convegno che si è tenuto il 27 e 28 Maggio presso la Facoltà di Psicologia di Chieti e promosso dalla SIPI (Società Italiana Psicologia Invecchiamento).

Molti i simposi e i workshop dedicati all’intera rosa delle problematiche che si creano durante il processo di invecchiamento con particolare riguardo alla valutazione cognitiva, alla demenza, alla famiglia del grande anziano e poi ancora alle case di riposo, alla cura e ai nuovi strumenti per affrontare l’invecchiamento.  Un intero workshop è stato impostato sulla domanda “Si può ancora morire di vecchiaia”?

Sono stata invitata  a tenere una relazione nell’ambito del simposio “La cura dell’anziano grave e terminale : un approccio multidisciplinare” e mi è così stata data la possibilità di testimoniare sulla validità della presenza di un volontario accanto all’unità sofferente, sia a domicilio che in hospice,  quando la vita di un congiunto si avvicina al termine.

Mi sono sentita in dovere di specificare che per poter condividere un momento così difficile e delicato il volontario deve aver avuto una solida formazione di base e deve poter godere di formazione permanente e supervisione costante. Inoltre, per ultimo ma non ultimo in ordine di importanza, deve aver fatto la pace con la propria morte e con quella dei propri cari.  Questo è fondamentale perché è inevitabile che nella relazione di aiuto che stabilirà con malato e familiari, passerà il suo personale rapporto con la propria morte.

Il Convegno si è chiuso con una  significativa Lezione Magistrale del Dr. Giorgio Pavan, Direttore degli ISRAA di Treviso (un fiore all’occhiello per la città) sul tema  “Leggere la complessità, gestire i cambiamenti“.

Marinella

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