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Archive for novembre 2010

INCONTRO…

Stamane rientrando dall’hospice mi sono fermata, come faccio quasi sempre, a fare la spesa al supermercato. Mentre giravo tra i banchi ho notato una giovane signora con un bel “pancione”. Mi commuovo sempre quando vedo una mamma in attesa perché mi riporta alle gioiose attese dei miei tre nipotini. 

Poco più tardi ero alla cassa quando alle mie spalle una voce femminile ha detto “Marinella”? Mi sono voltata ed ho visto una bella signora bionda che accompagnava la futura mamma. Era un viso noto ma non posso ricordarni di tutti i familiari dei tanti degenti che passano in hospice. “Si, chi sei?” ho risposto. Sono la figlia di V. stanza 15.  Immediatamente ho ricollegato mamma e figlia, la lunga degenza di V.,il legame che si era creato con tutti i volontari.  Ci siamo abbracciate e A. mi ha detto quanto la nostra presenza aveva “alleggerito” il doloroso percorso compiuto in hospice, quanto le avevamo insegnato nell’aiutarla a dire alla sua mamma tutte le parole che non dovevano restare “non dette”, quanto ci ricordava, tutti, con grande affetto e riconoscenza.

E’ stato un incontro breve, sulla porta del supermercato, ma di grande intensità e valore nel quale anche la giovane nuora si è coinvolta e con la quale abbiamo condiviso le nostre emozioni. E’ bello sapere, anche a distanza di tanto tempo, che persone con le quali abbiamo condiviso momenti fondamentali della vita, ci portano nel loro cuore e ci ricordano con tanto affetto.

Marinella

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HOSPICE 15 NOVEMBRE

15 Novembre ore 14.30:  mi avvicino all’hospice e vedo capannelli di persone  che stazionano sul marciapiede davanti al cancello, occhi rossi ,vestiti scuri, sigarette che vengono accese nervosamente, brutto segno. Entro e vedo che la porta che dà sul corridoio dove transitano le salme è chiusa: altro brutto segno. Il personale, di solito molto cordiale, passa accanto a me con lo sguardo fisso quasi senza vedermi. Salgo al secondo piano e vedo una sfilza di stanze vuote. Ecco la ragione di tutti i “sintomi” che ho registrato negli ultimi 10 minuti!

Come avviene non di rado, ci sono giornate in cui colei che io identifico nel mio immaginario come la “Signora vestita di bianco che ci accoglie con le braccia aperte”, è instancabile nel ripetere i suoi passaggi. E come sempre trova i nuclei familiari che, pur consapevoli, sono ancora  impreparati  al suo arrivo:  

Più tardi, nell’incontro con la psicologa, apprendo che anche il personale sanitario, pur abituato alla presenza di quella  ” Signora”  ha accusato il colpo ed è stato necessario un sostegno immediato.Rileviamo la positività di questa fragilità emozionale che prova una volta di più come coloro che si dedicano alle professioni di cura non debbano necessariamente “fare il callo” alle emozioni come molte persone pensano. Anzi è proprio la capacità di partecipare  alle emozioni altrui che trasforma  la “cura”  in un gesto di profonda umanità

Ma perché scrivo solo oggi di quel 15 Novembre? Perché anche la mia famiglia tre giorni prima aveva subito una grave perdita ed anche io avevo bisogno di “prendermi un po’ di tempo per digerire” il mio lutto. Oggi, a distanza di qualche giorno, posso dire che in quella giornata  mi sono sentita più che mai unita al dolore dei familiari ma l’ho vissuto con serenità e tenerezza.

Marinella

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FORMAZIONE

Negli ultimi tempi ci siamo spesso posti degli interrogativi non tanto sulla qualità, che riteniamo  molto buona, quanto sulla quantità della formazione di base che offriamo ai nostri nuovi volontari. Un week-end intensivo con ampi spazi di dibattito e con significative testimonianze da parte di volontari esperti, ci sembrava sufficiente per iniziare il tirocinio. Pensavamo che la formazione permanente avrebbe potuto  man mano rispondere alle successive necessità formative. In realtà, nel tempo ci siamo resi conto che il campo del volontariato ai malati gravi presenta tali e tante variabili, che è necessaria una formazione di base più ampia

Recentemente abbiamo  letto le indicazioni della Federazione delle Cure Palliative per la formazione di base dei volontari e  ci siamo molto rallegrati perché ciò che abbiamo offerto fino ad ora supera abbondantemente le indicazioni della FDCP.  Ciononostante abbiamo deciso di implementare il prossimo corso di formazione, che si terrà il 27 e 28 Novembre, con una terza giornata, a distanza di due o tre settimane, per approfondimento e rielaborazione dei contenuti già forniti.

Siamo anche dell’idea che sia necessario continuare ad “allevare” i nuovi volontari nel loro percorso operativo, “nutrendoli” costantemente con opportuni incontri tematici correlati alle esperienze che  gli stessi vivono nel corso del loro servizio.

E’ una piccola grande sfida che la nostra piccola Associazione si pone in un percorso di rinnovamento e adeguamento alle sempre diverse esigenze e bisogni delle unità sofferenti assistite.  Ce la faremo? Non lo so ma noi ce la stiamo mettendo tutta!

Marinella

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