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Archive for agosto 2010

AMICIZIA

Sono in partenza per i miei consueti 10 giorni di camminate sulle montagne austriache. Quest’anno sarà la Carinzia.

Vi saluto, cari lettori di questo blog, con un “detto” sull’amicizia  (letto sul libro di Benigno Suffoletta “Sangue della Terra”) di Cristino Monaco, contadino di Pettorano sul Gizio nato nel 1840 e vissuto negli anni in cui la gente di Pettorano viveva poveramente di pastorizia e delle carbonaie dove, sin da bambini e con una fatica immensa, si faceva il carbone di legna.

Ecco il detto di Cristino “Un giorno l’amore disse all’amicizia: perché esisti tu se ci sono già io?”  L’amicizia rispose: “Per portare un sorriso dove tu hai lasciato una lacrima”

Condivido pienamente!

Marinella

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16 Agosto: entro in hospice stamattina e mi accorgo subito di un’atmosfera …rallentata. I letti sono tutti occupati e il servizio di assistenza viene svolto regolarmente ma ci sono meno operatori e, sebbene il lavoro sia maggiore, sembra che tutti siano più…rilassati. Chissà come mai ma noto una maggiore attenzione verso i pazienti, quasi che la com-passione per coloro che a Ferragosto si trovano in hospice sia maggiore. Ci sono più chiacchiere intorno ai letti, qualche carezza, meno nervosismo.

Anche io entro in questo clima e non mi accorgo delle ore che passano. Forse è l’effetto dell’aria che si respira in città: strade semideserte, tutto sembra prendersi una pausa. Ma la “signora morte” non si è presa le sue Feriae Augusti  e si è portata via, in maniera del tutto inaspettata,  il nostro  R. paziente “giovane e difficile” ma che aveva preso i  nostri cuori insieme alla sua deliziosa moglie.

Talvolta mi trovo  impreparata di fronte a questi eventi ancora inaspettati ma so che questo accade e dopo qualche riflessione, accetto. Devo confessare però che entrare nella stanza 25 e parlare con N.,mi ha fatto un certo effetto perché con gli occhi del ricordo mi rivedevo accanto a R. seduto sul letto, intenti in un’animata discussione di informatica. Addio caro R e un pensiero affettuoso per tua moglie, tuo figlio e tua  mamma.

Marinella

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E’ proprio con la velocità di un “tuffo” che quest’anno sono andata a trovare i miei nipotini nella loro baita a quota 2000 (Staffal). Scopo principale di un viaggio di 12 ore e di una brevissima permanenza per rispettare i miei impegni in hospice, era quello di permettere ai due maschi di accompagnare i genitori in una escursione sul ghiacciaio del Monte Rosa (quota 4000) mentre io mi occupavo di Silvietta, ancora troppo piccola per simili imprese.

E’ stato come sempre emozionante ritrovarmi ancora una volta così…vicino al cielo e alla mattina poter godere,dalla finestrella vicino al mio letto, del meraviglioso scenario offerto dalle cime che cambiano colore man mano che il sole sorge. Non avevo bisogno di consultare l’orologio per sapere che ora fosse.

Ieri mattina al momento della partenza, mentre scendevo dalla baita salutando, forse per l’ultima volta, il paesaggio circostante, ho incontrato la signora che ,insieme ai suoi familiari e alle sue mucche , vive d’estate nell’alpeggio sopra la baita: un alpèggio dove tutto è ancora come cento anni fa! Alle 07.30 già rientrava con il suo fuoristrada dopo aver consegnato il latte in valle.  Ci siamo fermate per un saluto e mi ha informata che quest’inverno suo marito di 44 anni è morto per una epatite C  trascurata.

Con molta tristezza e altrettanta determinazione mi ha detto che lei ha deciso di continuare a gestire la sua attività con l’aiuto del figlio 15enne e della figlia appena maturata ,che ha già trovato un impuiego part-time per l’inverno e che frequenterà l’università serale.  Non ho potuto fare a meno, nell’esprimerle la mia ammirazione, di paragonarla in cuor mio alle tante vedove che ho conosciuto nella mia vita che, dopo la morte del marito, si sono “ripiegate” su loro stesse piangendo e lamentandosi perché “non era giusto”! Nel lungo viaggio di ritorno a Roma ho molto pensato a questa donna coraggiosa, che non si è persa d’animo e che mi ha trasmesso una bella…lezione di vita!

Marinella

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RIENTRO IN HOSPICE

Stamane, mentre camminavo verso l’hospice, dopo tre settimane di assenza mi sentivo un po’ “strana”. Da un lato non vedevo l’ora di essere di nuovo sul…campo, di incontrare tante persone ancora sconosciute, di accoglierle e “sentirle”. Dall’altro, mi sembrava di non essere pronta ad un impatto emozionale così consistente. Tre settimane sono tante per un ambiente come l’hospice e sapevo che non avrei ritrovato la maggior parte delle persone che avevo lasciato.

Appena arrivata ho letto coscienziosamente il nostro quaderno di servizio e poi, quasi all’improviso, ho incontrato accanto alla macchinetta del caffé, il primo dei nuovi ricoverati. E’ stato allora che, con una certa sorpresa, mi sono accorta di quanto invece la stretta condivisione della terribile esperienza che sta vivendo Livia con i suoi cari incidentati, mi abbia reso ancora più ricettiva, sensibile  e disponibile all’incontro con chi soffre e con i suoi familiari.

Le ore sono volate e quando sono uscita ero di nuovo la marinella di sempre, stanca ma molto contenta per aver… dato un po’ di me e ricevuto tanto dagli altri: come sempre uno scambio di gioia!

Marinella

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