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Archive for giugno 2019

NOSTALGIA

Ho già citato più di una volta nel passato il Notiziario di FILE – la Fondazione di leniterapia (cure palliative) che ha sede a Firenze – perché spesso mi ha offerto interessanti sputi di riflessione.

Ebbene, il no. 53 di questo Giugno, che ho letto ieri, mi ha fatto provare un senso di acuta nostalgia per una parte molto significativa della mia vita: quella parte che è impossibile dimenticare e che è’ sempre presente nei miei pensieri.

Questo mese il Notiziario è dedicato alla presentazione del prossimo corso di formazione per volontari e riporta numerose interviste a volontari operativi da anni.
Ho iniziato a leggerle più che altro per curiosità e per confronto ma mi sono subito ritrovata totalmente immersa nelle loro testimonianze e nell’atmosfera, tutta particolare, di quel luogo di morte e di vita in continua contrapposizione, che è l’hospice.

Ho rivissuto emozioni, stati d’animo, profonda condivisione, pietas ma anche rabbia, frustrazione e tutta quella massa di sentimenti ed emozioni che così spesso mi ha avvolto nelle mie ore di servizio.
Dio mio quanto mi manca tutto questo! Devo aver avuto un bel coraggio l’11 Ottobre del 2016 quando sono ufficialmente andata in pensione dal volontariato attivo. Poi c’è stato il periodo di …elaborazione del lutto e poi ancora il ritrovato equilibrio con i miei tanti altri impegni di “volontariato allargato”.

Ieri invece, tutto d’un colpo, ho provato una’profonda, straziante nostalgia per quella parte della mia vita che non è più ma che ha lasciato un imprinting indelebile in tutta me stessa. Un dono, una grazia, dei quali forse non so ancora capacitarmi ma per i quali ringrazio sempre Dio e la vita che mi hanno offerto questa possibilità.

Marinella

M

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“Marinella, ti piacerebbe la parola “Sollievo” per indicare una giornata dedicata a tutti coloro che soffrono?” così mi ha chiesto telefonicamente un giorno di 18 anni fa Nicasia Teresi Direttore Generale della Fondazione Gigi Ghirotti.
C erto che mi piaceva ed è piaciuta subito anche al Prof. Veronesi, allora Ministro della Sanità. Eco come è nata la Gionata Nazionale del Sollievo, che domenica 26 Maggio è diventata maggiorenne!

Come ogni anno la celebrazione ufficiale a livello nazionale si è svolta al Policlinico Gemelli ma in oltre 150 città italiane sono state organizzate analoghe manifestazioni presso ospedali e luoghi di cura.

Quest’anno la Fondazione Ghirotti – considerando la mia lunga attività di volontariato accanto ai sofferenti – mi ha chiesto di preparare una breve riflessione sul sollievo che, nel corso della manifestazione, è stata letta da Sebastiano Somma.
La condivido volentieri anche con voi miei cari lettori.

“La parola sollievo è una parola antica che in anni più recenti ha acquistato un significato più specifico quando è legata al mondo della sofferenza.
Sollievo dalla sofferenza fisica certamente, ma anche da quella sociale, spirituale, esistenziale.
Le “chiavi del cuore” utili per offrire sollievo a una persona fragile e sofferente sono quattro: attenzione, ascolto, condivisione, presenza vera.
Con queste 4 chiavi – che non sono magiche ma semplicemente umane – possiamo restituire dignità alla persona malata, farla sentire “Uomo/donna soggetto di cura” anziché “malattia oggetto di cura”, riconoscere la sua essenza e il suo vissuto al di là di un corpo trasformato e talvolta sfigurato dalla malattia. Possiamo accarezzarla, consolarla, guardarla con tenerezza, andare …oltre le parole ed entrare in contatto con la sua anima, offrendole momenti di vero e profondo sollievo.”

Evidentemente mi ero così tanto immersa nei miei ricordi di presenza vera accanto ai malati, che la notte tra il 25 e il 26 Maggio ho fatto questo sogno :

Una figura maschile mi chiedeva:” ma mi dici che cosa è il sollievo”? E io “dovrei risponderti con il silenzio perché il sollievo è un qualcosa che va oltre le parole, avvolge il corpo e tocca l’anima”.

Quando mi sono svegliata sentivo una certa commozione per aver usato nel sogno l’espressione “avvolge il corpo e tocca l’anima”: proprio come quel senso di contenimento, di abbraccio totale della persona nella sua interezza, che ho provato ogni volta che sono riuscita a dare sollievo a un essere umano fragile e sofferente.

Marinella

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