Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for marzo 2014

L’Ospedale Nuovo Regina Margherita di Roma ingloba nel suo complesso la Chiesa dei SS. Cosma e Damiano patroni dei medici e dei chirurghi, e l’antico monastero delle Clarisse. Sull’incantevole chiostro del convento si affacciano le stanze dell’hospice recentemente aperto presso questo ospedale.

E’ per preparare i volontari che opereranno in hospice che l’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) ha promosso un corposo corso di formazione specialmente dedicato alle cure palliative.

Come “vecchia volontaria” in questo ambito martedì scorso sono stata chiamata ad incontrare il folto gruppo di aspiranti volontari per trasmettere loro la mia esperienza. Un’esperienza che deriva da 34 anni di appassionata attività di volontariato prima in oncologia presso l’IFO e poi in cure palliative presso un hospice romano.

E’ stato sorprendente ed emozionante passare dal caos di Viale Trastevere al silenzio ovattato e all’atmosfera quasi surreale nel contesto cittadino, dell’antico chiostro e poi inoltrarmi in quello che doveva essere il refettorio delle suore: immenso e, sebbene adibito ora ad aula, ancora con tutte le caratteristiche e parte degli arredi dell’originario utilizzo.

E’ stato bello contagiare gli studenti con il mio amore per questo particolare ambito del volontariato sanitario, far loro quasi toccare con mano attraverso il racconto di esperienze vissute, l’importanza e il valore dell’accompagnamento del morente, il prendersi cura del malato e dei suoi familiari, il senso e il significato del “tempo del morire” nel quale è possibile perdonarsi, ringraziarsi, amarsi come mai prima.
Come al solito io mi sono entusiasmata nel comunicare e condividere la gioia che provo nel mio essere volontaria e spero che anche loro provino nel loro futuro percorso di volontari le stesse emozioni. Emozioni e sentimenti che nutrono, arricchiscono e danno più senso alla nostra vita.

Per concludere l’incontro e sperimentare il valore del contatto come strumento di comunicazione, abbiamo fatto il gioco della “chiocciolina” e ci siamo salutati con molta allegria e la promessa di ritrovarci presto.

Marinella

Read Full Post »

E’ stato dedicato ai volontari in cure palliative l’interessante seminario organizzato da Antea il 15 Marzo nella bella sede di Antea Formad a Roma

Volontari provenienti dal Nord e dal Sud d’Italia si sono confrontati sui temi fondamentali dell’accompagnamento del morente,  stimolati e guidati da esperti che in prima battuta hanno condiviso con l’uditorio   le loro esperienze indicando itinerari percorribili.

La spiritualità laica e quella religiosa, i limiti dell’accompagnamento, la paura di avvicinarsi, il lutto anticipato e la formazione specifica sono state le tematiche ampiamente discusse che hanno preparato il terreno per i lavori di gruppo.

I quattro tavoli di lavoro hanno messo a confronto i volontari sulla posizione che ognuno ha rispetto alla  morte e al morire, sul necessario supporto al volontario impegnato nell’assistenza, sull’accompagnamento ai familiari del morente e sulle  attività e iniziative per il paziente privo di rete familiare e sociale.

Tutte problematiche che si incontrano quotidianamente nell’assistenza in hospice e in domiciliare  per cui di grande importanza per ogni partecipante.

E’ stato anche interessante il singolo confronto con colleghi provenienti da altre realtà assistenziali in un clima di fraterna condivisione .

Un sentito grazie ad Antea per l’iniziativa e per la consueta generosa accoglienza e a Silvana Zambrini, responsabile del volontariato, che questo seminario ha fortemente voluto e organizzato.

Marinella

Read Full Post »

NAPOLI

Avevo 13 anni e mezzo e due lunghe trecce castane quando sono entrata per la prima volta nell’albergo Miramare di Napoli, proprio sul lungomare, che i miei genitori avevano preso in gestione.   Mercoledì scorso, 66 anni dopo, con i capelli corti e con le mèches che nascondono i bianchi, sono tornata all’albergo Miramare ed ho raccolto tanti pezzetti di cuore!

Quanta emozione quando gli attuali proprietari, il figlio e la nuora di Angelo Rosolino che ricordavo benissimo , mi hanno accolta con affettuosa  cordialità ricordando la mia famiglia della quale avevano…sentito parlare. Oggi il Miramare è un hotel de charme molto raffinato nel quale è stato mantenuto l’originario stile Liberty. Davvero un tuffo nel passato che si è riaffacciato subito con mille ricordi e tanta emozione. 

E poi al Vomero l’incontro fortuito con una signora sconosciuta alla quale ho chiesto un’informazione e che si è rivelata essere la nipote di una mia cara collega del tempo in cui lavoravo al Consolato Americano! 

Questi gli incontri con le persone ma altrettanto forte l’incontro con una Napoli ancora più bella di come me la ricordavo. L’ho percorsa a piedi in lungo e in largo: il Rettifilo, Via Duomo, San Biagio dei Librai, San Gregorio Armeno, Via Roma, Sant’Anna dei Lombardi dove allora c’era il mio liceo, la chiesa dove andavo a pregare ogni mattina prima della scuola sperando di…non essere interrogata, le funicolari,la Floridiana,  la Riviera di Chiaia, Via Caracciolo dove andavo a fare una camminata per riconciliarmi con la vita quando mi sentivo triste, le nuove e bellissime stazioni della metropolitana, il mare, il Vesuvio, …e ancora tanto altro. 

Solo sette ore in una Napoli splendente nel sole e nelle quali ho rivissuto intensamente 16 anni (4 quando sono nata e 12 poi) di vita napoletana. Un periodo del quale ho ricordato solo i momenti belli ma ce ne sono stati anche di molto difficili come accade spesso nella vita.  Così è accaduto anche per il mio amarcord con Napoli: ho rivisto solo le zone più belle ma sono consapevole che dietro questa bellissima facciata ci sono tanti problemi, tanta povertà e tanta sofferenza, come in ogni grande città del mondo.

 Marinella

Read Full Post »

IL CAPOSALA

Il o la Caposala è una figura importante in ogni struttura sanitaria. Oltre ad avere le competenze cliniche, organizzative e gestionali necessarie per la funzione, rappresenta . anche il “manico” che dà l’impronta al reparto.

Nell’hospice dove da più di 11 anni presta servizio la mia Associazione, il Caposala storico opera dal primo giorno in cui la struttura è stata trasformata da Casa di Riposo in hospice: una colonna dunque. Persona dal carattere un po’ spigoloso ma di grande competenza nelle cure palliative e nella terapia del dolore. Sono convinta che non solo per tutti gli infermieri ma anche per molti giovani medici sia stato un prezioso maestro.
Ebbene, mercoledì scorso ci ha sorpreso annunciando che con il 17 Marzo termina la sua collaborazione e con l’hospice e si trasferisce in un’altra struttura dello stesso circuito.
Questa volta non si tratta però di un hospice ma di un ospedale! Con la mia mania di mettermi nei panni degli altri, sono tre giorni che penso al cambiamento epocale che il nostro caposala sta per fare: passa da un luogo di cura dove si accompagnano le persone alla morte ad un altro dove la regola è strappare alla morte e portare a guarigione!
Immagino che questo cambiamento implichi una trasformazione e mi domando se la decisione sia stata presa in seguito alla recentissima morte del suo Papà per cancro. Comunque qualunque siano state le motivazioni, ho sentito l’esigenza di ringraziarlo per la sua disponibilità anche per la formazione dei nostri volontari e di augurargli un buon lavoro in questa nova e diversa vita lavorativa. Ad malora!

Marinella

Read Full Post »

Ho iniziato tre settimane fa a parlarvi di questo libro stuzzicando la vostra curiosità con una massima di Wislawa Szimborska e oggi, avendone terminato la prima lettura, mi piace concludere con un’altra massima di Frank Ostaseski, il medico fondatore dello Zen Hospice di San Francisco.

“Per me il “sostegno spirituale” non consiste nel filosofeggiare o proporre pratiche esoteriche. E’ qualcosa di pragmatico: è entrare in rapporto con la vita senza mediazioni (…) E’ la possibilità di interrogarsi sui significati e i valori più profondi.”

Io mi sono trovata molto in sintonia con la definizione di spiritualità data dalla Campanello:

“spiritualità come la necessità e la possibilità, l’aspirazione dell’uomo a dare e trovare un senso alla propria vita, e anche l’insieme di convinzioni, pratiche valori che orientano la sua esistenza e che lo portano a trascendere la realtà oggettiva e concreta delle cose e degli eventi, inserendola in una prospettiva più ampia

Basta, non voglio tediarvi oltre con il mio interesse per questo libro ma vi invito ancora una volta a leggerlo.
<
Marinella

Read Full Post »