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Archive for novembre 2011

…NON HO RIMPIANTI

…non ho rimpianti! E’ proprio così che mi ha detto una anziana signora di 87 anni ricoverata nell’hospice dove presto servizio di volontariato, dopo avermi raccontato la sua lunga vita  nella quale  non sono mancati grandi dolori.

Maestra elementare per “vocazione”, 40 anni di  insegnamento appassionato in un  tempo in cui la vita non era facile: insegnava nella campagna laziale spostandosi in bicicletta con il vento, il sole, la pioggia, le condizioni meteorologiche , per quanto avverse potessero essere, non hanno mai causato un giorno di assenza, e poi la devota cura della famiglia con un amatissimo figlio unico. Una vita faticosa ma piena di gioia per tutto l’amore dato e ricevuto nella scuola e per una vita di famiglia armoniosa, nel tempo allietata dalla nascita  di due nipoti.

Poi la vedovanza e la tragedia: la morte del figlio! Ma la “Signora Maestra”, pur nell’enormità del suo dolore non si è fatta abbattere e da allora si è dedicata a sostenere la carissima nuora e i due nipoti. Oggi i ragazzi sono grandi, uno lavora e l’altro studia psicologia, la nuora è in pensione e tutti e tre assistono la “Nonna” con straordinaria presenza e tenerezza.

Non ho rimpianti, mi dice ancora la cara signora, perché nella vita ho dato tutto quello che potevo ed ho ricevuto molto di più. Non è meraviglioso, nel 2011, sentire una persona che, pur avendo lottato e sofferto, si avvicìna al termine dell’esistenza con una tale serenità e  senso di compiutezza?

Io la ammiro, e gliel’ho detto.

Marinella

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“ L’unità sofferente” è un “insieme”. L’insieme costituito dal malato e dai suoi familiari, perché quando c’è un malato grave anche la famiglia si ammala e il prendersi cura del malato include anche il prendersi cura dei familiari.

Abbiamo scritto più volte in questo blog quanto il Nurturing Touch sia un importante ed efficace strumento di cura e comunicazione con il malato ma forse non abbiamo evidenziato a sufficienza quanto sia importante anche nel prendersi cura dei familiari e soprattutto del familiare di riferimento: quello su cui grava tutto il peso delle scelte e delle decisioni che talvolta vengono prese senza neanche l’approvazione del malato, quello che più si impegna nell’assistenza e l’accudimento del congiunto, quello che in un certo senso fa parte dell’équipe di assistenza ma del quale nessuno…si prende cura!

Nella mia esperienza in hospice mi è capitato abbastanza spesso di trovarmi di fronte a familiari che in quel momento avevano più bisogno di essere “assistiti” di quanto non lo fosse il malato stesso.

 Proprio questa settimana ho pensato di proporre un massaggio a spalle, collo e testa a due signore che assistono da mesi i loro mariti con amore infinito, presenza costante e apparente serenità. Una ha accettato subito con entusiasmo, l’altra ha accettato dopo un po’ di esitazione. Le loro spalle erano rigide e contratte all’inizio, il collo era teso come corde di violino, il cranio sembrava di pietra sotto le mie dita. Quando ho chiesto di appoggiare il capo al mio petto ed ho iniziato a sfiorare la fronte, ho sentito piano piano che la tensione cominciava a sciogliersi. che la testa si abbandonava con fiducia all’appoggio e che tutto il corpo si rilassava. Al termine del massaggio quando ho spazzolato l’energia che era stata sollevata, ho visto i loro visi non più contratti, come se le rughe si fossero appianate e un vento leggero avesse donato freschezza e vitalità alla pelle.

La richiesta immediata è stata “quando torni”? E ci sono tornata, fuori servizio, per un momento di sollievo a chi assiste con tanto amore la persona amata che si sta allontanando.

Marinella

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Un blitz di tre giorni a Saluzzo, Torino e Milano che mi ha riempito il cuore di ricordi e di amore: dato e ricevuto. Molto più ricevuto che dato in quanto io ho ricevuto da tante persone, tutte a me molto care.

A Saluzzo, dove mi sono recata con il cugino Giulio, che abita a Roma ma che non vedevo da qualche anno, ho ritrovato la memoria della mia famiglia di origine da parte paterna e condiviso con Giulio il ricordo di festività natalizie e vacanze settembrine  trascorse tutti insieme da bambini

A Torino ho incrociato per poche ore il giovane cugino americano Franco che vive in California con la sua famiglia. Franco, il primo dei “cuginastri” perché così ci chiamiamo tra di noi,  è uno scientist specializzato nella ricerca clinica oncologica e ascoltarlo è sempre un piacere e un acculturamento. Lo rivedrò qui a Roma domani sera poche ore prima della sua partenza per Los Angeles. E poi l’incontro con la sua Mamma, la “cuginotta” Adriana con la quale ho condiviso tante indimenticabili vacanze estive quando…eravamo ragazze!  Tutto questo in 17 ore, compresa la notte!

E infine Milano, dove in 21 ore compresa la notte, sono riuscita a riabbracciare e trascorrere alcune ore con Fabia, la mia compagna di liceo negli anni napoletani, con la quale ho mantenuto un intenso rapporto epistolare prima e telefonico poi, condividendo tutti gli avvenimenti più significativi delle nostre vite.

E ancora  altre ore trascorse con Adriana e Lello, miei carissimi colleghi e amici nei lontani ann ’50 quando lavoravamo al Consolato Generale Americano di Napoli.

E infine, per ultimo ma non certo ultimo in ordine di importanza, l’incontro con  l’amatissimo “cuginastro” Claudio (fratello di Franco) e la sua giovane e incantevole famiglia. I baci e gli abbracci che ci siamo tutti scambiati in queste 72 concentratissime ore hanno avuto un significato molto più denso delle tante, tantissime parole dette. La conferma che la nuova cugina Lisi, moglie di Claudio, è già entrata a pieno titolo a far parte della famiglia dei “cuginastri”, così come prima aveva fatto Cristina moglie di Franco, mi ha dato davvero tanta gioia.

Ma volete sapere quale è stata la cosa più carina?  Evelina, la loro bimba che ha quasi 3 anni e che si esprime  prevalentemente in inglese, mi ha subito identificato come “la big girl” e non la “old lady”, come mi sarei aspettata!

Sono partita stamane con il cuore così pieno di gioia, di affetto e di amore che mi sento arricchita di nuova  energia, ringiovanita e davvero….big girl e non old lady!

Marinella

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