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Archive for novembre 2015

SUL SALUTO…

SIl post che quotidianamente Nicoletta Cinotti pubblica sul suo blog (nicolettacinotti.net) ieri era dedicato al “processo del saluto”: interessante, stimolante e che colpisce nel segno, come sempre.

Una serie di input che hanno continuato a frullarmi nel pensiero per tutto il pomeriggio mentre preparavo le ultime cose di una bella cena per una ventina di “ amici di una vita” invitati a festeggiare il mio compleanno.

Quanti diversi stati d’animo possono manifestarsi attraverso il modo di salutare e salutarsi. Quanti significati. Quante parole non dette passano in quel momento, per veloce o lungo che sia. Quante emozioni attraverso il contatto tra i palmi delle due mani che si incontrano e si stringono. E tutto il corpo diventa protagonista nel dare luce, senso e valore al saluto!

Ma in questo nostro tempo il saluto, anche tra persone che si conoscono da poco, è spesso accompagnato da due baci – più che altro formali – e da un abbraccio, molto meno formale.

Ieri sera ci sono stati molti abbracci nei nostri saluti e – fresca di tanta riflessione sul tema – ho chiaramente percepito e vissuto con gioia l’insieme di emozioni che si incontravano in quei saluti/abbracciosi creando una comunicazione unica e speciale con ognuno dei miei carissimi amici.

Voglio qui ringraziare Nicoletta che, come mi è già capitato spesso, sembra scrivere esattamente quel post che proprio quel giorno mi serviva! Strano vero?

Un saluto affettuoso

Marinella

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L’albero della vita

In questo piccolo libro illustrato da grandi disegni non si parla solo della vita ma anche della morte, che ne è il tema occulto.

L’autrice Maria Angela Gelati, giornalista e tanatologa – che qualche tempo fa ho avuto occasione di conoscere anche se non ancora di persona -, ha trovato la metafora e le parole giuste per parlare con i bambini della realtà della vita e del mistero della morte. Quella morte che attraverso il linguaggio fiabesco perde tutto l’alone di paura che   istintivamente e abitualmente la circonda.

Sono molto grata a Maria Angela che mi ha gentilmente inviato una copia del volumetto perché, come auspicato nella prefazione   da Ines Testoni Direttrice del Master “Death Studies & End of Life” dell’Università di Padova, lo leggeremo nel gruppo che periodicamente si riunisce qui da me per parlare amichevolmente della morte. E, riprendendo il suggerimento proposto da Ines Testoni, tenteremo di “modificarne la struttura narrativa, oppure scandagliarne i segreti che l’autrice ha qui e là occultato per accendere   l’immaginazione di chi legge perché la morte, da sempre, con i suoi indizi,quelli che solitamente chiamiamo sintomi, è il tema che più fortemente ci mantiene vigili e attenti”.

Grazie Maria Angela e complimenti vivissimi per questo breve ma significativo scritto che ha un valore inversamente proporzionale al numero delle pagine (79).

Marinella

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SULL’ABBRACCIO…

Avevo in mente di scrivere un post sulla mia esperienza di venerdi scorso alla Regione Lazio, dove mi ero recata per contestare un “Avviso Bonario” in merito ad una presunta impropria esenzione dal ticket goduta nel 2009! Mi sembrava un accadimento degno di essere riportato per l’esperienza umana vissuta nelle tre ore di coda, di cui 90 minuti in mezzo alla strada.

E invece no, dalla sera di venerdì la scala valoriale degli avvenimenti si è rovesciata e la quotidianità delle nostre vite ha perso ogni significato.

E’ per questo che oggi sento il bisogno di condividere con voi lettori qualcosa di consolatorio, qualcosa che possa farmi e farci sentire parte di un tutto e non singoli individui abbarbicati al proprio piccolo mondo personale.

Stamane mentre ero ancora nel dormiveglia ho ascoltato su Radio 1 il pensiero del giorno: era focalizzato sull’abbraccio. Quell’abbraccio nel quale non siamo più “io e te” ma diventiamo “noi”. Era proprio quello di cui avevo bisogno!

Amo tanto abbracciare ed essere abbracciata e con alcune persone alle quali sono legata da profondi vincoli amicali, l’abbraccio significa proprio fusione: da due diventiamo uno! Sono quelli che noi chiamiamo i nostri “abbracci speciali”, quelli che danno un valore aggiunto alla nostra vita.

Mi piacerebbe che questo significato venisse allargato alle relazioni sociali e non limitato a quelle affettive. Mi viene in mente ad esempio che sarebbe bello se invece di noi italiani e voi francesi fossimo noi europei, di noi cattolici e voi ebrei fossimo noi cristiani e, scendendo nel piccolo della mia Associazione non ci fossero i “noi dell’hospice” e “voi della domiciliare” ma molto meglio “noi volontari del Progetto Cittadella Vita” .

Questo bisogno, questa riflessione sono nati sicuramente dallo stato emozionale dovuto alla tragedia francese ma sento che mi appartengono al di là dei recenti accadimenti. Ci vogliamo virtualmente abbracciare “noi del blog piccolabenares”? Mi scalderebbe il cuore!
Grazie per avermi seguita in questo mio sentire.

Marinella

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UNA RIFLESSIONE…AD HOC!

“Ho dedicato la mia vita ad aiutare gli altri, ma non ho potuto andarmene da questo mondo senza farmi aiutare da loro.
Lasciare che ti aiutino comporta un livello spirituale molto superiore a quello del semplice aiutare. Perché se aiutare gli altri è bene, è meglio essere occasione perché gli altri ti aiutino. Si, la cosa più difficile al mondo è imparare ad essere bisognoso”

Questa riflessione, importante e significativa, è stampata sul cartoncino d’ invito alla “Messa della Memoria” organizzata dall’équipe dell’hospice Villa Speranza, che avrà luogo il 21 Novembre nella Parrocchia Gesù Divino Maestro di Roma.

L’ho letta, riletta e poi ancora una volta e ogni parola ha assunto un significato forte per me, offrendomi un’ottica sul mio futuro di probabile non-vedente tutta diversa da quella che da tanto tempo mi porto dentro, pur senza eccessiva angoscia.

E’ da molti anni infatti che sono consapevole della progressività del mio glaucoma e, almeno per ora, riesco ad accettare questa realtà considerandola con una certa filosofia (nel vero significato della termine “filosofia”). Ciò che più mi preoccupa è la necessità che avrò di chiedere aiuto e allo scopo di abituarmi a cercare di “fare da sola”, alle volte faccio nel buio delle… “prove di cecità”. Non ridete di me, vi prego, ma per una persona abituata ad aiutare gli altri è doppiamente difficile lasciarsi aiutare.

Ecco perché questa riflessione, giuntami apparentemente per caso, ha assunto un valore particolare per me e ho desiderato condividerla con voi miei cari “followers”.

Marinella

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LA COMPAGNIA DELLE STELLE

Come avevo annunciato nel post precedente è stata l’associazione di volontariato “La Compagnia delle Stelle” che mi ha invitata per la seconda volta a Reggio Calabria.

Un po’ diverso il workshop di tre anni fa rispetto a quello tenuto il 30 Ottobre scorso. Infatti il primo ha avuto luogo in un bell’albergo sul mare di Bagnara Calabra ed era dedicato solo ai volontari, mentre il secondo si è tenuto presso l’hospice “La Via delle Stelle” di Reggio Calabria ed è stato offerto anche a tutti gli operatori dell’hospice stesso.

E’ stato bello, interessante e…produttivo avere la partecipazione di operatori di tutti i livelli – tra i quali la Caposala, l’Assistente Sociale, i 4 medici e il Direttore Sanitario – in quanto l’interazione tra i vari ordini di operatori, inclusi i volontari, dà ottimi risultati anche come miglioramento nel clima dell’intera équipe.
Tutti i partecipanti si sono conosciuti meglio, anche attraverso il con-tatto:questa straordinaria via di comunicazione che riesce a superare ogni barriera e che consente di arrivare all’anima e al cuore dell’altro.

Alla fine della giornata di lavoro, molto intensa e quasi senza tregua in quanto sono stati aboliti anche i coffee-break per utilizzare al massimo il tempo disponibile, la condivisione finale ha rivelato come il significato di Aptonomia e Nurturing Touch sia stato compreso in pieno e molto più attraverso l’esperienza della pratica in coppia che da quanto appreso nella parte teorica introduttiva. E’ per questo che io do sempre molto spazio alla pratica e riduco quanto più possibile la teoria, che peraltro è oggetto di particolare approfondimento nella dispensa che viene consegnata ad ogni partecipante.

Sono certa che la Fondazione “La Via delle Stelle”, alla luce dei risultati del workshop, abbia apprezzato in tutto il suo valore l’impegno organizzativo ed economico sostenuto dalla Associazione di volontariato “ La Compagnia delle Stelle” che ha fortemente voluto offrire a tutte le componenti della struttura questo particolare percorso formativo.

Per me come sempre è stata un’occasione di gioia poter diffondere e rinforzare la cultura del Nurturing Touch e questa volta anche riabbracciare amici e colleghi con i quali, dopo esserci conosciuti tre anni fa, non ci siamo mai persi di vista.

Buon lavoro a tutti e mi raccomando: praticate,praticate, praticate!

Marinella

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