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Archive for ottobre 2018

CHE AUTUNNO CALDO!

E’ davvero un autunno stranamente caldo questo del 2018 e non solo meteorologicamente ma anche politicamente ed economicamente. Sono settimane che ascoltiamo la radio, guardiamo i TG e leggiamo i giornali con ansia crescente.

Molti di noi si sentono come seduti su una pentola a pressione dove la valvola inizia a fischiare. Sembra che chi regola la manopola del gas sotto la pentola sia un po’ nervoso e dopo che ha alzato la fiamma al massimo, fa bruscamente una mezza manovra inversa. Insomma, con questa alternanza di sudate e raffreddamenti finiremo per prenderci un…raffreddore, se non peggio.

Ma anche per me personalmente è stato un autunno caldo, del quale però non mi lamento affatto, in quanto ho avuto una stagione intensa di attività formative e di incontri preziosi.

Dopo Treviso infatti sono tornata per la quinta volta a Bolzano, dove oramai ho stabilito caldi legami di amicizia e dove mi sento quasi “bolzanina” .Questa volta mi sono concessa anche una piccola pausa tra il lavoro e la partenza, per cui sono riuscita finalmente a visitare l’ hospice, molto bello e ben gestito dalla Azienda Sanitaria dell’Alto Adige.

La formazione si è svolta presso la RSA Firmian ed è stata allargata anche a operatori dell’hospice nonché a volontari, del Firmian e dell’ hospice. Un bel gruppo come sempre e inoltre ho potuto riabbracciare la mia cara “Signora Maria”, ospite della struttura da tanti anni, che mi dice ogni volta “…guarda che io ti aspetto”!

E poi ancora c’è stato Giovedì scorso il workshop presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’ambito di un master in Pastoral Counselling.
Mi piace molto lavorare con religiosi e religiose perché mi dà la possibilità di approfondire fino alla radice una delle tre caratteristiche del Nurturing Touch: calma e lentezza del movimento, pulizia interiore dell’operatore e purezza dell’intenzione. Ecco è su quest’ultima caratteristica che mi impegno particolarmente ad esplorare e condividere con i discenti le tante emozioni che ho provato nella mia esperienza stabilendo un “contatto affettivo” con un “altro”, al solo scopo di offrirgli sollievo. Un contatto lieve ma capace di comunicare tutta la purezza dell’intenzione e che implica un coinvolgimento totale non solo fisico ma soprattutto emozionale e spirituale. Molto impegnativo!

E infine non posso dimenticare il blitz a Castel di Sangro con il mio carissimo amico Ignazio Punzi, autore del libro “I quattro Codici della Vita Umana: filialità, maternità, paternità, fraternità”. Un’occasione ghiotta la presentazione del suo libro organizzata dalla mia altrettanto carissima amica di Roccaraso Cinzia D’Altorio, Preside del Liceo di CCastel di Sangro. Cinzia ha previsto un evento che si è snodato in alcune tavole rotonde successive dove Ignazio ha interagito con studenti dell’ultimo anno, docenti e familiari. Tra questi molti miei amici di Roccaraso per cui l’ incontro a sorpresa fuori programma (nessuno sapeva che Ignazio mi avrebbe portato con lui) si è trasformato anche in una gran festa per tutti noi.

Per domani il meteo prevede un notevole abbassamento della temperatura e speriamo che questo avvenga anche per quella “pentola a pressione” di cui sopra mentre io, più tranquillamente, riprenderò la normale routine quotidiana. Buona settimana!

Marinella

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Era molto lontano dai miei normali interessi il tema trattato alla presentazione del libro “L’enigma dell’alfabeto armeno tra visione e realtà” di Enrica Baldi (Ed. Aracne) ma, spinta dalla mia consueta curiosità, ci sono andata qualche giorno fa. In realtà a ero anche contenta di poter salutare la mia amica Cristina Buschi che, insieme al marito Gaspare Mura, ospitava l’evento presso la sede dell’ASUS.

Che bella sorpresa trovare così interessanti gli interventi sia dei rappresentanti della cultura armena, nonché appassionati custodi della tradizione del loro sfortunato Paese, che quelli di esperti studiosi dell’alfabeto armeno (39 lettere) e di valenti grafologhe che ci hanno aperto una finestra sul significato dei segni.
La presentazione è stata preceduta da un breve filmato sul genocidio armeno – proprio per non dimenticare – e si è avvalsa della presenza delle bravissime grafologhe che ci hanno fatto ammirare le colonne di eleganti caratteri allineati, quasi a formare un curioso e affascinante tappeto.
Non posso fare a meno di raccontarvi la storia di come è nato questo alfabeto così unico.

L’Armenia è stato il primo paese al mondo ad adottare il Cristianesimo come religione ufficiale nel 301, ma i riti e le preghiere si svolgevano in greco o in siriaco perché all’epoca non esisteva né una scrittura né un alfabeto della lingua parlata.
Era necessario inventare un alfabeto e, con l’approvazione del Re, l’incarico fu affidato al monaco teologo, linguista armeno Mesrob Mashtots, che oggi definiremmo poliglotta in quanto oltre a numerosi dialetti locali conosceva il greco, il siriaco e il persiano.

Secondo la tradizione l’alfabeto – nato di 36 lettere e solo più tardi arricchito di altre 3 lettere – che il monaco nel 404 elaborò, è un “dono di Dio” trasmesso a Mesrob in modo miracoloso.
Si racconta infatti che il monaco trascorresse le notti a studiare e pregare affinché il Signore lo aiutasse nel suo difficile compito. E accadde che “…vide non un sogno nel sonno, né una visione nella veglia, ma nel laboratorio del suo cuore una mano destra che, apparendo agli occhi dell’anima, tracciava le lettere…” (G: Uluhogian “Lingua e cultura scritta”). Ecco perché, un “dono di Dio”!
La prima opera ad essere tradotta fu la Sacra Scrittura e Mesrob Mashtots fu fatto subito Santo.

Come non essere catturati da una storia così affascinante e fantastica?
Un approfondito commento sui significati grafici delle lettere che i nonni di Laura Efrikian, attrice e scritcrice di origine armena, si scambiarono nel primo ‘900 durante il fidanzamento, ha concluso l’evento.

I proventi derivanti dalla vendita di questo libro, piccolo ma carico di storia e di significati, saranno devoluti alla Associazione “tenera mente Onlus” che – attraverso il Rwanda dove è già attiva – promuove un progetto di introduzione del metodo Montessori nelle scuole di altri paresi africani. Io penso che valga la pena di comprarlo, sia per l’interesse che la lettura suscita che per il fine umanitario. Voi che ne dite?

Marinella

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