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Archive for agosto 2016

MEZZ’AGOSTO

Tanti anni fa, quando ero molto più giovane e trascorrevo tutta l’estate a Roccaraso, “mezz’agosto” significava che era giunto il momento di fare la salsa di pomodoro! Si, perché i contadini abruzzesi dicevano che solo dopo la metà di Agosto i pomodori avevano ricevuto la giusta quantità di sole per poter dare una buona salsa.

Era un’operazione impegnativa alla quale partecipava anche mio marito addetto a girare la manovella della macchina passapomodoro, ovviamente manuale. Poi c’era la bollitura e infine contenti e soddisfatti ripulivamo la cucina e preparavamo le scatole di barattoli da portare a Roma. Era un rito, faticoso ma condiviso e piacevole.

Oggi la salsa di pomodoro si compra al supermercato e mezz’agosto per me significa che le cosiddette vacanze si avviano verso il tramonto. La mente e i pensieri sono già rivolti ai tanti impegni che si prospettano per Settembre, le giornate sono visibilmente più corte e le ombre iniziano ad allungarsi. E’ inevitabile che, soprattutto per chi non è più giovane, un senso di tristezza si affacci, magari proprio nel mezzo di una bella giornata ancora vacanziera. E’ così: tutto ha un inizio e una fine e già la parola fine porta in sé una sfumatura di grigio.

E’ inevitabile, appunto, ma questo “giro di boa” significa anche che forse posso andare  incontro a nuove… avventure, cambiamenti ed esperienze che di solito avvengono nei mesi lavorativi.

E poiché sabato parto per altri 10 giorni sulle Alpi, mi dispongo  ad accogliere con gratitudine quel soffio leggero di brezza montana che spero dissolverà le sfumature di grigio illuminando ancora quest’ultimo scorcio d’estate.

Marinella

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UNA FAVOLA MODERNA

In realtà non è proprio una favola ma un “fatto” realmente avvenuto nel mio ambito familiare: un accadimento così bello che sembra una favola ed è per questo che lo voglio condividere con voi, miei cari lettori.

“C’era una volta una casa ai limiti di un antico borgo di collina, immersa in un bosco e nascosta alla vista dei più. D’estate la famiglia si radunava nella casa della bisnonna e grandi e piccini godevano di un periodo di vera libertà in questa dimora così ricca di libri antichi, oggetti di famiglia, fotografie, documenti e tanti ricordi.

Qualche anno fa all’arrivo come sempre in Luglio, una dolorosa scoperta. I ladri avevano sfasciato la porta, violentato la sacralità del luogo e rubato argenti, suppellettili varie e tutti i libri antichi, le collezioni di giornali e di gialli, e tante altre cose di scarso valore venale ma di grande impatto affettivo.

Dolore, rabbia, tristezza e poi piano piano le cose sono tornate nella normalità ma sempre con quel “vuoto” che non si sarebbe più colmato.

Passano gli anni e qualche giorno fa i nonni vanno ad aprire la casa in attesa dell’arrivo di figli e nipoti in giro per il mondo.

Con sorpresa notano alcuni scatoloni sotto la terrazza ma presi dallo scarico bagagli e dall’apertura di imposte e finestre non ci fanno grande caso. Solo il giorno successivo scendono a controllare quegli scatoloni e trovano una busta con delle scuse. La busta contiene qualcosa: la aprono trepidanti e anche un po’ timorosi, dentro ci sono dei soldi e un biglietto con scritto “qui c’è quanto le è dovuto. Il ladro pentito”! Gli scatoloni contengono tutti i libri, i documenti e le collezioni. Insomma probabilmente tutto quello che il ladro pentito non ha potuto vendere, e il ricavato del furto l’ha consegnato!”.

Fine della favola ma se questo è il “fatto” in se stesso, molto più ampio e importante è il significato di questo straordinario gesto di ravvedimento ed implica una serie di domande e considerazioni che fanno riflettere:

cosa è accaduto nella vita di questo uomo che l’ha portato dopo tanto tempo ad un gesto così inusuale per non dire unico?

Come mai ha conservato con tanta cura e per tanto tempo tutti i libri e gli altri oggetti non vendibili?

Rimorso? Ravvedimento? Non lo sapremo mai ma il cuore si allarga nel toccare con mano che possiamo tenere viva la speranza se il “bene” può ancora avere la meglio sul “male”.

E’ perciò che ho voluto raccontarvi questa favola moderna, perché questo avvenimento possa espandere, come i cerchi nell’acqua quando si getta un sassolino nel lago, la gioia di poter ancora credere in un futuro migliore.

Marinella

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