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Archive for marzo 2018

UN INCONTRO NUTRIENTE

In questo inverno capriccioso, non solo per le condizioni meteorologiche ma anche per alcuni accadimenti personali, ho avuto ben poche occasioni di “nutrirmi” con le attività e gli incontri che di solito costituiscono il mio più apprezzato pane quotidiano.

E’ anche per questo che ho accettato molto volentieri – nonostante il braccio al collo – l’invito della Fondazione Ghirotti a un incontro con gli operatori del Centro di Ascolto e con la responsabile dell’Ufficio Stampa.

Ho conosciuto con molto piacere gli psicologi e la giornalista che solo da pochi mesi occupano queste posizioni perché il Centro di Ascolto purtroppo era stato chiuso per qualche tempo per…mancanza di fondi!

Ora, grazie a persone ed organismi di grande sensibilità, il telefono può squillare di nuovo e chi chiama trova operatori competenti che accolgono, sostengono e offrono informazioni e riferimenti utili a chi impatta con la malattia oncologica ed ai suoi familiari. Il numero del Centro di Ascolto è 06-841 64 64 ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 18.00.

A questo punto era importante trasferire alle nuove leve lo spirito, l’anima, il fuoco generato non tanto dalla competenza quanto dalla consapevolezza del valore di ogni parola che attraverso quel filo telefonico raggiunge chi si trova in una situazione di smarrimento, di paura, di insicurezza e, in ogni caso, di grande fragilità.

Lo psicologo che stabilisce una relazione con chi chiama, sia esso malato o familiare, diventa un punto di riferimento sicuro e occupa uno spazio protetto dove l’altro può trovare sicurezza, fidarsi e affidarsi. Un compito dunque di grande valore umano e sociale e occasione di crescita e cambiamento per ambe le parti.

Dico questo con consapevolezza perché so quanto mi abbia insegnato e cambiato ogni relazione di aiuto sperimentata nella mia vita. E so anche quanto l’altro elemento della relazione abbia sperimentato notevole cambiamento.

Ecco, è di questo che abbiamo parlato e delle mille sfaccettature di un tema così complesso, delicato e importante come il bisogno di un sostegno psicologico per l’intera unità sofferente (malato e familiari), sin dal momento della diagnosi di cancro.

Ho parlato molto perché, con il mio desiderio di trasmettere i ai più giovani ciò che ho avuto la fortuna di imparare nella mia lunga vita di volontariato, mi sentivo…invitata a nozze! Ma ho anche ascoltato molto, soprattutto sulle loro motivazioni e precedenti esperienze.

A fine mattinata eravamo stanchi e sazi di nutrimento ed è stato bello lasciarci  con la richiesta di rivederci presto.

Marinella

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Questo è il titolo dell’interessante TG2Dossier trasmesso dalla RAI sabato scorso alle 23.45 (peccato un’ora così tarda).

Approfittando del termine della campagna elettorale sabato sera ho isto un bel film alla TV “MILK”: la storia di HarveyMilk – interpretato da uno straordinario Sean Penn – il primo gay dichiarato che nel 1978, dopo molte sconfitte, è riuscito ad ottenere  una carica pubblica entrando nel consiglio comunale di San Francisco. Subito dopo l’elezione è  stato  assassinato!

Ma cosa c’entra un film per quanto interessante con il Dossier sul “Papa scomodo”? Beh, mi ha colpito il fatto che quasi all’inizio della trasmissione sia stata menzionata  – tra i tanti temi che rendono Papa Francesco “scomodo”- anche la sua posizione verso i gay.

Attraverso interviste esclusive ad alti prelati e a laici impegnati in varie aree della cultura, il Dossier esplora  i temi scottanti di questo pontificato che il Papa affronta in modo del tutto innovativo.

E’ così che il Cardinale Bassetti parla delle difficoltà create dal cambio di mentalità chiesto da Francesco alla Chiesa italiana “non difendere le posizioni acquisite ma navigare in mare aperto”! E se non si cambia mentalità è difficile capire certe richieste del Papa, come ad esempio quella di accogliere i migranti nelle canoniche!

Il Papa e la Misericordi: Francesco che rompe gli schemi con gesti inconsueti come all’inizio del pontificato presentarsi, da pellegrino, a Lampedusa. E’ questo il Papa apprezzato da  Erri De Luca, non credente.

La posizione molto severa del Papa: dimissioni immediate e allontanamento dallo stato clericale, verso chi ha commesso crimini come abusi sessuali e pedofilia è stata riportata dal gesuita Padre Zollner.

E ancora esperti delle varie aree hanno testimoniato su  tutto il lavoro diplomatico di Francesco verso la Chiesa Cinese, sui suoi viaggi in Asia, sulla  posizione verso le donne nella Chiesa che trova una grande resistenza, sui malumori di una parte del mondo cattolico statunitense, sulla sua scomoda posizione su temi ambientali, sulle interpretazioni malevole talvolta riservate a parole e gesti  estrapolati dal loro contesto, sulla riforma delle finanze vaticane con la difficoltà di dover scegliere i collaboratori per gestire una complessità così vasta.

Infine il teologo Giuseppe Bonfrate ha spiegato il magistero di Papa Francesco alla luce di Amoris L;etitiae,  dove è dato valore centrale a un Dio che tende sempre la mano, capace di soccorrerci nei momenti più difficili. Non più muri e chiusure verso chi ha sbagliato dunque ma sostegno e aiuto per comprendere il proprio errore e cambiare strada. Una mano tesa verso chi è caduto: un capovolgimento del sistema che può risultare scomodo per una parte della chiesa italiana.

Marinella

 

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In ambito oncologico è per lo meno da 25-30 anni che si discute sull’accanimento terapeutico ma negli ultimi anni questo tema, così importante, è divenuto di dominio pubblico e se ne scrive, se ne legge e se ne ascolta a tutti i livelli di informazione.

Sono tutti d’accordo, anche Papa Francesco, mai più accanimento terapeutico!

Prima di condividere con voi lettori la riflessione che segue,  voglio chiarire che si tratta solo di pensieri personali emersi dalla mia esperienza sul campo come volontaria.

A me risulta che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, esistono ancora varie forme di accanimento terapeutico e gli autori sono per lo più mossi da un eccesso  di amore/cura/protezione nei confronti del morente.

  • c’è il familiare che non si rassegna a “lasciar andare” il suo caro e ostacola il passaggio alle cure palliative chiedendo con forza di “tentare ancora qualcosa”. E allora il medico è quasi forzato a provare una terapia sperimentale che non dà alcuna assicurazione di successo ma, ahimé, procura pesanti effetti secondari con molta sofferenza. Per me questa è una forma di accanimento terapeutico.
  • C’è l’oncologo che ha stabilito un forte rapporto amicale/affettivo con l’unità sofferente e non riesce a rinunciare a tentare…ancora qualcosa per prolungare di pochissimo tempo la vita al suo paziente, a costo di inutili ulteriori sofferenze.
  • C’è il medico di base che, forse non sufficientemente informato sull’efficacia delle cure palliative, esita a mettere in contatto il suo paziente con una équipe specialistica, procurando un maggiore carico di sofferenza al malato.
  • E infine c’è il caso dell’oncologo che pur di non cedere le armi, prescrive una terapia leggera senza troppi effetti secondari, che non ha alcun effetto sulla malattia ma dà al morente e ai suoi familiari la sensazione di poter essere ancora curato. Questa è una modalità apprezzabile ma, non permettendo l’accesso alle cure palliative, priva il paziente di tutti i benefici derivanti dall’ essere preso in carico da un’équipe di specialisti in grado di alleviare la sofferenza globale.
  • Anche questa, sebbene generata da un movimento del cuore, è – penso – una forma di accanimento terapeutico.

Inoltre c’è il tema delle cure palliative simultanee delle quali ai congressi se ne dice un gran bene da molti anni ma che sul campo vengono troppo raramente applicate. E’ infatti di ieri il caso di un mio amico che ha interpellato una nota équipe palliativa romana per un intervento di cure palliative simultanee , come richiesto dall’oncologo, e si è sentito rispondere che se era ancora in atto una chemioterapia, non era possibile intervenire!

Che dire? C’è una molteplicità di cause ed effetti e non è facile sciogliere i nodi ancora esistenti ma io spero con tutto il cuore che in breve tempo i nodi vengano sciolti e il percorso divenga meno confuso  più lineare.

Marinella

 

 

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