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Archive for agosto 2017

DOPO MEZZ’AGOSTO

Dopo mezz’Agosto (così chiamava Ferragosto  il marito di Michelina,  a storica ’ortolana di Roccaraso) mi rispondeva  quando gli chiedevo di procurarmi i pomodori sanmarzano per fare la altrettanto storica salsa!

Insomma Ferragosto o mezz’Agosto, questa importante festa  religiosa – l’Assunzione di Maria – ma  soprattutto oggi altrettanto importante festa laica: pic-nic, grandi pranzi con amici, falò sulla spiaggia e bevute per i più giovani, segna un punto di svolta nell’atmosfera vacanziera dell’estate.

Nei paesi  ancora si usa “fare i pomodori” e sgusciare i fagioli da seccare, cioè fare una bella sfacchinata e iniziare a guardare in direzione dell’inverno. In città o in vacanza la mente inevitabilmente ogni tanto salta e fa un tuffo nei primi impegni di Settembre. La maggior parte degli studenti prende coscienza di aver fatto poco o nulla dei compiti delle vacanze e si amareggia i giorni belli che ancora rimangono.

Ecco, questa è la svolta che, nonostante il solleone che ancora picchia forte, inizia a  stendere un  impalpabile  velo di…consapevolezza sui giorni dopo  mezz’Agosto!

Domani parto per i miei dieci giorni di camminate con gli “amici della montagna” e,con tutta la consapevolezza di cui sono capace,  mi nutrirò attingendo energia dall’ infinita meraviglia della natura.

Poi vi racconto!

Marinella

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Molti anni fa, circa una trentina, quando ero ancora volontaria all’Istituto Regina Elena per lo Studio e la Cura dei Tumori, in un giorno di autunno ho conosciuto in ospedale una giovane donna giunta alla fase finale della sua malattia, dopo un iter molto lungo e molto doloroso.

Aveva appena pubblicato  un libro (che mi ha subito  regalato) con la sua  storia di malattia, giorno dopo giorno, fase dopo fase, e il tempo di una pesante chemioterapia era vissuto nell’ultimo  nel mese di Agosto.

Il libro iniziava con queste parole “E’ Agosto e fa caldo”, e ogni capitolo si apriva con la stessa frase.  Ricordo quelle sue  parole così ripetitive come un mantra che mi martellava la ente e il cuore.  Le vivevo come una continua certificazione di tutta la bruciante   sofferenza causata dalla malattia e acuita dal caldo, quell’ anno particolarmente intenso.

In questo Agosto 2017 tutti ci lamentiamo del caldo eccezionale, di lucifero che ci toglie il sonno e le energie, dell’afa e dell’umidità che acuiscono i nostri dolori…romantici! Ma nelle mie orecchie risuona ancora quella frase “E’ Agosto e fa caldo” e mi riappare davanti agli occhi l’immagine emaciata di A. che, ancora così giovane, aveva attraversato il sentiero rovente  del dolore oncologico in un caldo mese di Agosto.

Allora mi vergogno di essere impaziente, di lamentarmi, di smaniare perché…fa caldo!  Ma come mi permetto?  Penso a tutti coloro che questo caldo estenuante lo vivono bloccati in  un letto dove non possono neanche  cercare un pezzetto di lenzuolo fresco perché immobilizzati, a coloro che con questo caldo  soffrono di dolori lancinanti e allora mi calmo e ringrazio la vita per questo giorno normale che ancora mi ha donato anche se …è Agosto e fa caldo!

Marinella

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LE NOSTRE RADICI

Eccomi di nuovo in questa torrida Roma ma quest’anno durante il mio soggiorno al fresco di  Roccaraso ho anche ritrovato una cara amica di vecchissima data che, nel corso della vita, avevo già perso di vista due volte.

Erano gli anni ’50 quando proprio a Roccaraso l’ho incontrata per la prima volta: lei  una bambina di circa 10 anni ed io una ragazza ventenne. Forse a quell’epoca ero più amica dei suoi genitori che sua ma poi lei ha passato un inverno ospite di mia mamma a Roccaraso e i nostri rapporti sono diventati molto più stretti: ricordo il suo viso birichino con le fossette sulle guance, che ha tuttora!

Nei miei anni napoletani ci siamo frequentate a livello familiare ma una volta trasferitami a Roma ci siamo perse completamente di vista.

Negli anni ’70  una mattina ero al mercatino di via Locchi ai Parioli   quando ho visto una signora che mi guardava con aria interrogativa  dicendomi “io sono Francesca”. Che emozione… e siamo volate una nelle braccia dell’altra!

Io ero mamma di Gioia e lei aveva due bambini quasi coetanei di mi figlia. I nostri mariti erano due “orsi” ma si sono piaciuti e da lì è nata nuovamente una lunga amicizia fatta di serate romane e di vacanze a Roccaraso dove lei vive in una bella villa nel bosco, luogo di riunione nelle serate delle feste natalizie. E poi la  mitica vecchia Land Rover dove ci ammucchiavamo tutti, le gite, le fragole, i lamponi, il mio cane Scila che correva felice e giocava con i bambini…

Gli anni sono passati, i figli sono cresciuti ed hanno preso strade diverse, mio marito è morto, io sono andata meno frequentemente a Roccaraso e la vita ci ha di nuovo allontanate, sebbene di tanto in tanto amicizie comuni ci tenessero informate l’una dell’altra.

Pochi giorni fa ci siamo trovate contemporaneamente a Roccaraso ed è stato un nuovo incontro voluto e molto sentito perché siamo entrambe consapevoli che il tempo per perderci di nuovo e poi ritrovarci non ce l’abbiamo più!

I tanti bei ricordi si sono affollati e accavallati nei nostri discorsi e siamo state felici di ritrovarci proprio a Roccaraso perché, come ha detto Francesca,  “qui sono le nostre radici”.

E’ proprio così perché oramai solo a Roccaraso trovo persone che hanno conosciuto i miei genitori, mio fratello Danilo con la sua bimba Marie Claire, la mia amatissima boxerina Darma, insomma anche se non sono roccolana, lì ho le mie radici. Ed è anche per questo che Roccaraso m mi è così cara.

Marinella

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