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Archive for marzo 2017

AL DI LA’ DELLA NOTTE

 

Ivano Liberati è l’autore di questo libro che porta come sottotitolo “Il Romanzo delle Fosse Ardeatine”. Interessante, toccante, emozionante per tutti ma ancor più per i familiari di coloro che in quel 24 Marzo 1944, quando si è consumato il massacro delle Fosse Ardeatine, hanno perso la vita in un modo così terribilmente tragico e disumano!

Il libro è scritto nella forma di romanzo ma è anche un diario, una cronaca, una rappresentazione di quelle giornate e di quel momento storico ancora così denso di ricordi per chi come me, sebbene poco più che bambina, quel periodo lo ha vissuto.

Se la storia d’amore dei due protagonisti è inventata, tutto ciò che li circonda è vero: i nomi, i luoghi, i fatti.

Il libro è stato presentato alla Libreria Feltrinelli di Via Appia martedì scorso e Ivano Liberati ci ha raccontato come il   romanzo sia stato scritto   alcuni anni fa e come sia rimasto nel cassetto per tanto tempo. Oggi è venuto alla luce come regalo per il decimo compleanno del figlio Lorenzo.

Al dialogo conclusivo ha partecipato anche Cesare Moscati, nipote dell’ultimo martire identificato recentemente grazie a un esame del DNA fortemente voluto e interamente sostenuto dalla famiglia. Una testimonianza così viva e vicina, anche se i fatti risalgono a più di 70 anni fa.

Conosco Ivano da quasi trenta anni quando, giovanissimi tutti e due, mia figlia Gioia e Ivano erano compagni di università alla facoltà di Scienze Politiche della Sapienza. Ivano, come molti altri amici di Gioia, frequentava la nostra casa e ben presto è diventato un “amico di famiglia”. Già brillante allora, lo abbiamo seguito attraverso gli avventurosi e avvincenti racconti che ci faceva tornando dai teatri di guerra dove era inviato RAI. Infatti è entrato in RAI subito dopo aver terminato la scuola di giornalismo di Perugia.

Gli anni sono passati, Ivano si è sposato e mi ha fatto conoscere la cara Simona. Poi, dopo la nascita di Lorenzo ci siamo persi di vista ma io continuavo ad avere sue notizie tramite Gioia. Anche Ivano non mi aveva dimenticato e infatti   mi ha mandato l’invito alla presentazione di “Al di là della notte”.

Che gioia per me rivederlo insieme alla sua bella famiglia, ritrovare Ivano e Simona di sempre e godere del suo successo. Ne sono orgogliosa come se si trattasse di un mio figlio e sono felice per questa sua affermazione letteraria.

Non vi dico null’ altro del libro perché spero che lo leggiate. Lo spero perché l’ha scritto Ivano e lo spero soprattutto perché è importante, anzi importantissimo, che la memoria di questi tragici eventi venga mantenuta viva.

Marinella

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Lo scorso 15 Marzo nel magnifico spazio del Tempio di Adriano a Roma, a sette anni dalla promulgazione della Legge 38/2010, l’Osservatorio Volontario per il monitoraggio della terapia del dolore e delle cure palliative coordinato dall’On.le Livia Turco, ha presentato i risultati dell’indagine promossa dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti in collaborazione con la Fondazione ISAL e on la Conferenza delle Regioni e Province Autonome.

Un bilancio che non si può dire molto soddisfacente in quanto dai risultati della rilevazione (13.374 schede riempite da malati e familiari a domicilio, in ospedale e ijn hospice) si evince che   il 63% della popolazione non conosce la Legge 38 sul diritto all’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative.

In sostanza questo significa che il dolore non è ancora diventato una parte importante del fare medicina, è talvolta considerato un sintomo trascurabile e in particolare il dolore degli anziani è spesso sottovalutato.

Il medico di base, anello di congiunzione tra il paziente e la struttura specialistica di terapia del dolore, necessita ancora di informazione e formazione: una formazione che per i futuri medici deve iniziare nel percorso universitario.

Ma è anche importante “fare rete” contro il dolore e penetrare nel territorio utilizzando tutti i possibili canali di accesso, come le scuole e le comunità religiose e intereligiose.

Una buona notizia è che coloro che sono approdati alle cure palliative si sono dichiarati soddisfatti sia delle cure ricevute che del rapporto con il personale sanitario specializzato.

Considerando che da una rilevazione del 2012 il 30% della popolazione risultava a conoscenza della Legge 38/2010, si può dire che qualche miglioramento c’è stato  ma è decisamente troppo poco. E’ mia opinione personale che l’opera di acculturamento in questo senso sia ostacolata anche   dalla riluttanza della popolazione ad accostarsi a queste tematiche.

Marinella

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Fiesole, immersa nel verde delle colline che circondano Firenze, è uno dei luoghi più belli e suggestivi dell’area metropolitana fiorentina. Mi sono sposata a Firenze e ho un bellissimo ricordo del giorno in cui il mio futuro marito, ovviamente fiorentino, mi portò a visitare Fiesole. Ne rimasi incantata!

Ma la “Carta di Fiesole” non ha nulla a che vedere on la bellezza del luogo: riguarda i diritti dei cittadini alla fine della vita.

E’ sul Notiziario FILE n.44 che ho letto un’ampia descrizione del percorso che ha portato alla redazione della “Carta di Fiesole”e mi sono sentita subito coinvolta ed attratta dai temi trattati. Infatti nella mia lunga frequentazione del mondo delle cure palliative ho sempre lottato in favore dell’etica delle cure alla fine della vita: una lotta impari e molte volte vana anche per mancanza di informazione !

Ma cosa significa etica delle cure? Significa mettere la persona malata al centro della cura assicurando, ove necessario, le cure palliative sia in ospedale che a domicilio o in hospice. Cure palliative che includono anche l’attenzione ai bisogni spirituali del morente, il sostegno alla famiglia, la formazione degli operatori e l’informazione sociale alla cittadinanza.

La “Carta di Fiesole” prevede quattro iniziative fondamentali per raggiungere l’obiettivo di favorire una pedagogia sociale della finitezza della vita: una strategia di comunicazione informativa,   il monitoraggio della qualità dell’assistenza prestata nella fase di fine vita, la formazione del personale sanitario e il confronto con le strutture scolastiche per sollecitare la solidarietà affettiva con chi vive una situazione di malattia o di lutto.

Per rendere concreta la risoluzione della “Carta di Fiesole” è anche necessario che famiglie, scuola, comunità religiose e associazioni si confrontino e riflettano sulla naturalezza dell’evento morte.

La “Carta di Fiesole” riporta inoltre  una nota sull’opportunità di sostituire il cosiddetto “consenso informato” con “scelta consapevole e condivisa”.

C’è molto altro nel documento ma io ho voluto soffermarmi su questi aspetti, forti nel valore etico ma non solo, come risulta dall’esperienza sul campo.

Si sta facendo molto in questo senso ma sembra che non sia mai abbastanza perché una buona parte della popolazione considera ancora la morte come …qualcosa della quale non si deve parlare!

Marinella

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BLITZ MANTOVANO

E’ stato proprio un blitz quello che ho fatto a Mantova venerdì scorso. Arrivata alle 15.30 per partecipare all’ inaugurazione della mostra “IMMAGINANDO: the image through the senses” e ripartita il giorno successivo alle 16.00, dopo aver condotto un Refresh di Nurturing Touch con gli infermieri della Casa di Riposo Fondazione Mazzali che avevano partecipato al workshop di Novembre.

E’ stato un tour de force ma talmente entusiasmante che non sentivo neanche la stanchezza.

La mostra dell’artista Gianluca Balocco (vedi post “Vi raccono…”del 19.06.16) è stata dunque inaugurata in concomitanza con la riapertura di Corte Nuova, quella parte del Palazzo Ducale chiusa da circa cinque anni per restauri dopo il terremoto del 2012.

La mostra  è allestita nell’Appartamento di Troia, dove emerge tutta la grandezza degli affreschi di Giulio Romano e precisamente nella spettacolare Sala di Troia.

Un allestimento drammatico e intenso che permette di percepire le emozioni delle donne non vedenti che vedono attraverso i sensi ,toccando le statue, e la dolcezza della “care” che passa attraverso il tocco di cura del Nurturing Touch. Mai avrei pensato che il massaggio che tanto mi ha preso il cuore e  cambiato la  vita raggiungesse…le sale del Palazzo Ducale di Mantova! Devo proprio dire un grande grazie a Gianluca Balocco.

Sabato mattina sono passata dall’arte alla pratica guidando un gruppo di appassionati infermieri in una esperienza di Nurturing Touch effettuato direttamente sugli ospiti. Grande è stato il piacere degli anziani che si sono sentiti particolarmente coccolati e molto attivo l’interesse degli infermieri che hanno deciso di costituire un gruppo pilota per promuovere la diffusione del Nurturing Touch nella struttura.

Che cosa potevo volere più di così in sole 24 ore? Ne sono felice.

Marinella

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