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Archive for dicembre 2016

E’ NATALE

E’ Natale e insieme a mio nipote quindicenne stamane ci domandavamo come mai non sentiamo quest’anno lo “Spirito del Natale”.

Dai nostri commenti e considerazioni è emerso che – per la nostra esperienza – la bella tradizione natalizia si è persa man mano che la festa intesa nel suo reale significato religioso si trasformava per i più in una frenetica baraonda consumistica… e oggi anche la comunicazione informatica ci mette la sua!

Una volta sin dai primi di Dicembre si compravano i biglietti di auguri e si spedivano subito via mare quelli diretti oltreoceano (perché il francobollo costava di meno); poi via via quelli che destinati in Italia. Era un’ occasione non solo per scambiarsi auguri ma anche sovente per un invio di notizie, infilando una   letterina nel biglietto. Oggi una telefonata se va bene, altrimenti il più delle volte sms, whatsapp, video scaricati da internet ed inviati indistintamente a tutta la rubrica telefonica senza alcuna personalizzazione. Come siamo diventati aridi!

Questo è un aspetto che riguarda solo il “colore” del Natale ma come non pensare alla crisi economica, politica, sociale che avvolge tanta parte del mondo?

Più che lo “Spirito del Natale” oggi si respira un senso di inquietudine che ispira una preghiera semplice e chiara “Signore, fai che un sentimento di pace e solidarietà invada il cuore degli uomini”.

Forse è questo lo “Spirito del Natale” più vero e significativo per il Natale 2016?

Marinella

 

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PASTORALE SANITARIA

Un master in “Pastoral Counselling” organizzato dall’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ha visto quest’anno per la prima volta un workshop di Nurturing Touch inserito nella proposta formativa.

Quando è stata chiesta la mia disponibilità mi sono subito entusiasmata anche se l’ho percepita come una bella sfida per me. Infatti avevo avuto più volte religiosi e religiose inseriti in altri gruppi ma mai un training dedicato solo a loro.

Ero però tranquilla perché sapevo con quanta cura e attenzione i partecipanti sarebbero stati preparati e formati prima di affrontare questa esperienza.

L’introduzione alla pratica sull’aptonomia e il Nurturing Touch tenuta dalla Prof.ssa Paola Argentino, ha infatti sottolineato in chiave pastorale i principi fondamentali di questo speciale “tocco di amore”.

E’ così che mi sono trovata subito a mio agio, con il cuore aperto al massimo e con l’impegno con me stessa a far sì che i concetti di pulizia interiore e purezza dell’intenzione passassero in tutta la loro grandezza ed importanza.

Il gruppo mi ha seguito subito con molto interesse, curiosità ed apertura. Man mano che si passava alle varie fasi della pratica e si sperimentavano le potenzialità delle nostre mani come strumenti di comunicazione, di bene, di amore, di presenza, di conforto e consolazione, vedevo una concentrazione sempre più profonda. Una grande gioia interiore e una finestra aperta su maggiori possibilità comunicative per superare le barriere dell’isolamento nelle quali spesso si chiudono coloro che hanno bisogno di sostegno e conforto.

Una bellissima e intensa condivisione finale ha chiuso le due giornate di lavoro e io ne sono uscita   “svuotata e riempita”! Sembra un controsenso ma non è così: “svuotata” perché avevo profuso tutto il mio impegno e “riempita” da tutto ciò che avevo udito e ricevuto proprio nella condivisione conclusiva. Grazie a tutti, per me è stato molto bello ed importante.

Marinella

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CERVIGNANO DEL FRIULI

Ondina e Carlo, due cari amici conosciuti tanti anni fa quando frequentavano i corsi di Nurturing Touch tenuti da Peggy Dawson a Roma.

Siamo sempre rimasti in contatto, Ondina mi raccontava delle sue esperienze come insegnante di massaggio infantile e del   suo“sogno” : portare il Nurturing Touch nella sua regione.

Il tempo è passato, il sogno è stato coltivato e finalmente adesso realizzato, con il contributo della Ce.Ri.C.O.T. Onlus (Centro Ricerche e Studi di Cure Oncologiche di Udine), del Comume di Cervignano del Friuli e della Casa di Riposo “Valentino Sarcinelli”.

“Volli, fortissimamente volli” è stato il motto che ha sostenuto Ondina e Carlo nelle lunghe e difficili trattative che hanno preceduto la realizzazione del sogno, ma sono stati ampiamente ripagati dal successo dell’iniziativa e dalla soddisfazione dei partecipanti.

Come accennavo nel post precedente la caratteristica del gruppo era la disomogeneità dei suoi membri. Solo qualche esempio: un terapista di massaggio tailandese, un macchinista delle ferrovie, un’attrice di teatro, due OSS della casa di riposo, un’assicuratrice, due infermiere  in pensione e così via! Mai avuto un gruppo così eterogeneo e quindi una mia iniziale lieve perplessità.

Invece tra di loro è nata subito una corrente di simpatia, accoglienza l’uno per l’altro, disponibilità a mettersi in gioco singolarmente ed in coppia, quasi una magia!

Il lavoro è stato intenso e l’attenzione dei partecipanti sempre viva e presente; tutto è stato facilitato dalla perfetta organizzazione e dalla funzionalità della sala.

Anche in questo gruppo la meraviglia è risultata l‘emozione dominante nella condivisione finale : meraviglia per le proprie capacità, per la scoperta della profondità del “tocco”, per la sensazione di pace interiore sperimentata e ancora molto altro.

Il momento del commiato è sempre coinvolgente ma un veloce scambio di mail e cellulari ha mitigato la tristezza del distacco. E’ proprio così perché la reciproca conoscenza attraverso il contatto è talmente intima e profonda che crea legami forti e altrimenti non sperimentabili.

Sono certa che Ondina e Carlo annaffieranno i semi che abbiamo gettato e che la prossima primavera a Cervignano si vedranno germogliare piantine di solidarietà, disponibilità e reciprocità che, mi auguro, cresceranno rigogliose procurando sollievo a quanti si trovano in situazioni di fragilità. Ancora un abbraccio a tutti.

Marinella

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IE’ proprio così, in quest’ultimo scorcio di autunno ho portato il Nurturing Touch in diverse aree del Nord Italia   viaggiando sulle “Frecce” e anche su “ITALO” per… non fare torto a nessuno.

Mi avete già seguito a Bolzano e Mantova mentre questa volta, in un unico viaggio, mi sono spostata verso Nord-Est prima a   Belluno e poi a Cervignano del Friuli.

Due esperienze assai diverse ma entrambe molto interessanti. Diverse soprattutto per l’ambito di operatività dei partecipanti e per la loro omogeneità a Belluno e disomogeneità a Cervignano.

E’ stata l’Associazione Cucchini Onlus che mi ha invitato per un workshop di Nurturing Touch, tenutosi nella bella e spaziosa sede dell’Associazione contigua all’hospice “Casa Tua Due” dell’Ospedale San Martino.

Sin dal momento del mio arrivo a Mestre ho subito percepito una corrente di condivisione e di comunità di intenti con  il Presidente della Cucchini Vittorio Zampieri e la Responsabile Infermieristica   delle cure palliative sul territorio Antonella Dal Pra,  che mi sono venuti a prendere. . Impressione che si è rafforzata l’indomani quando ho incontrato i partecipanti: un gruppo caldo e presente dove si è immediatamente stabilita una comunicazione aperta ed efficace.

Come sempre il lavoro è stato “vissuto” con intensità ed emozioni che talvolta hanno stupito per la loro immediatezza e forza. Non si è trattato solo di apprendere ma anche di scoprire e di gustare il piacere delle scoperte che man mano avvenivano.

A Belluno c’è stato anche un incontro serale con una cinquantina di volontari della Cucchini ai quali ho raccontato nelle grandi linee i miei 36 anni di volontariato. Anche con loro si è subito aperta una comunicazione fluida nella quale si è ben percepito che io ero   solo …una volontaria tra volontari!

Il mio grazie di cuore per la cara e calda accoglienza va quindi a Vittorio e Antonella in primis, ai partecipanti al corso e a tutti i volontari che ho incontrato. Ma non posso dimenticare la Signora Nicolao, moglie del Vicepresidente, che nella mia mattinata libera mi ha fatto vedere Belluno e le sue meravigliose opere lignee.

Cervignano….alla prossima puntata perché merita un post dedicato!

Marinella

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