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Archive for novembre 2013

Ma come esiste una “città del sollievo”? Corriamoci subito penseranno alcuni lettori. Ebbene si,  dal 16 Novembre la cittadina di Ripatransone nelle Marche si fregia della  qualifica di “città del sollievo”. Non perché sia dotata di splendide SPA, di cliniche di lusso o di stuoli di psicologi specializzati ma perché la sua popolazione, ben guidata dalle autorità culturali e amministrative, ha fatto della “cultura del sollievo” la sua bandiera.

Che cosa si intende per sollievo verrà da chiedersi. Chiaramente innanzitutto sollievo dal dolore fisico qualora presente, ma anche sollievo dalla solitudine, dalla paura, dalla sofferenza esistenziale.

E come si fa a…offrire sollievo?  Al di là delle competenze cliniche ove necessario, ascoltando, accogliendo, accompagnando, condividendo: in una parola “essendoci”!

E’ questa la cultura del sollievo che ha fatto breccia nel cuore dei Ripani (così si chiamano gli abitanti di Ripatransone). E’ quindi con intelligenza e apertura mentale  e del cuore, che nelle scuole si sono fatti lavori significativi in occasione della “Giornata del Sollievo” indetta dalla Fondazione Gigi Ghirotti insieme al Ministero della Salute e giunta quest’anno alla sua X^ edizione. Praticamente sin dalle elementari si insegna ai bambini il valore  della solidarietà.

Ero presente  quando Prof. Cellini presidente esecutivo della Fondazione Ghirotti ha consegnato al Sindaco la targa che verrà apposta all’ingresso della città e ho respirato il calore e la partecipazione dei tanti cittadini che gremivano la sala rossa del Comune. Mi è stato chiesto di testimoniare sul sollievo che vivo nella mia attività di volontariato e mentre ricordavo alcune esperienze recenti vedevo la commozione affiorare sul viso di molti presenti. Alla fine della breve cerimonia c’è stato un grande scambio di baci e abbracci condito da qualche lacrima di condivisione. Una bella serata ricca di…carezze per l’anima.

E ora non posso fare a meno di scrivere due parole su Ripatransone, strategicamente posizionata sul crinale di un colle,  che mi ha affascinata fin dal momento che ne ho respirato l’aria asciutta e sottile, ho ascoltato il  “rumore del silenzio”, ho camminato nei suoi vicoli strettissimi, ho ammirato le case e i palazzi costruiti in mattoni, le chiese ricche di opere d’arte e lo splendido panorama dalla terrazza del Piceno, ho parlato con tanti suoi abitanti e ne ho apprezzato lo spirito di solidarietà e la voglia di “esserci” gli uni per gli altri.

E che dire delle sue specialità culinarie? Vincisgrassi, olive ascolane, maccheroni di Campofilone, cremini fritti: tutte prelibatezze che come si diceva una volta…farebbero resuscitare un morto.  In fondo anche un buon pranzo in buona compagnia può essere occasione di sollievo!

Marinella

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L’ORA DELLE CURE

Il 14 Novembre mentre mi recavo all’Università Lateranense,pensavo si trattasse di un convegno celebrativo per i 15 anni dalla nascita dell’Hospice SLA-Alzheimer Fondazione Roma. E  in effetti la sessione introduttiva  è stata  anche celebrativa come ha riportato il Presidente della Fondazione Prof. Emmanuele Emanuele nel suo appassionato intervento su ciò che è stato finora fatto e su ciò che si sogna di fare in un futuro non roppo lontano (villaggio Alzheimer). 

Ma a partire dalle sessioni operative “Vivere l’inguaribile” e “I modelli assistenziali per i pazienti affetti da demenza” i temi trattati: formazione, approccio palliativo precoce, comunicazione della prognosi, cure palliative nelle RSA, integrazione tra medici di medicina generale e palliativisti, continuità terapeutica, medicina della complessità anche e soprattutto per i malati di Alzheimer, hanno aggiornato i presenti  sulle più recenti acquisizioni non solo italiane (2 relazioni a livello europeo). 

E  infine il grande tema della cura e dell’assistenza nella SLA : una lettura magistrale del Prof. Sabatelli e gli interventi degli specialisti che ogni giorno curano e si prendono cura dei malati e dei loro familiari, hanno avuto per me il valore di un corso di formazione su questa terribile malattia che così spesso nel nostro volontariato abbiamo incontrato soffrendo insieme ai malati e ai loro familiari l’inesorabile processo di annientamento delle possibilità motorie della persona malata. 

E’ tutta una questione di proteine ho appreso  e, scoperta la causa potrebbe sembrare facile correggerla ma i tanti studi in corso non sono ancora riusciti a trovare la chiave di accesso al problema. Tuttavia si può ragionevolmente pensare di essere alla vigilia di una nuova era e la tecnologia ha già fornito numerosi strumenti utili per migliorare nel frattempo la qualità della vita delle persone affette da SLA. 

Il tema della comunicazione con il malato rimane un punto nevralgico: quando e come aiutare la persona malata a decidere quale percorso di cura vuole affrontare? E’ fondamentale che questa decisione venga presa dal malato stesso e allora comprensione, competenza, consapevolezza di ogni membro dell’équipe devono convergere nell’intento di aiutarlo a prendere una decisione e accompagnarlo, insieme ai suoi familiari, nel percorso prescelto. 

Vivere l’inguaribile con una buona qualità di vita è il fine delle cure palliative e l’auspicio che mi sento di formulare è che un numero sempre maggiore di persone possa usufruirne perché oggi ancora troppi malati non vi accedono. 

Marinella

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ISLANDA

Iceland, il paese del ghiaccio ma anche del fuoco, dell’acqua e del vento, dei geyser e delle solfatare. Una terra piena di contrasti, aspra e talvolta spaventosa. I grandi ghiacciai, gli sconfinati deserti di lava e poi le cascate, i laghi, i vulcani, la faglia che divide la placca americana da quella euroasiatica, l’aurora boreale! Tutto è spettacolare, fantastico, UNICO.

Cinque giorni con la sensazione di trovarmi ai confini della terra, immersa in una realtà totalmente diversa dal mio habitat abituale.

Emozione forte nell’immergermi nelle acque lattiginose della Blue Lagoon dove i vapori che fuoriescono da quella che sembra la “bocca di un vulcano” rendono l’atmosfera irreale facendomi venire alla mente la descrizione dell’inferno dantesco.

Meraviglia quando mi  appare davanti agli occhi una lunga spiaggia nera dominata da un faro bianco e semicoperta di neve ghiacciata: sullo sfondo e molto vicine alla costa alcune isolette che ricordano i pinnacoli dei castelli di sabbia.

Stupore  per la forza delle acque di tante strepitose cascate (ognuna con la propria leggenda) e per le grandiose “hot springs” dove è piacevolissimo nella temperatura gelida lasciarsi bagnare dai vapori caldi.

E per ultima ma  non certo ultima in ordine di emozione, l’aurora boreale. Sebbene il grado di magnetizzazione nella scala da 0 a 10 sia quella sera solo 1, è incantevole l’apparizione di una specie di basso arcobaleno di colore grigio verdino con all’estremità destra un grosso nucleo in continuo movimento che a sua volta genera variazioni di densità e forma dell’intero arco. Mi viene alla mente la similitudine con la danza di una fata che nei movimenti fa volteggiare i veli del suo abito. Magico e  favoloso coronamento di un viaggio intenso in una terra UNICA!

Marinella

P.S. L’aurora boreale offrirà il suo spettacolo più bello con colori che raggiungono il rosso e il violetto dal 12 Novembre quando arriverà il vento solare. Queste previsioni vengono effettuate in Alaska.

Ecco una piccola galleria di foto islandesi:

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VILLA SPERANZA 2013

Da qualche anno quando i responsabili della formazione dell’hospice Villa Speranza mi chiedono di tenere una lezione nell’ambito del corso per nuovi volontari mi dico che forse sarà l’ultima volta. Il problema è la mia vista che cala senza prendersi pause

Ma nel 2012 non è stata  l’ultima volta perché anche quest’anno mi sono ritrovata il 28 Ottobre nella bella aula didattica dell’hospice davanti a un folto numero di aspiranti volontari.

E’ sempre con molta gioia che cerco di trasmettere alle nuove leve ciò che l’esperienza di tanti anni di volontariato mi ha insegnato ma l’efficacia dell’incontro dipende anche dalla relazione empatica che si stabilisce tra docente e discenti. Ebbene, lunedì scorso ho sentito un fluido, un’energia, una corrente nella quale la comunicazione scorreva veloce e senza intoppi. E’ stata una bella emozione che  mi ha coinvolta più del solito ed è stata per me… nutrimento dell’anima.

Sarà un segnale che si trattava veramente dell’ultima volta? Io spero di no!

Marinella

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