Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for settembre 2019

ULTIMO MASTER

Temo di essere un po’ noiosa e ripetitiva in questo periodo perché scrivo sempre di “cose ultime”.Temo anche che  vi dovrete  abituare ad  avere pazienza in questo scorcio di anno perché saranno ancora numerose le “cose ultime” per quanto riguarda la mia attività di formatrice, che si concluderà a Dicembre.

Ho ancora un bel numero di impegni  in calendario in giro per l’Italia, da Nord  a Sud, ma quello che ho tenuto al Policlinico Gemelli lo scorso 11 Settembre (data  tristemente indimenticabile), era l’ultimo nell’ambito dei Master. Specificamente si trattava di un Master in Cure Palliative: il territorio che mi sta più a cuore.

I partecipanti erano tutti medici e infermieri già operativi in realtà di cure palliative residenziali e/o domiciliari ma c’era anche un OSS già assunto ma ancora non in servizio..  Questa omogeneità di esperienze ha reso particolarmente feconda  la formazione  perché ognuno ha portato  la propria storia di “curante”, nel tempo del fine vita.

Come sempre si trattava di un workshop di Nurturing Touch ma questa volta mi sono  soffermata parecchio a considerare questo straordinario mezzo di comunicazione psico-corporea come un prezioso ausilio nell’ambito delle Medical Humanities.

Oggi si inizia a dare  la giusta importanza alle Medical Humanities, intese come una interconnessione  tra tutte le pratiche che riguardano il benessere totale dell’uomo malato.  Avevo scoperto  questo approccio medico/ filosofico nei primi anni ’90 quando frequentavo i bellissimi Simposi di Medical Humanities a cura del Prof. Sandro Spinsanti, che si tenevano ogni anno alla Cittadella di Assisi.  Poi questa importante pratica  si era interrotta  e io avevo potuto  verificarne tutta la validità nel mio servizio in hospice.

E stato necessario scavallare il secolo perché questa preziosa modalità di cura integrata arrivasse nelle aule universitarie ma – ne ho avuto la prova in questa occasione – è ancora troppo poco conosciuta e insegnata.

Una gran bella giornata per me e per i partecipanti, come è emerso dalla condivisione finale. Per me è stato importante vedere il cambiamento che si è verificato nelle loro menti, nei loro cuori e nelle loro percezioni fisiche man mano che si procedeva con la pratica, dove la stessa persona era alternativamente “curante” e “curato”.Un laboratorio  esperienziale dunque che ha permesso ad ogni curante  di sperimentare le emozioni e i bisogni di chi “riceve la cura”.

Ecco allora che voglio ringraziare questi giovani professionisti che mi hanno permesso ancora una volta di gettare  un seme nella loro formazione: un seme che spero germogli e metta radici sempre più profonde.

Marinella”

 

 

 

 

 

 

 

 

Read Full Post »

Montagne

Sì sì, non è un errore, volevo proprio scrivere montagne e non  montagna!

Voi, miei cari lettori che mi seguite da tempo, avrete certamente capito che, a questo punto della mia vita,  amo più la montagna del mare e quest’anno ho avuto la grande gioia di potermi aggirare tra montagne bellissime, che avevo conosciuto solo di sfuggita.

Con il mio “gruppo della montagna”  questa volta  abbiamo fatto base in Cadore e, macinando quasi ogni giorno parecchi chilometri in macchina, poi eventualmente in navetta o seggiovia e poi ancora piedi, mi sono potuta immergere nella contemplazione del grande scenario  dolomitico. Boschi ancora  magnifici nonostante la distruzione causata dalla terribile tempesta dell’autunno scorso,  rocce imponenti, picchi  merlettati, vedute  che lasciano senza respiro.

Le sorgenti del Piave, le tre Cime di Lavaredo, il monte Rite con il museo delle nuvole di Messner, le 5 Torri e tante altre. Difficile dire quale mi ha emozionato di più, forse le 5 Torri  perché lì ho camminato da sola da un rifugio a un altro.

Camminando da sola ho potuto mantenere il mio passo lento e prudente, guardando bene dove mettevo i piedi e soprattutto fermandomi ogni volta che volevo assaporare e metabolizzare la luce, la vista, i profumi, l’aria e l’atmosfera tutta.

Ho cercato di fissare bene nell’archivio dei miei ricordi ciò che vedevano i miei occhi e le emozioni che provavo perché so che la mia vista sempre più problematica non mi consentirà più di partecipare a questa speciale vacanza, con questo speciale gruppo di amici cari. Sarà un bel cambiamento dopo 18 anni di consuetudine: uno dei tanti!

Sono certa tuttavia che la montagna di ricordi che ho accumulato in  questi 18 anni sarà incancellabile dalla mia mente e costituirà uno di quei preziosi “tesori” contenuti nel famoso “bauletto dei ricordi” del quale ho parlato tempo fa. Mi terrà compagnia e mi permetterà di rivivere l’incanto delle amate  alte vette.

Marinella

Read Full Post »