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Archive for settembre 2010

FRAMMENTI

È passato così tanto tempo (ultimo mio post a maggio!). Il tempo del silenzio. Ogni tanto ci vuole.

A. è andata via un po’ alla chetichella, almeno per me. Mi ha fatto un dispettuccio dei suoi ad andar via proprio nella settimana in cui non c’ero, in cui ero tanto tanto lontana, al Cairo…
Una burla lei che così giocosa e bizzarra riempiva spesso l’hospice con il canto degli stornelli romaneschi, con i suoi disegni di anziana fanciulla e gli infiniti racconti sempre uguali dei frammenti della sua vita.

Frammenti che la vita ha avuto la benevolenza di depositare in qualche testimone che ricorderà, quantomeno in me. Frammenti leggeri come coriandoli che volano via facilmente se non si sta attenti, se non si coltiva la memoria, scrivendo ad esempio.

Frammenti di umanità, come quelli che i miei occhi avidi hanno catturato dall’immenso pullulare di vita al Cairo (oltre 15 milioni di anime censite).
E pensavo, guardando la corsa di fiumi di macchine e persone in perenne movimento per le strade di quella città insolita, che siamo noi stessi frammenti, impermanenti e splendidi come scintille.

Un abbraccio circolare da Monica

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L’Associazione di volontariato puro  Progetto Città della Vita, che dal 1996 offre un servizio di assistenza relazionale a domicilio dei malati gravi e presso un hospice di Roma, nel prossimo mese di Novembre terrà un corso di formazione per nuovi volontari. 

Un’occasione da non perdere per tutti coloro che provano il bisogno di sentirsi parte della società civile, di impegnarsi in maniera concreta per contribuire a un processo di umanizzazione della città di Roma, di offrire e ricevere gioia, di dare un senso in più alla propria vita.  Un’occasione da non perdere per sperimentare la bellezza e la purezza del “dono” gratuito e disinteressato di un gesto di solidarietà spontaneo e sincero. 

Il corso di formazione di base  si terrà in zona Parioli e ha la durata di un week-end intensivo seguito,  a breve distanza, da una giornata, di rielaborazione e approfondimento di quanto appreso nel primo incontro. 

Tutti coloro che sono interessati possono contattare la segreteria dell’associazione telefonando alle ore dei pasto o serali al numero 06-4452821 oppure inviando una e-mail al seguente indirizzo  balmari@tiscali.it 

Chiamateci, vi aspettiamo!

Chissà se tra i lettori di questo blog c’è qualcuno che non….vuole perdere questa bella occasione?  Io ve lo consiglio!

Marinella

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Nel mio percorso formativo di volontaria ho sempre sentito identificare la compassione non come una forma di pietismo ma piuttosto come un sentimento di condivisione, da “patire-con”.

Nel mio recente soggiorno montano  in Austria, in occasione di un incontro di spiritualità ho sentito invece identificare la compassione come una straordinaria forma di  amore:”come l’amore di una gestante per la creatura che sta crescendo nel suo grembo“: una forma di amore puro e gratuito che nulla chiede e semplicemente .

Questa definizione mi è “entrata dentro” ed ho continuato a rimuginarci per alcuni giorni perché sentivo che aveva qualcosa a che fare con quello che talvolta provo quando mi trovo accanto a una persona sofferente

Stamane, nell’omelia al Vangelo di oggi ho sentito una deifinizione della misericordia che di nuovo ha fatto risonare  qualcosa in me. La misericordia come una disposizione all’apertura del cuore che permette all’altro di raggiungere il nostro cuore.

Ma come questi “movimenti dell’anima” si legano tra di loro, si uniscono, si intersecano quando sentiamo intensa ed emozionante la vicinanza a taluni nostri assistiti? All’improvviso mi è venuta in mente la parola tenerzza.

Tante volte nel passato ho detto che  accanto ad una persona che soffre, anche molto anziana, sento la stessa tenerezza che provo accanto a un neonato. Credo che pe r me la tenerezza sia la spinta che mi consente di “essere volontaria” con tutta me stessa piuttosto che di “fare volontariato.”

Marinella

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HOSPICE E DOMICILIARE

Rientrata definitivamente a Roma mi sono accorta di quanta differenza ci sia tra la ripresa dell’attività di volontariato in hospice e a domicilio. In hospice ci sono dei turni per cui, con una buona organizzazione, riusciamo a far sì che  anche in piena estate ci sia almeno un volontario presente. Allora è abbastanza facile salutare i ricoverati dicendo “la settimana prossima non ci sono io ma c’è il la collega. In questo modo non c’è il senso di abbandono, anche se poi c’è tutta intera al ritorno la tristezza per non ritrovare persone diventate care.

A domicilio è molto diverso. Da alcuni anni il numero dei volontari è così esiguo che non riusciamo a mettere più di un volontario per caso di assistenza. Ecco dunque che al momento delle vacanze è profondo il diapiacere per l’abbandono del l’intera unità sofferente. Al ritorno, almeno per me, è inevitabile una forma  velata di senso di colpa. Di solito ci chiedono delle nostre vacanze e io, con un certo imbarazzo, cerco di sorvolare. Questo mi provoca un disagio che, razionalmente, riconosco ingiustificato ma che, a livello emotivo, mi toglie in parte il piacere di riprendere il mio tanto amato servizio.

Mi piacerebbe conoscere l’esperienza e il sentire di altri volontari. Volete?  Grazie      

Marinella

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