Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for settembre 2014

Primo Approdo

E si, primo approdo perché sono tre gli approdi previsti all’hospice Fondazione Roma e, se tutti gli attracchi avverranno così felicemente come il primo, potremo dire che questa “crociera” avrà avuto un grande successo.

Sabato 20 Settembre: una giornata quasi plumbea con un elevato grado di umidità che rende l’aria appiccicosa e il respiro difficoltoso. 16 i partecipanti e tutti sicuramente motivati ma quando faccio il giro delle presentazioni chiedendo a ognuno di esprimere con un termine meteorologico il proprio stato d’animo del momento, mi rendo conto che, pur essendoci qualche timido raggio di sole, le nuvole e l’aria temporalesca non sono solo in cielo!
Vediamo un po’, mi dico, se stasera sarà spuntato un bel sole.

In effetti man mano che il lavoro procede e già dopo la fase preparatoria, sento che l’attenzione data al nostro corpo e ai nostri “bisogni sottili” ha già iniziato a creare sprazzi di sereno. E poi è un crescendo di emozioni, di tenerezza, di abbandono di vera e intensa partecipazione non solo all’apprendimento di una nuova filosofia di massaggio, di un nuovo modo di comunicare e di “stare” nella relazione con il malato attraverso un contatto psico-corporeo, ma anche al cambiamento che inevitabilmente questa esperienza provoca in chi la compie.

Bellissimo per me che percepisco come operatori e volontari siano un terreno fertile nel quale posso gettare semi a piene mani e direi molto positivo per loro che al termine della giornata si sentono illuminati dalla luce del sole o di un tramonto dorato.

I prossimi “approdi” sono previsti per il 4 e il 18 Ottobre. Poi vi racconto!

Marinella

Annunci

Read Full Post »

CARISSIMI TUTTI…

Per quanto mi sforzi e mi prepari ogni volta a non concedere di me più di tanto, una volta varcato quel portone, per quanto cerchi di porre un’argine alle lacrime, uno stop alla confusione dei sentimenti, una specie di spartiacque tra me e loro, non è mai scontato il silenzio e la fine di una storia.
E’ facile dire non ti fare coinvolgere, tu sei tu , devi solo portare una parola di conforto, un aiuto marginale, accompagnarli nel cammino verso la fine… ma dici niente accompagnarli? E con quali parole, con quali sotterfugi, con quali silenzi? E a me che resta di loro? Più vado avanti per questa strada più ho coscienza della difficoltà che comporta la condivisione della vita quando questa è alla fine del cammino per chi ti sta a guardare e a sentire e nulla ignori della tua personale storia. Che ne sarà di me? Anche io un giorno avrò qualcuno che mi parlerà, mi terrà per mano, mi accompagnerà in vita verso la fine dei miei giorni? Ed io lo vorrò avere questo qualcuno o urlerò la mia rabbia, la mia piena coscienza della fine e bestemmierò il Signore perché così è la strada che devo percorrere? Le domande si affacciano spontaneamente di fronte allo sguardo di chi non ha più la forza di urlare la sua rabbia e mi guarda attraverso la mascherina ad ossigeno come da infinitamente lontano….

Rientro a casa, accendo il computer e scrivo, prima che il tempo passi, prima di dimenticare.
Sul tavolino all’entrata della mia stanza da letto un rotolo di cartoncino mi ricorda ogni volta che passa un po’ della storia di lui, uno dei tanti , uno solo, lui che ho incontrato in hospice e che a mia richiesta mi ha lasciato un ricordo di sé, un viso d’uomo evocato lì, nero su bianco, con il foglio poggiato sulle gambe a squadra nel suo letto al n. 12. Gli occhi erano azzurri come i risvolti del suo pigiama, sorrideva al nostro apparire sulla soglia, a modo suo ci aspettava, lo sapeva che ogni giorno ce n’era uno nuovo, e lui ci aspettava tutti, e a tutti raccontava la storia della sua vita, il suo lavoro di tornitore alla Zecca di Stato, la sua capacità nel disegno che sorprendeva colleghi e superiori e di cui si scherniva senza vantarsi. Era capace, sì, era un dono ed era contento di possederlo. Ma alla nuora chiedeva la carta particolare per il disegno e le mine morbide o ruvide, voleva gli arnesi del mestiere giusti. Non si contentava. E la nuora lei lo accontentava con un sorriso , lo adorava , perché lui aveva voluto bene a lei accogliendola acasa sua quando ilpadre l’aveva cacciata in seguito ad una sua scappata con il ragazzo che amava. Perché piangi? Mica sei in mezzo a una strada, vieni a casa mia, dove si sta in tre si sta in quattro. Lui la moglie il figlio e la sua ragazza. Come non volergli bene? Poi le cose si erano aggiustate, i ragazzi si erano sposati, la loro famiglia era cresciuta, ognuno aveva trovato la propria strada, ma intanto lui l’aveva aperta quella strada, al momento giusto. E poi la moglie se ne era andata e adesso era lui che aveva bisogno di tutti loro. Gli amici più cari lo andavano a trovare, una partita a carte, i ricordi da rimestare, l a vita da far riaffiorare per giustificare tanto dolore, perché uno di loro se ne andava. Gli ultimi giorni gli occhi azzurri erano due fessure di luce e di saluto, non parlava più ma non si lamentava, con la mascherina ad ossigeno accompagnava il faticoso sollevarsi del torace e a modo suo ringraziava ancora una volta della presenza, che altro non era, la nostra, un esserci perché la vita è anche presenza nel momento in cui le parole non servono più.
Accanto a lui sul comodino le matite e i fogli hanno già trovato la loro sistemazione definitiva.
Lei invece se n’era andata da un giorno all’altro. Così almeno era apparso a tutti noi. Era ancora così maledettamente combattiva, cosi arrabbiata verso chi decideva della sua vita e dei suoi affetti….Un bel viso, gli ultimi tempi gonfio per il cortisone ma uguemente bella la pelle senza una ruga, un bel sorriso, un viso pieno, la corporatura robusta, il suo apparire ingombrante e vistoso ma a modo suo vivace, sembrava la padrona di casa in hospice. Seduta all’entrata, con la compagnia di turno, truccata ingioiellata, con una voglia di vivere che ti faceva spontaneamente andarle incontro ed abbracciarla e dirle brava – brava perché reagisci brava perché non ti arrendi accidenti ! – e poi allora che mi racconti? Perché aveva molte più cose da dire lei reclusa fra quattro mura che tutti noi che venivamo dalla nostra vita che ci sembrava tanto normale. E la sua vita a secondo dell’umore la raccontava, la rielaborava e la infiocchettava con mille rimpianti,mille ricordi mille occasioni perse e sempre un progetto piccolo lontano semplice nella sua ovvietà che comunque era speranza di guarigione. Anche perché c’era un figlio di mezzo e per questo figlio lei stravedeva. Era bello, alto, a modo suo simpatico e poi andava bene a scuola , viveva in una casa – famiglia sulla Cassia, ma come non lo sai? E come faccio a saperlo, comunque bene , questo figlio è importante…è stato promosso , deve andare in un campo scuola in Aspromonte…non non è andato più…è con mia sorella…con il padre…non lo so non mi risponde al cellulare… gli stessi strazi e angosce e rabbie di ogni madre solo che lei era prigioniera… e aveva sempre tante richieste da esaudire e tutte noi facevamo del nostro meglio per contentarla…erano richieste così povere e sciocche e minime eppure erano desideri di vita , una crema per il viso, per le mani per il corpo, un bagno schiuma , una tintura per i capelli..ma com’erano i suoi capelli castani, neri…l’ultima volta che ho sbirciato nella sua stanza erano neri i capelli, raccolti in alto per non sudare e lei sul letto dormiva, aveva sempre tanto sonno poi ci vedeva e si alzava anche se non poteva da sola, le metastasi le avevano mangiato le ossa e la bella impalcatura ogni tanto cedeva alle sue continue disubbidienze…aspetta non puoi fare da sola chiamo l’infermiere…no ..no ce la faccio passami la sedia a rotelle…accidenti però! sei tosta…che mi hai portato? Ognuna di noi pensava a lei e le portava un pensiero che era il segno concreto del nostro affetto così combattuto per lei che ci sembrava una sorella minore disgraziata. Se ne è andata durante l’estate, non ha aspettato il nostro ritorno,il suo viaggio era già un bel pezzo in là….
Si, carissimi tutti cui non possiamo che dedicare un attimo infinitesimale della nostra vita, e che al contrario ci date modo di pensare a quanto dobbiamo essere grate al Signore per quello che ogni giorno ci dà….già, e la domanda sorge spontanea: perché a noi sì e no a lei , no a lui ,ai mille altri che incontriamo lungo la strada? Bella domanda e nessuna risposta. È inutile che lei urli e imprechi perchè basta non vuole più vedersi così, non vuole il marito vicino, non vuole la figlia e poi…. E poi non ha più neanche la forza di non volere….la carnagione molto chiara, quello che resta dei capelli, una leggera peluria rossiccia fa immaginare una bella ragazza , perché l’immaginazione è salvifica, ci fa volare lontani, ma ci fa atterrare su di una realtà che non facciamo fatica a intravedere. E’ una bella ragazza, una bella signora, è lei e basta. Chi l’ha conosciuta non la dimentica, chi la conosce oggi la inquadra subito e il cuore e la mente la trasformano …bei lineamenti, delicata, capelli rossi, tante lentiggini anche se oggi le ecchimosi degli aghi della flebo hanno sconvolto il disegno originale ma non l’hanno cancellato…
Quanto bene o quanto male fa questo continuo contatto con la malattia e la morte? Ma forse non è in questi termini da porre la domanda , se vogliamo dare a tutte le nostre scelte un senso positivo dobbiamo domandarci: quanto bene ci fa l’incontro con l’umanità al di fuori ed altro da noi? Ecco mettiamolo in questi termini l’esperienza dell’hospice nella vita di chi sceglie una strada di volontariato, non riferiamoci a ciò che toglie ma a ciò che regala, perché ogni volta che si esce da una stanza in cui le anime si sono incontrate si ha l’impressione di aver abbracciato l’umanità intera.

Adele

Read Full Post »

UN AMICO RITROVATO

Ignazio Punzi: un giovane psicologo che ho conosciuto quasi 20 anni fa, con il quale ho fatto un piccolo pezzo di strada e poi, come spesso accade nella vita, ci siamo completamente persi di vista. Ma ne ho sempre conservato un ricordo luminoso e quando qualche giorno fa un amico mi ha chiesto di indicargli uno psicologo con una specifica esperienza mi è subito venuto in mente Ignazio.

Come fare per ritrovarlo dopo tanti anni? Sarà ancora a Roma? Dubitavo fortemente di riuscirci ma la mia tanto criticata mania di non buttare via nulla questa volta mi ha aiutata e in una vecchia e obsoleta agenda ho ritrovato il suo numero di casa, di allora. Titubante ho chiamato e a una gentile voce femminile ho spiegato chi ero e chi cercavo. “Glielo passo” mi ha detto la voce gentile. Che colpo di fortuna ho pensato subito ma ancora non sapevo quale Ignazio, avrei ritrovato.

Sorvolo sulla lunghissima telefonata nel tentativo di raccontarci a vicenda tanti anni di vita ma la conclusione è stata la promessa di Ignazio di venirmi a trovare. Così è stato e quale magnifica sorpresa ritrovare non solo la persona luminosa che ricordavo ma oggi risplendente di una luce nuova, dovuta non solo alla maturità ma al cammino di ricerca e dono che ha percorso in questi anni.

Ignazio, sempre molto impegnato nel sociale, ha fondato l’associazione “L’aratro e la stella e da qualche tempo promuove un percorso attraverso quattro Approdi, alla ricerca dell’isola sconosciuta che è in noi. Oggi accanto all’attività clinica svolge anche un’intensa attività di formazione e supervisione ma la mia netta sensazione è che il viaggio verso l’isola sconosciuta sia il fulcro di quell’entusiasmo che mi ha comunicato così intensamente.

Ovviamente mi metterò in…viaggio in occasione del prossimo Approdo previsto per il week-end 24-26 Ottobre e, se siete curiosi e avete voglia di viaggiare, vi consiglio di andare a sbirciare in questi due siti http://www.laratroelastella.it e http://www.isolasconosciuta.it

Che magnifico dono è ritrovare un amico!

Marinella

Read Full Post »

SETTEMBRE

Settembre porta già nel suo nome un presagio di autunno anche se le giornate sono ancora calde, luminose e colorate. Man mano che i giorni si susseguono i colori si appannano e comincia ad apparire qualche sfumatura bionda che poi gradualmente vira nel dorato.

E’ un mese generalmente piacevole e coloro che hanno avuto la fortuna di poter andare in vacanza, una volta superato lo stress del rientro, sono animati da …buone intenzioni e rinnovata energia.

Questa atmosfera in un certo senso si respira anche in hospice. Sia gli operatori che i volontari sono impegnati nel progettare nuove forme di integrazione per offrire una assistenza sempre più completa e avvolgente ai malati ed ai loro familiari.

Quest’anno possiamo assicurare una ripresa dell’attività (solo rallentata durante l’estate) con due volontari in più e potremo raddoppiare il turno di presenza in due giorni alla settimana. Un auspicio che era rimasto insoddisfatto per lungo tempo e che finalmente possiamo realizzare con un buon collegamento tra il volontario presente di mattina e quello del pomeriggio. Solo così infatti sarà possibile indirizzare la presenza del volontario pomeridiano verso quelle unità sofferenti più bisognose di sostegno.

Questo risultato è stato reso possibile dalla sensibilità e disponibilità del Corriere della Sera che, in occasione della campagna stampa per reclutare nuovi volontari prima del corso di formazione 2013, ha pubblicato una nostra lettera nella quale spiegavamo i motivi della nostra…fame di volontari! I risultati sono stati così positivi che abbiamo potuto coprire il naturale turn-over e ampliare il servizio sia a domicilio che in hospice. E questa è una buona occasione per ringraziare ancora chi ha accolto il nostro appello.

L’auspicio di questo Settembre è dunque quello di trovare di nuovo giornalisti sensibili e generosi perché abbiamo ancora…fame di volontari! Io sono fiduciosa e spero!

Marinella

Read Full Post »

IN MONTAGNA

Ebbene si, i dieci giorni trascorsi sulle Alpi mi hanno permesso di sentirmi… fuori dal mondo. I paesaggi fiabeschi del Tirolo, i prati verdissimi come mai prima, il suono dolce o fragoroso delle acque che scorrono ovunque, le mucche lente e placide che la fanno da padrone sui sentieri di montagna, tutto suggeriva l’immagine di una vita senza tempo dove solo i ritmi della natura scandiscono le ore del giorno.

Ne avevo proprio bisogno e le soste nei rifugi con favolose polente ai funghi, canederli di vario genere, strudel e altre gustose prelibatezze mi hanno fatto cedere anche troppo ai piaceri della gola (+ 3 Kg.!).

Ha piovuto molto è vero ma, insieme agli amici con i quali ero partita non ci siamo lasciati scoraggiare e abbiamo affrontato i sentieri montani armati di giacche a vento, berretti e anche ombrelli.

Queste giornate sono state arricchite anche da un aspetto meno ludico: ci ha infatti raggiunto dall’Umbria un anziano sacerdote, molto allineato con Papa Francesco, che ogni giorno ci ha offerto una “provocazione” sul tema della Fede.
La prima è stata “credere per capire o capire per credere”? E a seguire dubbio e fede, fede e incredulità, fede e assenza di Dio, fede e grazia, fede libertà e fiducia. Temi molto ampi sui quali abbiamo discusso apertamente e rimasti ovviamente tutti …aperti.

Insomma sono tornata con corpo e spirito ben nutriti ma mentre il corpo ora deve rientrare nelle primitive dimensioni, lo spirito ha ancora più voglia di nutrimento.

Marinella

Read Full Post »