Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for febbraio 2009

Ieri mattina sono andata a visitare i genitori di quella ragazza uccisa martedì scorso insieme alla sua piccola dall’ex compagno di origine marocchina. Non conoscevo personalmente i suoi genitori anche se lei lavorava come operatrice da diversi anni nei miei Istituti ma mi hanno accolto con affetto come se questa immane tragedia in qualche modo colmasse ogni distanza tra noi. Gente semplice e di gran cuore che aveva accolto quel giovane straniero come un figlio, felici dell’arrivo di quella vivacissima nipotina che riempiva la loro casa e le loro giornate di gioiosa vitalità, arrivata anche in un momento difficile della famiglia così impegnata ad affrontare da tempo e con coraggio una grave malattia della madre di Elisabetta. Un dolore oggi il loro, immenso, misto ad incredulità e rabbia come spesso accade in queste circostanze ma composto, quasi sommesso nella loro lacerante sofferenza. Ed io non ho potuto fare altro che ascoltare ed accogliere in silenzio il loro narrare di vita e di morte, trattenere la mano che mi mostrava i sorrisi di Elisabetta ed Arianna che dalle tante foto illuminano quella casa e la loro struggente nostalgia per quelle giovani vite spezzate in un modo così crudele. Non parole di commiato ma un abbraccio e la promessa di tornare a trovarli, quando il clamore dell’evento e le luci dei riflettori si saranno spente, lasciandoli soli a raccogliere i pezzi delle loro vite così profondamente lacerate.

Silvana B.

Annunci

Read Full Post »

Liberi di decidere

Ieri sera a Firenze presso il teatro Puccini si è tenuta la prima assemblea dell’associazione “LIberi di decidere“. Il teatro era stacolmo di persone di tutte le età, di diversa estrazione e credo politico e religioso. Questo ha reso evidente che le vicende dei singoli possono a volte veicolare, nel mezzo di tanta mancanza di rispetto, un messaggio di consapevolezza. La vita di Eluana, più della sua morte, hanno reso partecipi molti di noi alle sofferenze sue e dei suoi genitori. Sempre più persone si accostano alle problematiche di fine vita con diversa sensibilità. Credo non sia un male: nello stesso momento in cui mi immedesimo nella situazione vissuta da altri mi sento loro più vicina. E’ un modo per arrivare all’empatia. Al di là della Fede professata, auguro a tutti di scegliere nella coerenza ma soprattutto nel sostegno da parte degli altri, compagni di vita, semplici vicini, o accoglienti sconosciuti, come spesso noi volontari rimaniamo .

Patrizia

Read Full Post »

FORTUNATA

Ieri un venerdì pomeriggio insolito in hospice (sorrido del fatto che mi sia venuto il termine “insolito”, come se fossi lì da anni…). Ho partecipato alla mia prima doppia riunione tra volontari, “vecchi” e “nuovi”…disposti in due cerchi concentrici, abbiamo assistito reciprocamente e senza interferire “dall’esterno” alla riunione tra i “vecchi”, e poi partecipato alla nostra. Tanti i temi…le difficoltà, le gioie e le aspettative, il proprio modo di vivere il tempo accanto ai pazienti, la propria “mappa”, che come ha detto Giampiero, non è il “territorio”. C’era chi parlava con fluidità e chi con profonda emozione. Quando è arrivato il mio momento, come spesso mi accade in questi casi, ho avuto un ingorgo di parole nella mente e sono riuscita a esprimere solo in piccola parte il tanto che ho elaborato in me in questo mese di esperienza in hospice..ma non importa, ho detto un decimo, ma ho ascoltato tantissimo. Mentre ascoltavo ho pensato alla grande “fortuna” che mi è toccata, al privilegio di entrare in contatto con una umanità così piena, vera, bellissima, e spesso così splendidamente differente da me…eppure così uguale. Abbiamo un comune denominatore noi tutti che siamo lì…e forse più di uno. Sono una donna fortunata, mi dicevo tornando a casa.

Monica

Read Full Post »

UN PARERE DA CONOSCERE

Giorni fa la mia cara amica Annalisa Frigo mi ha segnalato una lettera pubblicata sul sito  http://www.combonifem.it/ subito dopo la morte di Eluana.

Oggi il clamore intorno a questo tragico evento si sta calmando ma nelle nostre coscienze rimangono forti gli interrogativi sull’accaduto, qualunque sia la nostra posizione in merito. E’ per questo che ho chiesto ad Annalisa il permesso di inserire la sua testimonianza sul nostro blog. Ritengo importante portarla  a conoscenza del maggior numero di persone possibile affinché ognuno possa meditarvi. Grazie Annalisa.        Marinella 

Io, medico, davanti a Eluana

Lisa

09.02.2009: /

Carissime, grazie per il «balsamo il silenzio»! (Il riferimento è all’ultima newsletter di Combonifem.it, NdR)

Da mesi il mio cuore è turbato. Era il 9 luglio quando seppi della decisione della Corte d’appello di Milano – che accolse la richiesta del padre tutore di interrompere l’alimentazione – e subito temetti che il clamore di questa vicenda ci avrebbe impedito di fermarci accanto al dolore, riflettere, crescere assieme. Ed eccoci, schierati, aizzati dall’onda di emotività, incapaci di pietà, pronti ad infangare il nemico ed a sottoscrivere pagine di grave disumanità, a varare leggi imposte dai giochi di potere e non costruite a servizio dell’uomo sofferente. Ho ascoltato, in questi giorni, le più gravi menzogne, ho udito parole di delirio di menti malate(come definire altrimenti l’ipotesi di una possibile gravidanza a sostegno del mantenere in vita quel corpo – “contenitore” perché dotato di organi ed apparati potenzialmente in grado di funzionare – martoriato? Che concezione della donna, della maternità?).

“Signore, che il suo corpo riposi in pace e la sua anima continui a vegliare con Te sui suoi cari!” è l’unica supplica che il mio cuore sa dire.

Sono un medico, mi occupo degli ultimi, dei morenti, servendo la vitacome dono di Dio: dono, che si riceve e non si pretende, che si accoglie edi cui ci si prende cura, fino a quando Lui ce lo richiede.

Questo è il punto: la sua vita – dono – s’è interrotta in un testacoda contro il muro di una casa nel 1992 e i progressi della tecnica medica – e non Dio – hanno riportato il corpo di Eluana ad una vita che non è vita completa, tanto che per definirla abbiamo coniato il termine di stato vegetativo.

Dio, dove sta?
Certo, accanto a chi ama Eluana, comunque.
C’è chi la ama come figlia e si è preso cura del suo corpo amorevolmente e vorrebbe continuare a farlo…
C’è chi la ama perché figlia e chiede di rispettare la dignità della sua persona, impedendo a quel corpo di essere mantenuto in vita in stato vegetativo…

Io, dove sto?
In questo momento vorrei solo stare accanto a papà Beppino, in silenzio per dirgli che son madre, so e capisco… Vorrei abbracciarlo, piangere con lui. Lo farei sicuramente: anch’io ho perso una figlia.
Potrei anche andarci, volendo: non è neppur lontano da qui…
Ma resto qui, in silenzio, per non dover sentire l’assordante suono dei contrapposti schieramenti, che sbandierano principi e non rispettano ogni singola realtà. O forse resto perché semplicemente non mi voglio schierare, non ora.

Domani si riprende con il lavoro: cercherò di togliere dolore, portare un sorriso, lottare per rendere la vita di chi mi è affidato, ricca di senso e dignità, fino all’ultimo respiro.
Il silenzio, in questo tempo, si fa ascolto da cui nascerà parola:
Siediti ai bordi dell’aurora, per te si leverà il sole.
Siediti ai bordi della notte, per te scintilleranno le stelle.
Siediti ai bordi del torrente, per te canterà l’usignolo.
Siediti ai bordi del silenzio,DIO ti parlerà.
(Swami Viveckananda
)

Vi ringrazio per la vostra presenza, vigilanza ed attenzione ai temi forti del quotidiano del mondo e mi rallegro del femminile che vi traspare!

P.S.: A margine mi schiero su un altro tema: io sono un medico che non farà mai la “spia”! Anche qui il balsamo del silenzio funziona: anzi, in questo caso, davvero il “silenzio è d’oro”.

Read Full Post »

NEVE

Sono tornata in montagna, dopo tanto tempo, dopo un infortunio al ginocchio e il timore che ne è seguito. Nel freddo bianco che mi avvolgeva ieri sentivo il ritmo del mio respiro, le gambe rispondere, e il cuore battere in armonia…che gioia! Il corpo, paziente servitore. Siamo così abituati a sentirlo rispondere che quando si ammala ci sorprende, come il più subdolo dei tradimenti. Venerdì in hospice ho detto a … che sarei andata sulla neve, che le ricorda tanto la sua terra, e le avrei portato qualcosa. Ma mi chiedevo cosa, a parte una foto sul cellulare, cosa può far entrare il “mondo di fuori” nella sua stanza? Ma credo di aver trovato qualcosa. Nel ritorno in pullman mi ero assopita quando qualcuno ha detto “che meraviglia” e ho aperto gli occhi…notturna del lago di scanno, una luce forte illuminava gli alberi innevati accanto a una casa che si riflettevano giallo ocra sul nero dell’acqua. L’incanto mi è penetrato dentro ed ecco cosa portare a … venerdì, dai miei occhi ai suoi, attraverso l’anima…e non vedo l’ora!

Monica

Read Full Post »

MAGIA

Ieri mattina sono andata in hospice perché avevo promesso un massaggio alla mia cara “luminosa ragazza”. B. aveva avuto un aggravamento nei due giorni trascorsi dalla mia ultima visita ed era meglio non toccarla.

Troppo dispiaciuta di non poter ricevere null’altro che la mia semplice presenza, mi  ha chiesto in un sussurro di massaggiare la sua zia, arrivata la sera precedente da Torino e che l’aveva vegliata per tutta la notte. Ben contenta di poter fare in qualche modo qualcosa per lei, ho iniziato un massaggio a spalle, collo e testa e mentre muovevo le mie mani con la stessa tenerezza usata per B. mi sono soffermata con il pensiero sulla sua generosità . Anche giunta al limite estremo della sua vita terrena, dolorante e sofferente, anziché concentrarsi e chiudersi sulla sua sofferenza, fisica, spirituale, affettiva, B. si preoccupava della stanchezza della zia.

E’ stato allora che ho percepito, come per magia, che quella stanza era pervasa da uno straordinario amore. Un amore che avvolgeva noi tre e ci metteva in un tipo di comunicazione del tutto speciale.

Non so se ti potrò salutare ancora domani, mia cara dolcissima B. ma per oggi voglio salutarti con queste parole di William Shakespeare:

Siate risoluti davanti alla morte; e la morte e la vita vi saranno più dolci”.

  Marinella

Read Full Post »

Il Prof. Numa Cellini mi ha invitata, insieme al Dr. Vito Ferri, ad intervenire ad una lezione del Corso per Volontari che si sta tenendo al Gemelli, per parlare sul tema del SOLLIEVO.

E’ diffiicile esprimere in parole cosa significa poter offrire momenti di sollievo ad un malato ed allora ho pensato che la cosa migliore da fare era raccontare la mia esperienza con la “luminosa ragazza” della quale oramai vi ho parlato tante volte. Il contatto, il massaggio amorevole, la dolcezza della relazione che si stabilisce, la profondità e la tenerezza della comunicazione, il senso di completa condivisione e accoglienza e infine il sonno riparatore che interrompe la spirale della sofferenza fisica. Tutto questo è sollievo.

Ma è sollievo anche il semplice ascolto di una persona che ha il cuore gonfio di preoccupazione o che è sopraffatta dalla stanchezza di una situazione troppo pesante, o che soffre per la malattia di un congiunto e tante altre sono le occasioni di poter…sollevare!

La prossima Giornata del Sollievo sarà celebrata il 31 Maggio p:v: e allora prepariamoci tutti a partecipare con gioia a questo evento e ad “offrire sollievo” in ogni occasione della nostra vita quotidiana.

Marinella

Read Full Post »

Older Posts »