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Archive for ottobre 2012

POTENZA 1

Una mattina di metà Settembre squilla il telefono: pronto? Chiamo da Potenza per sentire se lei sarebbe disponibile a fare una formazione in Nurturing Touch di 30 ore per i volontari dell’hospice San Carlo.
Mmm, penso, subito intrigata dalla prospettiva di diffondere ulteriormente il Nurturing Touch al Sud ma anche perplessa perché so che Potenza è una città mal collegata con Roma e sono ancora stanca per un recente lungo viaggio in pullman. Ma man mano che parlo con la vicepresidente dell’Associazione Amici dell’hospice San Carlo che mi ha chiamato, mi lascio contagiare dal suo entusiasmo e accetto.
Entriamo nei dettagli dell’organizzazione e, sentito che si tratta di 40 persone, decidiamo di tenere due percorsi formativi: 20+20. Ecco perché ho messo come titolo Potenza 1.E’ previsto che sia sia anche Potenza 2!
Dopo un viaggio abbastanza disastroso eccomi dunque nella tarda serata del 19 Ottobre arrivare in questa bella città, Una simpatica e veloce cena, i primi scambi di informazioni e poi subito a nanna in vista di un laboratorio esperienziale di 9 ore per il giorno successivo.
Il 20 mattina, puntualissimi, arrivano i partecipanti. Mediamente molto giovani e con gli occhi che brillano per l’aspettativa di questo insolito percorso formativo.
Dopo una breve introduzione li ho condotti gradualmente a prendere coscienza del loro respiro, a rilassarsi ed infine ad una bella meditazione in coppia. Ecco dunque comprendere come il Nurturing Touch non sia tanto una tecnica di massaggio quanto uno strumento di comunicazione di affettività e di “care”
Mi è stato subito chiaro come i partecipanti fossero terreno fertile per questa semina e di come sapessero assorbire e fare propria questa straordinaria esperienza. Evidentemente il terreno era stato ben preparato e nutrito in precedenza e non solo con l’attività in hospice!
E’ stato un crescendo di coinvolgimento, di fiducia, di abbandono, di scambio di amore/agape.Due giornate di lavoro intenso in un clima di calma e serenitàm dalle quali siamo usciti tutti, anche io, più o meno significativamente cambiati
Io ho cercato di trasmettere loro le mie conoscenze e la mia esperienza, loro ne hanno tratto il massimo profitto e mi hanno trasmesso il loro entusiasmo e la loro gioia nello scoprire il significato di ciò che le nostre mani possono trasmettere. In sostanza di scoprire le potenzialità e il valore delle nostre mani.
Grazie, cari ragazzi, è stato bello lavorare con voi e conto di rivedervi tutti prestissimo.
Marinella

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VILLA SPERANZA 2012

Anche quest’anno il responsabile per la formazione dei volontari di Villa Speranza mi ha chiesto di tenere una lezione di Nurturing Touch nell’ambito del corso 2012. Ho immediatamente aderito alla richiesta dell’amico Franco Mozzetti perché amo trasferire ai più giovani tutto ciò che ho avuto la fortuna di poter apprendere.
In due ore si può solo sparare un flash, aprire una finestra sulle potenzialità immense del contatto corporeo. Sono quindi state due ore intensissime, entusiasmanti e coinvolgenti che hanno permesso anche una piccola esperienza pratica.
Il Nurturing Touch(tocco che nutre) ideato dalla terapista neozelandese Peggy Dawson ma, prima di questo, l’Aptonomia (scienza dell’affettività trasmessa attraverso il contatto) ideata dal medico olandese ebreo Franz Veldman dopo la sua terribile esperienza come deportato nei campi di sterminio tedeschi, mi hanno introdotta in un mondo sconosciuto: quello della comunicazione attraverso il contatto. Ed è su questo mondo che ho cercato di far affacciare gli interessatissimi aspiranti volontari.
Io ho avuto la fortuna di poter frequentare molti anni fa un laboratorio esperienziale di Aptonomia con Marie De Hennezel – la psicologa francese notissima per il suo libro “La morte amica” – che ha applicato al tramonto della vita l’Aptonomia, fino ad allora dedicata prevalentemente all’età neonatale.

Altrettanto fortunato è stati l’incontro con Peggy Dawson la prima volta che è venuta in Italia nel 2003. E’ stato reciprocamente amore al primo tocco e, prima come allieva poi come traduttrice e collaboratrice, sono stati 7 anni di appassionato approfondimento della materia da parte mia e di esperienza entusiasmante che mi ha anche portato due volte in Nuova Zelanda. Anche a distanza Peggy è sempre “la mia maestra” e nei casi più problematici non esito a consultarla.
Nelle due ore a disposizione ho cercato di passare ai volontari il concetto che la conoscenza delle potenzialità delle nostre mani, di ciò che possono comunicare, non è solo un prezioso strumento per il volontario ma è una consapevolezza che può cambiare la nostra vita e il nostro modo di relazionarci con gli altri.
Ci sarò riuscita? Non lo so ma lo spero.
Marinella

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…ASCOLTO METROPOLITANO

Qualche giorno fa mi sono recata in una zona di Roma che conosco poco: prima la metropolitana, poi il trenino e infine l’uscita in una strada sconosciuta sulla quale non sapevo che direzione prendere.
Ho fermato un signore anzianotto dall’aspetto garbato e ho chiesto informazioni. Il signore, gentilissimo, mi ha indicato il percorso e si è anche offerto di accompagnarmi,” tanto sono uscito solo per una passeggiata” ha aggiunto.
Pensavo di potermela cavare bene da sola ma di fronte a tanta cortesia non me la sono sentita di opporre un rifiuto. Ci siamo così incamminati e la mia guida ha iniziato a raccontarmi della sua vita di lavoro, poi dei suoi figli e del genero che lui aveva tanto aiutato e incoraggiato a lasciare il lavoro i n città e tornare a coltivare la terra come era la sua passione. Poi dei successi di quest’ultimo come imprenditore agricolo e infine io ero arrivata a destinazione.
Molti ringraziamenti da parte mia e una stretta di mano. Ero appena entrata nel cancello quando mi sono sentita richiamare: “signora, aspetti un momento, le voglio far vedere la foto sul cellulare della mia ultima nipotina di un mese”! I miei complimenti e ci siamo definitivamente congedati.
Verso sera, nel lungo viaggio di rientro verso casa pensavo a quanto è forte, soprattutto nelle grandi città, il bisogno di essere ascoltati, di comunicare, di relazionarsi, non solo nei luoghi della sofferenza o del disagio, ma ovunque, in famiglia dove gli spazi dedicati alla conversazione sono stati occupati dalla TV, e persino con una sconosciuta in strada!
Nei piccoli centri questo non accade perché il tempo di vita scorre più lento e capita sempre di poter scambiare quattro parole con una persona conosciuta, condividere una gioia o un dolore, relazionarsi in qualche modo. Ma in queste metropoli così alienanti dove il rapporto tra amici è quasi più affidato alla mail che al telefono, il calore di una voce umana, il sorriso che accompagna un
saluto, una stretta di mano diventano parte di quei famosi bisogni sottili, che sono così importanti per la qualità della nostra vita quotidiana e che ci rendono uomini veri.
Una realtà della quale ci piacerebbe riappropriarci anche nelle metropoli come Roma.
Marinella

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Ovvero; come si conquista una donna. Questo il sottotitolo del poemetto che Pino ha scritto in versi, in occasione delle sue nozze d’oro con Giulia, mia carissima compagna di liceo a Napoli. E ancora, spiega il testo: la scena si svolge in un oscuro laboratorio di fisica nucleare dell’università di Napoli nei primi anni ’60.
Conoscendo la seriosità di Giulia e Pino, ho trovato sorprendente e deliziosa la garbata e affettuosa ironia del testo letto da Pino durante il rinfresco.
Nozze d’oro: un traguardo che oggi viene raggiunto sempre più frequentemente e quindi non è la prima volta che partecipo a questo tipo di festeggiamento. Quello di oggi, tuttavia, è stato davvero bello e sentito. Giulia e Pino circondati dai loro 3 magnifici figli e 4 splendidi nipoti, presenti solo i familiari e gli amici di una vita, che hanno condiviso con loro gioie e dolori della lunga vita matrimoniale e che oggi con tutto il cuore hanno partecipato a questo felice evento.
In questo mondo dove attualmente tutto è fragile, dove le unioni si sciolgono e si ricompongono con estrema e superficiale facilità, è stato confortante sentirsi avvolti come da un mantello protettivo, dal calore e dalla forza della famiglia di Giulia e Pino.
Anche attraverso questo spazio di condivisione mi piace rinnovare ai miei cari amici i miei auguri più veri, sentiti e affettuosi. Grazie per essere miei amici di una vita!
Marinella

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UTO UGHI PER ANTEA

Una ventina di anni fa quando ero segretario generale dell’AMSO, tentai per molti mesi di ottenere che Uto Ughi tenesse un concerto in favore delle attività dell’Associazione ma la segretaria ci rimandò di mese in mese fino a dirci che era proprio impossibile. Rimanemmo delusi ma si sa che i tentativi non sempre vanno a buon fine!
E’ con uno stato d’animo un po’ particolare quindi che ieri sono andata ad ascoltare il concerto che Ughi ha tenuto in favore di ANTEA: contentissima per ANTEA, della cui grande famiglia sento di fare parte anche io, e nel contempo con la sensazione di ricevere una specie di…. compensazione? Buffo davvero!
L’ambientazione, grondante di storia (e di pioggia): la collina del Campidoglio. Il luogo: la Basilica di S. Maria in Ara Coeli oggi dotata di una sofisticata tecnologia che consente di percepire tutta la purezza del suono. La musica: Vivaldi e Mozart.
Una moltitudine di persone affollava la scalinata molto prima dell’inizio del concerto nonostante la pioggia battente e solo lentamente è stato possibile entrare nella splendida Basilica. Quando si sono spente le tante luci e sono rimasti accesi solo i grandi lampadari di cristallo, l’atmosfera è divenuta quasi magica e il silenzio si è fatto totale. L’orchestra giovanile di Uto Ughi ha suonato Vivaldi e il Maestro, che molto sportivamente una volta arrivato sul podio ha dichiarato di essersi dimenticato una cosa importante e si è allontanato un attimo, ha dedicato al pubblico il concerto di Mozart in la maggiore K219.
Molti gli applausi non solo per il Maestro ma anche per l’ottima orchestra e per ANTEA che, come ha illustrato la presidente Claudia Monti in apertura del concerto, si impegna quotidianamente con professionalità, umanità ed entusiasmo per una sempre migliore attuazione delle cure palliative verso i malati e per la formazione specifica di numerosi operatori sanitari..
Marinella

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