Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for dicembre 2015

NATALE IN HOSPICE

I festeggiamenti per il Natale in hospice sono iniziati il 18 Dicembre quando noi volontarie ci siamo cimentate con le nostre capacità culinarie cucinando le “nostre torte” . Abbiamo invitato degenti, familiari e tutti gli operatori a condividere una fetta di torta scambiandoci gli auguri in un bel momento di gioiosa unione che è stato preceduto dalla celebrazione della S.Messa nel salottino della struttura.

I giorni a seguire mi hanno dato la sensazione di un “tempo sospeso” nel quale nessuno sapeva se avrebbe trascorso la giornata di Natale in hospice…o no!

Stamane ho sentito che il miglior modo per onorare questo Santo Giorno era quello di andare a trovare malati e familiari per condividere lo stato d’animo di ognuno di loro: tutti diversi ma comunque tutti sempre coltivando un qualche tipo di speranza. Ci sono state parole di accettazione,di rabbia, di sconforto, di solitudine,di rassegnazione, di soddisfazione   per un improvviso miglioramento, di stanchezza, di tenerezza e tanti tanti abbracci. Ogni abbraccio era carico di emozioni condivise e di silenziose parole non necessarie per comunicare quei sentimenti di umana solidarietà che tanto scaldano il cuore quando ci si trova in momenti così forti e così difficili.

Sono uscita dall’hospice sentendomi sdoppiata in due diverse persone: una si portava nell’animo un carico emozionale pesante ma tenero, fatto non di parole ma di una comunicazione molto più sottile e avvenuta prevalentemente attraverso il contatto. Questa Marinella aveva il passo un po’ lento e stava elaborando il recentissimo vissuto.

L’altra Marinella invece era consapevole di essere parecchio in ritardo sulla sua tabella di marcia che contemplava un pranzo a casa della figlia, preceduto da un passaggio a casa per prendere le ultime cose (regali, cibo, ecc.).

Le due Marinelle, così diverse tra di loro, hanno fatto un po’ di confusione e il risultato è stato che quella che è arrivata a casa della figlia si era dimenticata cose importantissime nella propria casa ed ha dovuto tornare a prenderle! Decisamente un po’ faticoso ma sapevo che era ben valsa la pena di aver fatto un po’ tardi ed essermi quindi confusa. Anzi ne ero felice!

Marinella

 

Annunci

Read Full Post »

Qualche giorno fa si è tenuta a Roma l’assemblea annuale della Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti, della quale faccio parte da moltissimi anni e oggi in qualità di membro del Comitato dei Garanti.

L’assemblea è un momento importante nella vita di Associazioni e Fondazioni e quando l’appartenenza è di vecchia data è anche un’occasione sia per rivedere amici che nelle città d’Italia dove è presente “la Ghirotti” si impegnano con passione ed entusiasmo nell’attuazione dei fini statutari della Fondazione , sia per vedere scorrere come i fotogrammi di un film i momenti delle precedenti assemblee e rivivere i tanti cambiamenti avvenuti negli anni, l’avvicendarsi delle persone, le diverse fasi che caratterizzano la vita di ogni gruppo così come quella di ogni persona, i successi,le sconfitte e i sogni: sia quelli che si sono realizzati che quelli che sono svaniti.

Ebbene, in questa assemblea abbiamo fatto un bellissimo sogno: un sogno che tutti noi che in modi diversi operiamo nel campo della terapia del dolore e delle cure palliative, vorremmo vedere realizzato in tempi brevissimi.

Ve lo racconto: il sogno è quello di creare un centro dove vengano studiati e curati tutti i tipi di dolore. Beh, non sarebbe una novità, ci sono già alcuni “Hub per curare il dolore” in giro per l’Italia. La specificità di questo progetto, già in fase avanzata, è quella di studiare l’origine dei molteplici tipi di dolore in modo di poter curare non solo il sintomo ma anche ciò che lo causa. Mentre il progetto veniva illustrato nelle grandi linee l’emozione ci ha avvolto come un mantello ovattato facendo sentire più forte e unita la volontà e l’energia dei presenti al fine di rendere possibile la realizzazione di questo sogno così importante e determinante per tutti coloro che provano dolore.

Oggi è un sogno e domani….? Sentiamoci uniti nel coltivare questa speranza!

Marinella

Read Full Post »

E’ NATALE?

Si, si direbbe proprio che il Natale 2015 sia alle porte. Basta guardarsi intorno in strada per rendersene conto. Le vetrine sono festosamente addobbate e le luminarie già accese. Sotto i portici di Piazza Vittorio le bancarelle grondano di oggettistica ed abbigliamento invadendo ogni spazio, e nel palazzo davanti al mio vedo occhieggiare dalle finestre lucine che si accendono e si spengono: segno evidente che gli alberi di Natale sono già stati preparati.

Ieri sono andata a trovare una mia amica ed ho sotto certi aspetti ammirato la casa trasformata in un negozio di articoli per Natale: centrini rossi ovunque, cuscini augurali, angioletti sparsi e in ingresso la Natività con Giuseppe, Maria, il bue l’asinello e ….il Bambinello già nato! Ho osservato che il Bambino si depone nella culla il 24 sera ma la risposta è stata “è più bello così”.

Ecco dove volevo arrivare: è più bello, più colorato, più illuminato, più festoso, pià decorato, più chiassoso! Ma il significato del Santo Natale dove è finito?

Non posso non ricordare come ci si preparava al Natale nella mia famiglia di origine. Solo il 24 pomeriggio Mamma decorava il grande albero acquistato un paio di giorni prima che aveva già profumato la sala di resina creando una speciale atmosfera, mentre Papà terminava l’allestimento del presepio – iniziato un paio di giorni prima data l’ampia struttura ad angolo – posizionandovi casette e personaggi. Solo alla mezzanotte entravamo in corteo familiare nella sala illuminata  dalle lucine di albero e presepio e cantando “Tu scendi dalle stelle”deponevamo il Bambinello nella sua culla di paglia. Quanta emozione e quanto significato in quel momento davvero magico che ci riportava ogni anno alla nascita di Gesù.

Nostalgie di una vecchia signora? Può darsi ma questi ricordi mi invitano a cercare di vivere il Santo Natale nella sua essenza, senzaperaltro negare il piacere della festosità conviviale che ha sempre accompagnato la celebrazione di questo Evento.

Marinella

 

 

Read Full Post »

EMOZIONI CONTRASTANTI

Ieri è stata una giornata molto particolare in hospice per la quantità e diversità di eventi che mi sono trovata ad accogliere.

Vivendo una situazione dopo l’altra non mi sono resa conto di quale altalena emozionale stessi attraversando ma ieri sera quando sono andata a letto ho sperimentato una specie di rigurgito del quale ho dovuto prendere coscienza e consapevolezza, cercando poi di assorbire ed elaborare i vari stati d’animo che si erano avvicendati e accavallati nella lunga giornata di servizio.

Non voglio, non posso e non devo raccontarvene i dettagli ma sento il desiderio di condividere con voi – perché so che questo blog è seguito da lettori molto speciali – qualche tratto di questa giornata particolare.

In mattinata ho incontrato in corridoio la figlia di un signore che stava per raggiungere il suo traguardo e sono riuscita a trasmetterle la mia immagine della morte come “la signora vestita di bianco che ci accoglie”, dell’accompagnamento del morente come “attraversamento del ponte”, della necessità di non lasciare “parole non dette”. Ci siamo salutate con un abbraccio molto tenero. Pochissimi minuti dopo si stringeva a me in un abbraccio bagnato di lacrime perché il suo papà era appena spirato. Ma aveva fatto in tempo ad …accompagnarlo mentre attraversava il ponte. Tanta emozione condivisa.

Al pomeriggio abbiamo addobbato l’albero di Natale e le porte delle stanze. In quell’atmosfera festosa abbiamo coinvolto un degente molto speciale per la sua straordinaria intelligenza e le sue molte caratterialità.Una persona difficile e solitamente molto arrabbiata e contestatrice ma nel contempo affascinante. E’ stato magnifico vederlo partecipare con gioia, serenità ed entusiasmo, vedere sciogliersi le sue rigidità e mettersi quasi al…nostro servizio. Che bello!

Verso sera è stata ricoverata una giovane donna mamma di due gemelline. Sono andata subito a trovarla nella sua stanza per offrirle un’accoglienza calda e affettuosa. E’ stato un incontro toccante che mi è rimasto appiccicato addosso ed è venuto a casa con me. Forse proprio quello che stanotte mi impediva di prendere sonno.

Domani è un altro giorno: altri incontri,altre emozioni e sempre tanta condivisione. E’ questo che dà senso e valore ai giorni.

Marinella

Read Full Post »