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Archive for aprile 2009

SAPER ACCOMPAGNARE

Sabato  ho fatto un lungo viaggio in treno ed ho avuto così finalmente la possibilità  di leggere un interessante testo che mi ha regalato recentemente una mia cara amica: Saper Accompagnare di Frank Ostaseski.

Penso che la maggior parte dei lettori di questo blog sappiano che Ostaseski è il fondatore dello Zen Hospice di San Francisco . Hospice che avrei tanto voluto visitare quando sono andata l’ultima volta a San Francisco ma che sfortunatamente in quel momento era chiuso per dei lavori di ristrutturazione. 

 Per la sua  intensa attività di diffusione culturale sul tema del morire, ancora così tabù nei Paesi occidentali, mi viene da pensare a Ostaseski come al “padre” dell’arte nell’accompagnamento dei morenti  così come penso a Vittorio Ventafridda come al “padre” delle cure palliative in Italia.

 Mi sono molto emozionata quando ho ritrovato nelle pagine che man mano sfogliavo, constatazioni, vissuti, riflessioni, emozioni che hanno costellato tante mie giornate nei 29   anni di volontariato e soprattutto nei miei anni di servizio in hospice. 

 Non voglio raccontarvi altro per non togliere il piacere della lettura…a  coloro che non lo conoscessero ancora!

Marinella

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UN RICORDO LONTANO

Ieri parlando del “senso” del volontariato in oncologia mi è tornata alla  mente una definizione data, forse più di 20 anni fa, dal Prof. Antonio Caputo, allora Direttore Scientifico dell?istituto Regina Elena per lo Studio e la Cura dei Tumori di Roma, in occasione dell’inaugurazione di un corso di formazione per volontari :

“noi medici conquistiamo giorni di vita per i nostri malati, voi volontari date vita a quei giorni”

Sono passati tanti anni ma questa bella affermazione è ancora straordinariamente valida e sento di volerla condividere con voi che leggete questo blog.

Marinella

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Ascoltando la vita di F…, forte e dolce paziente dell’hospice, pensavo a come l’intelligenza che ci fa “sentire” gli altri, quella relazionale, sia direttamente proporzionale alla capacità affettiva, alla misura di quanto amore, dolore, passione,… è capace di “contenere” il “vaso” della nostra anima.

I vasi sono i più vari, anche in noi stessi, e possono mutare nel corso della vita, e tanti tanti ne ho conosciuti…grandi che sembrano poter abbracciare il mondo intero, vasi incontinenti che perdono da tutte le parti, vasi resi piccoli dagli strati di calcare che il dolore mal gestito ci ha lasciato dentro…vasi che si colmano facilmente e che tracimano…vasi capaci di comunicare con altri vasi con la fluida leggerezza dell’olio profumato…vasi che sembrano svuotati per scelta, o per destino….vasi divenuti come clessidre dell’anima, in cui il tempo si sente fluire goccia a goccia…

….e quando il tempo sembra incepparsi dentro la nostra clessidra e ci chiediamo se la Vita ci restituirà a ciò che eravamo quando eravamo con qualcuno che ora è distante da noi …quando la consapevolezza di quello che si è perso soffoca la gioia di quello che abbiamo ancora…allora…allora è il momento di volgere lo sguardo al nostro Oriente, un sole che magari ora sembra lontano da noi, ovunque esso sia….al centro di uno sguardo che ci è tanto familiare e amato da riconoscerlo anche al buio o in sogno, o su una mano sconosciuta che stringe la nostra in hospice…

Monica

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DARE PROTEZIONE

“Sento la gioia nel cuore”, “non volevo venire ma ora sono contenta di essere venuta”, “questa giornata è stata un dono”, questi sono alcuni dei commenti espressi dai volontari dell’Associazione “Dare Protezione”, al termine di un laboratorio esperienziale di Approccio al Nurturing Touch, tenuto  ieri a Roma.

Dare Protezione è un’associazione di volontariato di ispirazione buddista che offre assistenza spirituale, e non solo, ai malati gravi: una finalità molto simile a quella della nostra associazione  e  questo ha reso utile  conoscerci più da vicino e confrontarci.

E’ stata un’esperienza particolarmente bella per me perché ho trovato un gruppo di persone già ricche di formazione e di vissuti personali con le quali ho potuto effettuare un “trasferimento di esperienze  e una condivisione di emozioni” molto gratificante.

Chiudo riportando le parole che mi ha scritto Patrizia Micoli,(referente  della sede romana dell’Associazione) in uno speciale biglietto di ringraziamento che esprime perfettamente il senso della giornata:

Con la gioia dell’essere insieme, la gratitudine del dono, la preziosità del ricevere e del dare”

Marinella

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CENERENTOLA

Martedì sera, come avevo già scritto in un precedente post, c’è stata al Teatro Sistina di Roma la prima del musical Cenerentola, dedicata alla Fondazione W ALE.  Il teatro affollato, i genitori di Alessandra Bisceglia emozionati, amici cari seduti accanto a me, un’atmosfera di grande partecipazione in quanto molti dei presenti avevano conosciuto e lavorato con Ale. Durante la presentazione della serata Roberto Giacobbo e  Lorena Bianchetti hanno illustrato le finalità della Fondazione e presentato un video in ricordo di Ale.

Nel video Raffaella, la Mamma di Ale ha ricordato la sua bambina attraverso una serie di immagini e di filmati ripresi durante la sua infanzia, l’adolescenza ed infine  la breve ma intensa vita di lavoro. E’ stato per me, e credo per tutti,un momento di grande commozione: rivedere il sorriso luminoso di questa straordinaria ragazza che tanto ha saputo dare nella sua breve  e faticosa vita, mi ha riportato indietro ad una sera di poco più di un anno fa quando a una cena nella casa dei genitori a Lavello, Ale mi aveva sorpreso per la sua allegria contagiosa, per la straordinaria vitalità e per la carica di umanità che trasmetteva a chiunque le si avvicinasse.

Sono certa che attraverso la Fondazione W ALE, Alessandra continuerà a vivere in mezzo e per la sua straordinaria famiglia  e   i suoi tantissimi amici.

Marinella

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INDIA A ROMA

Oggi pomeriggio uscendo di casa mi sono trovata immersa in una fantasmagorica festa indiana! Mi sono fermata davanti al portone per ammirare un coloratissimo corteo che avanzava a…passo di lumaca.

20 uomini scalzi precedevano il corteo spazzando la strada, seguiva un furgoncino inghirlandato dal quale altri uomini traevano secchi di petali di rose che spargevano sul selciato. Un carro addobbato con raso e fiori e sovrastato da un baldacchino dorato dove un uomo in costume sventolava un ventaglio di piume, era preceduto da uomini vestiti di raso blu pavone con sciarpa e turbante arancione. Un corteo di donne in sari coloratissijmi seguiva e poi, a debita distanza e trattenuto da una “catena” di braccia umane, seguiva un infinito corteo di uomini tutti con il capo coperto da turbanti colorati o fazzoletti prevalentemente arancioni. Un uomo con un secchio di plastica blu in mano mi si è avvicinato e mi ha indicato di mettere le mani a coppa: l’ho fatto e vi ha versato una mestolata di noci, mandorle, e semi vari.

Sono una curiosa per natura e non potevo assistere senza capire nulla per cui ho chiesto spiegazioni e mi hanno fatto parlare con un uomo dalla lunga barba bianca e un enorme turbante blu in testa.
Mi ha spiegato che si trattava di una doppia festa: il capodanno (Varsakhi) e, molto più importante, la festa religiosa dei Sikh (Baisaki) che celebra la ricorrenza della fondazione della loro religione.

Dovevo attraversare Piazza Vittorio e ho cercato, con molta fatica, di fendere la folla ma ero sorpresa di vedere con quanta gentilezza, una volta udito il mio rispettoso “permesso”, si spostavano e cercavano di avvisare gli altri perché mi facessero passare.

Nel grande giardino al centro della piazza, una grande quantità di uomini era già seduta per terra nella posizione del loto ed ognuno aveva davanti un piatto e una posata di plastica. Un uomo distribuiva cibo fortemente odoroso di spezie varie e curry. Mi sono avvicinata a un ragazzo  e gli ho chiesto cosa mangiava e in che cosa consisteva la festa. Mangiava riso e ceci con salsa al curry e la festa si realizza con la riunione di tutti i sikh che cantano e pregano perché gli insegnamenti di Dio vengano osservati. Ho chiesto “e quali sono gli insegnamenti di Dio?” Mi ha risposto: carità, servizio e preghiera.

Mi sono sentita per un momento unita a loro in questa preghiera e gli ho augurato con tutto il cuore “Buona Festa”.

Marinella

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PASSIONE

Quando ho scritto, il 7 aprile, la terra si era appena aperta… e aveva appena iniziato a restituire i corpi delle 287 (289 poco fa) anime che abbiamo salutato ora…

Ho appena finito di assistere ai funerali, in diretta tv sul monitor del mio computer…il silenzio di quella immensa distesa di persone, i monti con ancora un po’ di neve…il dolore non urlato di chi resta, le mie lacrime mute si sono unite a quelle di chi piange i figli, fratelli, amici…quanti ragazzi c’erano lì sotto, la parte viva di una vivace città universitaria…è un dolore difficile da gestire, indimenticabile, così come lo sarà questo Venerdì di Passione..una Passione composta e dignitosa degna di quella gente forte e gentile, che è anche la mia gente.

C’era una scritta sulla caserma, il motto della Guardia di Finanza: “Nec Recisa Recedit”….è proprio così, questa gente è così forte che neanche uno schianto la potrà fermare.

Vi abbraccio tutti…

Monica

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