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Archive for ottobre 2009

La “due giorni di formazione” si è conclusa ieri sera: intensa, vivace, significativa mi viene da pensare  rivivendo le due giornate. Pochi gli aspiranti volontari, come accade da alcuni anni, ma motivati e fortemente interessati.  Ogni volta è per me una nuova avventura e ogni anno mi accorgo di quanto l’esperienza accumulata in quell’ultimo anno, mi abbia ulteriormente trasformata, di quanto i contenuti che trasmetto siano più affinati e di quanto la mia motivazione sia sempre più rafforzata, nonostante le tante difficoltà che si incontrano anche nel cammino del volontariato.

E’ questo l’augurio che faccio ai nuovi volontari, che sono solo ai primi passi del loro processo formativo: un percorso di consapevolezza, di crescita personale e, come sempre, di “gioia” nella nostra “banda” che ci unisce tutti in un gruppo solido e …solidale.

Marinella

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INVISIBILE AGLI OCCHI

Qualche giorno fa mi sono regalata un pomeriggio…dedicato a me e sono andata alla presentazione del libro “Invisibile agli occhi” di Wolfgang Fassner.

Avevo conosciuto Wolfgang molti anni fa ed avevo avuto la fortuna di poter fare con lui una straordinaria passeggiata nei boschi del casentino. Wolfgang , svizzero di nascita, infatti è non vedente dall’età di 20 anni a causa di una malattia progressiva. Nella sua vita è stato per lungo tempo volontario in uno dei paesi più poveri del mondo: il Lesotho e poi fisioterapista, musicoterapista e molto altro in Italia.

Da alcuni anni guida escursioni diurne e notturne nei boschi della Toscana aiutando coloro che lo accompagnano ad ascoltare se stessi, a “ritrovarsi”

Il libro, che si sviluppa sotto forma di intervista, accompagna il lettore in un percorso biografico nella vita di Wolfgang, portandolo nella dimensione di ciò che non si vede con gli occhi.

Ascoltando la lettura di alcuni brani, mi sono ritrovata in quel caldo pomeriggio di Ottobre di tanti anni fa, ho udito di nuovo il fruscio delle foglie sotto i nostri passi e le voci del bosco, ho sentito i profumi delle erbe aromatiche che Wolfgang mi segnalava man mano, ho vissuto una seconda volta quella straordinaria esperienza.

La presentazione è stata accompagnata dai suoni del gruppo musicale Shalom Klezmer e si è conclusa con un canto corale di grande effetto.

Invitandovi ad andare a passeggio nel bosco con Wolfgang, chiudo con alcune sue parole:

Di solito siete voi che accompagnate me, che non vedo, nel mondo del visibile. Per una volta vorrei portarvi nel mio mondo: il mondo di ciò che non si vede con gli occhi.”

Marinella

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CORSO DI FORMAZIONE

La nostra Associazione, “Progetto Città della Vita” terrà il 24 e 25 Ottobre p.v.  a Roma un corso di formazione di base per nuovi volontari  Sarà un week-end full immersion per dare agli aspiranti volontari le conoscenze necessarie per iniziare un percorso formativo più ampio che costituisce anche una preziosa occasione di crescita personale e di conoscenza di se stessi.

Il servizio di volontariato offerto dalla nostra Associazione a domicilio dei malati gravi e/o in hospice, consiste in un sostegno relazionale per l’intera unità sofferente (malato e familiari).

Il numero dei volontari non è mai sufficiente per soddisfare tutte le richieste ed io spero che anche questo blog possa essere un veicolo che ci porta nuove forze umane. Chi fosse desideroso di intraprendere quello che è un reale “cammino di gioia” può contattarmi utilizzando i commenti a questo post.

Io vi aspetto e spero siate in tanti!

Marinella

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COME UNA CIPOLLA…

“Hai presente una cipolla? Ecco, mi sento come una cipolla che man mano viene sfogliata e diventa più leggera, più leggera, sempre più leggera. Come mi sento leggera e…come mi sento bene”. Così  mi ha detto S. una giovane donna ricoverata in hospice, dopo un trattamento di Nurturing Touch a piedi e gambe, seguito da un rilassamento guidato.

E’ stata un’ esperienza forte e bella per lei ma anche per me. Ci siamo “amate” reciprocamente attraverso un “contatto amorevole” e sono stati momenti di intensa comunicazione.

Non vedo l’ora che sia lunedì per poterla rivedere e per poter lavorare ancora con lei ma so anche che potrei non ritrovarla e, forse inconsciamente, mi sto già preparando per quando arriverà quel momento. E’ l’unico modo per poter continuare ad offrire pace, serenità e tranquillità, per quanto possibile, nel luogo dove si vive uno dei due momenti più importanti della vita.

Marinella

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Sulla base di sempre nuove esperienze, in questi giorni ho molto riflettuto sulle diversità che caratterizzano il ruolo del volontario a seconda che questi operi a domicilio del paziente o in hospice.

Il volontario domiciliare, sulla base della formazione ricevuta, nel rispetto delle linee guida e pur confrontandosi costantemente con i responsabili dell’Associazione, esprime i suoi talenti in piena libertà, modulandosi sui bisogni dell’unità sofferente (malato e familiari) e  potendo utilizzare una varietà di “strumenti” utili a recare sollievo al suo assistito.

Il volontario di hospice, al termine di una necessariamente più approfondita formazione, potrebbe avere la sensazione di sentirsi “imbalsamato” e costretto ad operare soffocando la propria personalità. In realtà non  è così ma egli dovrà saper valutare le diverse situazioni in cui si potrà trovare con intelligenza e infinita prudenza, dovrà saper “selezionare” i messaggi che riceve dalle varie componenti con le quali si confronta, non dimenticare mai che non agisce “in solitario” ma fa parte di una équipe multidisciplinare, e con questa deve essere in stretto e continuo contatto.

Si tratta di un compito molto delicato ma  anche molto prezioso in termini di rapporti umani, qualità e intensità delle emozioni, senso della vita.

In sostanza il volontario di hospice deve essere duttile e flessibile comportarsi con umiltà e prudenza nel rispetto dei propri limiti ma deve anche potersi sentire libero di esprimere la propria umanità e solidarietà secondo le sue caratteristiche personali per poter dare un senso alla sua presenza in un luogo così speciale e straordinario: il luogo dove l’uomo, al termine della vita terrena, si presenta in tutta la sua “nudità” ormai privo dei condizionamenti imposti dal vivere sociale. Il luogo dove, proprio per questa sua “nudità” il paziente necessita del massimo rispetto e considerazione; il luogo dove una stretta di mano, un gesto di tenerezza, vanno al di là delle parole e accarezzano l’anima.

Marinella

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