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Archive for ottobre 2015

Qualche giorno fa Maria, dopo aver letto su facebook che venerdì presso l’hospice di Reggio Calabria si terrà un workshop di Nurturing Touch, ha pubblicato il seguente commento:

“Non so quanto sia realistico applicare queste cose, seppure da apprezzare e belle come proposta, ma perdonatemi, in un mondo dove vige la globalizzazione dell’indifferenza, sono difficili da attualizzare”.

Ebbene no, mi sento di rispondere, forse proprio perché viviamo in un’epoca dominata dal tecnicismo e dall’indifferenza, il bisogno di tenerezza, di gentilezza, di una comunicazione vera come quella che solo il con-tatto può assicurare, è enorme.

L’ho sperimentato non solo nell’ ambito della malattia e della fragilità ma nella mia vita di relazione. Alle volte neanche lo sappiamo perché non sempre siamo stati educati a percepire ed ascoltare quelli che io chiamo i nostri “bisogni sottili” ma-come le ha risposto Annalisa Nucara della Associazione La Compagnia delle Stelle di Reggio Calabria – non è mai troppo tardi per educarci, basta saper cogliere l’opportunità quando si presenta.

E’ per questo che non mi stancherò mai di diffondere il Nurturing Touch in Italia, perché non si tratta solo di apprendere un metodo per dare sollievo. E’ molto di più: è un percorso di crescita personale, di apertura verso l’altro, di capacità di donare e di imparare a ricevere.

Marinella

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Ieri una giornata come le altre in hospice? No, non è mai una giornata come le altre in quel luogo perché ogni giorno c’è un “delta” di cambiamento notevole rispetto al giorno precedente e a quello seguente. Non mi riferisco solo alle inevitabili variazioni dovute ai processi di malattia, che peraltro più spesso di quanto si pensi sono stazionari per periodi sorprendentemente lunghi, ma per i cambiamenti a livello emozionale, affettivo e valoriale dovuti spesso ai diversi gradi di consapevolezza.

Da tre settimane, cioè da quando ci è stato permesso di collaborare con l’équipe nell’accoglienza al malatO nel momento del ricovero, ho deciso che avrei raddoppiato il mio turno di servizio il lunedì per essere presente anche nelle prime ore del pomeriggio quando spesso c’è un numero consistente di nuovi ingressi.

Ieri per la prima volta non erano previsti ricoveri e allora ho usato tutto il mio tempo per incontrare persone malate e familiari con tutta calma: con questo intendo che non mi riferisco solo alla calma dovuta a una maggiore disponibilità di tempo ma alla mia calma interiore che da questa derivava.

Di tutto ciò mi sono resa conto solo quando sono uscita alle 16.00 e camminando sulla via di casa ho rivisto come in un film i miei incontri della giornata, percependone il maggior spessore e la migliore intesa che si era creata con alcuni malati e con altri familiari.

E’ stata una constatazione che mi ha riempito il cuore di gratitudine perché mi è dato ancora provare, nella mia età avanzata, emozioni e sensazioni così ricche di senso e significato.

Marinella

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SIRACUSA 5

SIRACUSA 5

E’ stata una bella sfida per me accettare l’invito dell’Istituto Nino Trapani di Siracusa per due workshop di Aptonomia e Nurturing Touch nell’ambito dei master in sessuologia e psico-oncologia che l‘Istituto stesso tiene in Sicilia per conto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
Le mie quattro volte precedenti a Siracusa avevo sempre operato nel campo delle cure palliative.

Il tema propostomi per il primo master “L’Aptonomia e il Nurturing Touch nella relazione intima” era parecchio stimolante ed impegnativo ma è stato poi molto interessante per me rivalutare ed interpretare in una chiave diversa tutte le mie conoscenze ed esperienze precedenti in queste due “filosofie di cura” basate sul tatto e sul contatto.

Penso di poter dire che il risultato è stato molto buono perché il gruppo dei discenti, molto variegato e nel quale erano presenti anche due sacerdoti, è entrato pienamente sia nella pratica che nel significato più profondo di questa esperienza così “sottile” e nel contempo così “forte”.
I momenti di condivisione sono stati ricchi di interpretazione e di aggancio ai vissuti personali e – cosa mai accaduta prima – alla fine del workshop mi è stato chiesto di prolungarne l’orario e di continuare a lavorare. Molto bello e molta emozione anche per me.

Anche il workshop per il master in psico-oncologia è andato benissimo ma era la seconda edizione di quello tenuto a Roma presso UCSC la primavera scorsa per cui avevo già “vinto” la prima manche ed è stata una sfida più facile.

Ieri sera mentre rientravo a Roma riflettevo che ogni incontro mi mette in relazione con l’intima essenza di tanti “altri” ed ognuno mi suscita un’emozione diversa che mi nutre, mi stimola e mi induce ad andare ancora avanti senza arrendermi tanto facilmente alla vocina interiore che mi dice “ma lo sai quanti anni hai? La vuoi smettere di svolazzare di qua e di là”? Insomma: senza arrendermi…per ora!
Marinella

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UN GROPPO ALLA GOLA

I miei workshop di Aptonomia e Nurturing Touch terminano sempre con una domanda che pongo a ogni i partecipante: “che cosa ti porti a casa”?
Le risposte sono molto variegate e positive ma mercoledì scorso quando ho concluso il workshop organizzato dalla GEA di Macerata ho ricevuto una risposta che mi è arrivata come un dardo direttamente al cuore, penetrandovi per la sua immediatezza, complessità ed intensità, pur nella sua estrema semplicità.
Ma non ha colpito solo me e l’emozione è dilagata.

Lasciatemi raccontare di questa bella esperienza che ha avuto una conclusione così importante.

Sono stata invitata a Macerata dalla GEA che opera in tutti i Comuni della provincia offrendo un servizio di assistenza domiciliare connotato da un nuovo modello di intervento pluridisciplinare.

Il workshop si è svolto nella nuovissima RSA Santa Maria in Chienti di Montecosaro dove ho avuto modo di apprezzare il cambiamento che sta avvenendo nelle RSA italiane non solo per la bellezza e funzionalità delle strutture ma anche e soprattutto per il diverso impegno e formazione dei loro operatori. “Chapeau” mi sono detta ripensando alle RSA di memoria neanche troppo antica!

Mi sono sentita subito a mio agio tra i discenti che – pur sempre in ambito sanitario – erano di professionalità molto diverse. La prima giornata è stata densa di nuove esperienze per loro e della piacevole scoperta per me che mi trovavo in un gruppo di persone aperte, curiose, motivate e molto interessate.
E’ così che, dopo essermi consultata con la psicologa di GEA, nella seconda giornata ho proposto, oltre alla normale consueta pratica, la meditazione in coppia del Dr. Brugh Joy “da cuore a cuore” e la visualizzazione che consente di “cullare il cuore” mediante il respiro.

Credo proprio che ci siano queste due esperienze forti ed emozionanti all’origine di quel “groppo alla gola” che il bravo e simpatico fisioterapista (unico uomo del gruppo) ha condiviso con tutti noi con tanta immediata spontaneità.
Grazie Andrea, ci hai fatto un bellissimo dono.

Marinella

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