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Archive for gennaio 2019

MEDICAL HUMANITIES

Cosa sono le Medical HHumanities? Sarebbe troppo riduttivo definirle semplicemente “ l’umanizzazione della medicina”! Sono molte le definizioni che ho incontrato in letteratura e sul campo ma quella che, nella mia esperienza, ne esprime meglio senso e attuazione è “interconnessione tra tutte le pratiche che riguardano il benessere totale dell’uomo malato”. Quindi, oltre naturalmente alla pratica clinica, comprendono: filosofia, psicologia, sociologia, religione, antropologia, ecc.

Perché oggi scrivo di Medical Humanities? Perché sabato scorso ho partecipato a un incontro organizzato da SIPEA (Società italiana di Psicologia, Educazione e Arte-terapia) e ASUS (Accademia di Scienze Umane e Sociali) per presentare un Corso di Perfezionamento in Medicina Narrativa e Medical Humanities.

Sono rientrata così in contatto con una disciplina che tanta parte ha avuto nella mia formazione.

Come spesso mi accade, mentre camminavo per recarmi alla sede dell’incontro, ho rivisto scorrere come in un film, i tanti splendidi seminari residenziali di Medical Humanities che il Prof. Sandro Spinsanti teneva tra la fine del secolo sorso e i primi anni 2000 alla Cittadella di Assisi. Ricordo benissimo le emozioni, le scoperte, gli incontri dai quali sono nate preziose amicizie, e l’interdisciplinarietà che rendeva quelle giornate così dense di apprendimento ed esperienza!

Tornando al corso presentato sabato scorso, si tratta di una formazione fortemente indirizzata ad apprendere gli strumenti atti ad introdurre la pratica della Medicina Narrativa nei contesti socio-sanitari. La Medicina Narrativa – che fa parte delle Medical Humanities – è basata su specifiche competenze comunicative, che permettono di disegnare percorsi di cura personalizzati. Inoltre ben si integra, aggiustandone talvolta il tiro, con la Evidence Based Medicine.

Mi viene ora in mente che il Nurturing Touch potrebbe inserirsi bene nei percorsi formativi in Medicina Narrativa, sia per favorire la comunicazione tra curante e curato che per incoraggiare e sostenere il paziente nella narrazione della sua malattia, e non solo.

Mi auguro che siano tanti i “professionisti della cura” che si iscriveranno a questo corso – che tra l’altro offre ben 50 ECM – e che le Medical Humanities, nate nell’ormai lontano 1960 negli Stati Uniti e ispirate dai cappellani ospedalieri, sempre più si diffondano nel nostro Paese.

Marinella

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GRECAM

L’Associazione Culturale GRECAM più di 10 anni fa ha stabilito la sua sede nel palazzo dove abito all’Esquilino: un rione molto vivace e interessante nelle sue diversità. In tutti questi anni sono sempre rimasta incuriosita dall’attività dell’Associazione senza però mai informarmi concretamente. Un breve cenno di saluto se incontravo i suoi responsabili nell’androne e, tutto finiva lì.

Nel tempo ho sentito parlare di psicoterapia, ginnastica, spettacoli: che strano miscuglio, pensavo.

E’ solo un anno fa che, alla disperata ricerca di qualcuno che si prendesse cura della mia sciatica resistente a tutte le terapie, mi sono rivolta a Carla Polidoro, Presidente Nazionale di Grecam e bravissima fisioterapista-osteopata.

Sono stata subito piacevolmente impressionata dall’ambiente molto ampio e arioso, sobriamente arredato e accogliente ma anche con un ché di…misterioso: drappeggi di veli bianchi ondeggianti dal soffitto insieme ad aeree sagome di uccelli, a corde e strane attrezzature metalliche.Continuavo ad essere incuriosita!

Con Carla è nata on solo una buona relazione terapeutica ma anche una bella amicizia improntata a reciproca stima e fiducia. Nel frattempo, poco per volta ho scoperto l’utilizzo di quelle attrezzature misteriose, nonché quanto lavoro e quante attività si svolgono tra quelle bianche mura.

Domenica sera Carla ha festeggiato i suoi 60 anni con una bella festa e tanti tantissimi amici. Nel corso della festa veniva proiettato un video sulla storia e la vita dell’Associazione negli anni; è solo guardando attentamente quel video che ho, forse, capito quanto sia grande il “pentolone” nel quale ribollono le idee e si intrecciano attività, realizzazioni e progetti della grande e vitale famiglia costituita dai soci di Grecam.

Mi vengono i mente le parole: creatività, fantasia, arte, ricerca, energia, trasformazione, movimento, poesia, gioco, terapia e anche arteterapia, tutte insieme in quel pentolone dove si mescolano in un brainstorm estremamente fecondo. Subito mi si è formata nella mente l’immagine di un sassolino buttato in un laghetto dove, da quel nucleo centrale si irradiano cerchi sempre più ampi. Si, è proprio questa l’immagine che ho di Grecam che, ovviamente, nel tempo ha subito e subirà trasformazioni e avvicendamenti di persone. Ma quel sassolino, quel nucleo, quell’idea originaria, che è del poeta, terapeuta e artista Norberto Silva Itza, è come una fiamma che – fantastico -, rimarrà sempre accesa.

Buona vita Grecam!

Marinella

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…DUELLI

Come la maggior parte delle persone di età avanzata, ho qualche problema con i ritmi del sonno e spesso mi sveglio molto presto ed accendo la radio sin dalle 05.00, quando iniziano i vari giornali radio e i commenti ai quotidiani.

E’ così che oramai da parecchio tempo ho incominciato, mio malgrado, ad ascoltare le vicende della politica italiana, pur non essendomene mai interessata prima.

Da quando è in carica l’attuale governo e fino a poco più di un mese fa, avevo la sensazione che la principale attività dei due schieramenti che formano il governo, fosse quella di litigare tra di loro, portando lo scontro fino ad un livello ben controllato, al fine di poter poi fare marcia indietro o patteggiare senza…rimetterci troppo la faccia.

Ora no, i commenti – sin dalle 5 del mattino – sono molto diversi e il clima tra le due “ali” è quasi di guerra aperta. Un paio di giorni fa ho sentito la parola “duello” e mi sono subito venuti in mente due distinti signori di fine ottocento che con tuba e mantella, si sfidavano all’alba, assistiti da due padrini. Uno scintillio di spade e poi uno dei due cadeva!

Questa immagine tuttavia è stata immediatamente sostituita da quella di due uomini del nostro tempo, piuttosto mal vestiti, che, lanciandosi pesanti avvertimenti, duellavano on cartelli recanti le scritte No TAV e Si TAV, No trivelle e Si trivelle, No sbarchi e Si sbarchi, e tanti altri. Ma la sorpresa era che nessuno dei due riusciva, o voleva, “stendere” l’altro! Allora questo sarà un duello infinito o ci saranno altri patteggiamenti, altri ricatti, un continuo do ut des, sulla pelle di noi italiani?

Ai posteri l’ardua sentenza ma al momento le prospettive sono molto preoccupanti, anche per me che non capisco niente di politica!

Marinella

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ROMA 2019, SCIALLA!

Dopo molti pensamenti e ripensamenti, da qualche tempo ho deciso di depositare le mie DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) nell’ufficio competente della mia città. Ho telefonato allo 06 06 06 del Comune di Roma, dove si ricevono tutte le informazioni sulle attività dell’Amministrazione Capitolina, ed ho avuto le indicazioni per poterle depositare all’ufficio consegne DAT della mia circoscrizione.

Stamane mi sono quindi recata alla I^ Circoscrizione (l’Anagrafe di Roma) in via Petroselli ed ho chiesto al portiere dove fosse l’ufficio o indicatomi. Il portiere è cascato dalle nuvole e quando gli ho riferito la fonte dell’informazione ricevuta, ha avuto un gesto di sconforto esclamando “Ah, lo 06 06 06”!

Un po’ a casaccio sono finalmente arrivata all’ufficio informazioni nel grande salone dell’anagrafe dove, dopo una lunga coda, l’impiegato mi ha detto di ripassare la settimana prossima perché non c’era il responsabile! Gli ho fatto notare la mia età e il fatto che sono ipovedente e gli ho chiesto un numero di telefono al quale accertarmi che il responsabile ci fosse, prima di muovermi da casa. Niente da fare, non me lo poteva dare e avrei dovuto per forza …ripassare!

Mentre mi dirigevo verso l’uscita non ero arrabbiata, ero sconcertata e anche abbastanza indignata per l’ignavia della persona addetta all’ufficio informazioni dove l’atmosfera che avevo respirato era “così è e… scialla!”.

Non mi sono data per vinta e sono tornata dal portiere che, forse vedendo il mio sconcerto, si è commosso e dopo un’ulteriore riflessione mi ha suggerito di andare all’URP (ufficio relazioni con il pubblico). Lì, dopo un’altra attesa, un impiegato “normale”, cioè normalmente cortese, mi ha detto “ma certo oggi non è il nostro giorno”! Come? “Si signora venga con me” e nel corridoio mi ha mostrato un cartello che indicava come unico giorno di consegna DAT il mercoledì dalle 09.00 alle 13.00.

Ecco, ora era tutto chiaro, ma perché l’addetto all’ufficio informazioni mi avrebbe fatto …ripassare in un qualsiasi giorno? E’ questo che mi indigna: il pressapochismo, lo scialla che pervadono l’agire di chi è pagato per offrire un servizio alla cittadinanza. Questo è l’andazzo in generale, salvo naturalmente i comportamenti normali e anche talvolta molto gentili, che sono però un’ eccezione.

Ho voluto raccontarvi questo episodio, in fin dei conti abbastanza banale e senza conseguenze, come esempio dell’atmosfera di degrado morale e sociale che si respira in questa splendida e unica città: la capitale d’Italia!

Mi viene la voglia di farci gli auguri, a noi tutti italiani e soprattutto romani , per un anno di cambiamento. Non quel cambiamento che abbonda sulle bocche dei nostri governanti, ma un cambiamento nella coscienza di noi tutti italiani, al fine di non doverci più vergognare della nostra Capitale, e non solo!
Marinella

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