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Archive for luglio 2016

…IL SEGUITO

Alcuni giorni dopo il funerale di cui al post precedente, sono andata a trovare la vedova del defunto.

Ci sono andata perché…così si usa in paese ma soprattutto perché mi faceva veramente piacere incontrarla di nuovo, sapendola ovviamente molto provata ma anche forte e solida come una roccia.

Sentivo il desiderio di condividere con lei le emozioni e sensazioni che si provano quando si perde il compagno di vita e di raccontarle come io ricordavo il primo periodo dopo la morte di mio marito. Lo smarrimento, la sensazione di non essere capace di vivere da sola e la paura, all’inizio, ma poi una grande forza interiore e la consapevolezza che i 35 anni di vita condivisa con Sergio mi avevano lasciato un patrimonio di capacità e conoscenze che mi avrebbe consentito di ricostruirmi una vita, diversa ma ancora valida.

E’ così che in questo clima di intimità e condivisione mi sono sentita di dirle che cosa aveva significato per me la partecipazione ai riti funebri di suo marito. C’è stata una pausa, un momento di commozione e poi questa donna “forte e solida come una roccia” ha detto “almeno la morte di mio marito è servita a qualcosa”.

Un abbraccio intenso, forte e nutriente per tutte e due ha suggellato un incontro che ha già messo radici profonde.

Marinella

 

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Eccomi di nuovo nella mia Roccaraso ,dove, appena metto il naso fuori di casa, incontro persone più avanti negli anni di me che mi ricordano eventi del mio passato: lontano e più recente..

  1. Qualche giorno fa è deceduto un signore ultra novantenne, aveva conosciuto i miei genitori e seguito  negli anni la vita della mia famiglia trasferitasi qui nel 1952. È’ stato con vera partecipazione  che, secondo le tradizionali usanze roccolane, sono andata a fare la visita alla salma ancora in casa e poi ho partecipato al corteo funebre dalla sua abitazione alla Chiesa e poi ancora al corteo dalla Chiesa al cimitero. Qui si usa che prima della sepoltura la bara viene esposta nella cappella del cimitero e si dà .un ultimo saluto  al defunto e ai suoi familiari.

E’ solo tornando a piedi verso casa che mi sono resa conto Di cosa aveva significato per me la partecipazione a quella sentita e corale Cerimonia funebre.

Mio marito è morto improvvisamente a Roccaraso  Il 25 Luglio dEl (altro…)

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“Signora perché non ci viene a trovare più spesso che ci facciamo delle belle chiacchierate” ieri mi diceva l’ospite della stanza 23, insieme a suo marito. E io: “Mi dispiace, ma da lunedì prossimo sarò assente per un mese.

“Allora ci vediamo lunedì prossimo?” mi dice poco dopo la signora appena ricoverata nella stanza 19 quando le spiego che   abbiamo dei turni e ogni giorno della settimana avrebbe visto un volontario diverso. E io: “Purtroppo lunedì parto per Roccaraso dove sarò per un mese”.

E questo è stato il ritornello della mia ultima visita in hospice prima della partenza per la mia amata Roccaraso.   Tornando a casa riflettevo: ma perché ho detto tante volte purtroppo? Io sono sempre contenta di andare a Roccaraso dove ritrovo tanti pezzetti di cuore!

Ebbene si, sono contenta da un lato ma provo anche tanto dispiacere mentre dico con un sorriso “ci rivediamo il primo Agosto, ma forse lei sarà già tornata/o a casa”. Ma io so che probabilmente quella persona non la rivedrò mai più, e non perché… sara tornata a casa. Ecco il motivo per cui mi esce dal cuore quel “purtroppo”!

E’ così intenso quel rapporto che si crea alle volte con i degenti dell’hospice e i loro familiari che è duro doverci rinunciare. Pensare che ci sarebbero stati altri momenti di reciproco scambio di emozioni e sentimenti, di condivisione, di accettazione dei cambiamenti che inevitabilmente ogni giorno avvengono e che dobbiamo rinunciarci perché…io vado in vacanza, mi fa dire tanti “mi dispiace e purtroppo”. Sono parole non di circostanza ma profondamente sentite e sofferte.

C’è inoltre la consapevolezza che questa è l’ultima volta nella mia lunga vita di volontaria che si verifica questo tipo di temporaneo distacco ed è come un preannuncio di quello che non sarà più un arrivederci ma un addio.

Per fortuna però c’è anche la consapevolezza che ogni cambiamento può ancora portare una sorta di “nuova giovinezza” anche in età molo avanzata e quindi un inevitabile senso di tristezza è controbilanciato dalla curiosità di vedere che cosa accadrà quando il cambiamento sarà compiuto. Voi che dite? Io sono curiosa e fiduciosa!

Marinella

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