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Archive for Mag 2011

Veramente una grande e bella festa quella di ieri al Policlinico Agostino Gemelli di Roma  nel decimo anniversario della Giornata del Sollievo.

Una grande partecipazione non solo dei tanti malati che affollano l’ospedale, dei numerosissimi studenti e specializzandi che hanno animato la giornata, dei tanti artisti e conduttori che hanno testimoniato con passione ed efficacia sull’importanza del sollievo come irrinunciabile complemento  della  cura, della presidente della Regione Lazio e del Presidente della Fondazione Nazionale Gigi Ghitrotti, ideatrice insieme al Ministro Veronesi della ricorrenza, ma anche dei tanti studenti ed insegnanti di ogni ordine di scuola che hanno partecipato con straordinaria passione al concorso sul “Sollievo” indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione insieme alla Fondazione Ghirotti.

Grande …regista della Giornata il Prof. Numa Cellini, Primario di Radioterapia del Gemelli, che da anni si dedica alla manifestazione con infinito amore  insieme ai suoi “ragazzi”  (gli specializzandi)e ai responsabili della Fondazione Ghirotti.

E’ stato bellissimo esserci e “respirare” tutta l’energia, l’impegno e l’amore che aleggiavano nel grande salone e che raggiungevano tutti i ricoverati attraverso un sistema di televisione a circuito chiuso.

Auguri a tutti gli organizzatori per la Giornata del Siollievo 2012 e grazie per aver donato a tutti, curati e curanti, una così bella festa.

Marinella

 

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STO CON TE

STO CON TE Accompagnare se stessi e gli altri verso la fine della vita è uno straordinario libro di Michele Galgani, psicologo e psicoterapeuta della Gestalt, attualmente in servizio presso l’Hospice Aurelio Marena di Bitonto.

Ho avuto la fortuna di conoscere Michele molti anni fa, forse 8, e di fare con lui un’esperienza fortemente significativa che mi ha fatto capire  di essere arrivata ad un  punto essenziale nella vita di chi si occupa di cure palliative: avevo fatto pace con la mia morte e con quella dei miei cari! 

 Ho ritrovato, con molta gioia, Michele all’hospice di Bitonto dove sono stata due volte per condurre  dei laboratori esperienziali di Nurturing Touch. Il piacere di lavorare con lui è stato grande ed ho imparato ancora molto.  Nel Novembre 2010 è stato pubblicato questo suo secondo libro e, leggendolo, ogni pagina destava in me un’emozione diversa e speciale perché mi sembrava di trovare validate da persona autorevole, le tante sensazioni, emozioni e  sentimenti che ho sperimentato nei miei molti  anni di volontariato e nelle tante vicende di “vita” condivise.

Le storie vere che aprono i singoli capitoli, le riflessioni personali e professionali che seguono, dovrebbero diventare una “Bibbia” per gli operatori di cure palliative.  Per noi volontari, la lettura conferma il “senso” del nostro operare e dà valore all’atto d’amore che compiamo ogni volta che, con infinita tenerezza, “partecipiamo all’accompagnamento di chi si avvicina al traguardo terreno della sua vita.

Grazie Michele, il tuo libro è prezioso e mi piacerebbe che diventasse un libro di testo per chi frequenta un master in cure palliative.

Marinella

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TERREMOTO

In questi ultimi giorni, tra quelli previsti e non avvenuti e quelli realmente verificatisi abbiamo davvero sentito molto parlare di terremoti. Giovedì sera mi trovato in Toscana e, durante una cena familiare, il discorso è caduto nuovamente sui terremoti e in particolare su quello dell’Aquila dove alcuni dei presenti avevano prestato servizio volontario ed altri ne avevano avuto esperienza diretta.

Venerdì sera alle 22.46, nel silenzio della campagna, abbiamo sentito all’improvviso  il rumore di una cannonata o meglio, un boato, che è stato immediatamente seguito da uno “scuotimento” di tutta la casa. e subito dopo dall’abbaiare di tutti i cani del circondario: un terremoto!

La magnitudo non era molto alta, 3.1 ma eravamo proprio sull’epicentro e confesso che la paura è stata forte. Non avevo mai vissuto  un terremoto così “da vicino” e sento che questa esperienza mi è in un certo senso rimasta dentro.

Che l’allineamento della luna con la terra c’entri in qualche modo? Il dubbio viene spontaneo, e non solo a me.

Marinella

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Ho scritto già tante volte su Piazza Vittorio che forse rischio di diventare noiosa e ripetitiva ma, sebbene la attraversi più volte al giorno, nel suo continuo mutare mi desta riflessioni ed emozioni sempre nuove.

Ecco, è proprio di questi mutamenti che voglio raccontarvi. Fino a circa un anno fa  la piazza  pur essendo sempre  un “incrocio di civiltà”    aveva una dominante  afro-orientale  per la presenza di numerosissimi immigrati provenienti da quelle aree geografiche. Oggi mi rendo conto che c’è un notevole mutamento,  probabilmente dovuto all’apertura di un numero infinito di bed and breakfast in tutto l’Esquilino.

L’Esquilino  ha una posizione strategica tra la stazione Termini e il Colosseo  ed è quotidianamente attraversato da comitive di turisti ma domenica pomeriggio, in un veloce attraversamento della piazza,  ho avuto la sensazione di trovarmi proprio nell'”ombelico di Roma”!

Nella zona limitrofa ai Trofei di Mario gruppi di giovani, probabilmente americani, australiani, neo-zelandesi, a giudicare dalla…stazza, a torso nudo o quasi si godevano il sole primaverile sdraiati sull’erba: per un attimo e con le dovute proporzioni, mi  è sembrato di essere al Central Park  Nella zona del roseto le solite badanti dell’Est facevano crocchio e fumavano incesantemente.  Sulle panchine sotto gli alberi sedevano i vecchietti del quartiere e alcuni giocavano a carte. Nello spiazzo vicino ai giochi, una quantità di bambini bianchi e di colore si rincorrevano urlando. Tra questi mi ha colpito l’elevato numero di bimbi cinesi…obesi!La contaminazione culturale ha anche questi effetti! Più avanti ancora un gruppo di turisti italiani, evidentemente stanchissimi, si riposava e faceva fotografie agli storici palazzi che circondano la piazza..

Ma quale è il mutamento che mi ha colpito questa volta? La piazza, nella sua posizione centrale, fino a non molto tempo fa quasi dominio esclusivo di nulla facenti e immigrati,  sta riprendendo  una sua “personalità” e la sua armoniosa bellezza da “vecchia signora” è ora giustamente apprezzata e ammirata da gente proveniente da tutto il mondo. Ecco perché io la vedo come …l’ombelico di Roma!

Marinella

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Mercoledì 28 Aprile la trasmissione UNOMATTINA di RAI-1 ha dedicato un’ampio spazio alla Rete del Sollievo. Ma che cosa è questa  magica Rete del Sollievo?

Si tratta di un progetto assistenziale innovativo che consente ai pazienti in fase avanzata di malattia e che soffrono di dolore da metastatsi ossee, di essere trasferiti dall’hospice o dal domicilio all’ ospedale dove, in tempi brevissimi e perfettamente organizzati, viene loro somministrata una dose unica di radioterapia che permette di rientrare al luogo di provenienza dopo una breve degenza e con uno straordinario miglioramento del livello di dolore e quindi di  qualità della vita.

La Rete del Sollievo nasce, per iniziativa dela Divisione di Radioterapia del Policlinico Gemelli di Roma e a seguito dell’istituzione della Giornata del Sollievo, ideata 10 anni fa dalla Fondazione Gigi Ghirotti insieme alMinistero della Salute

In quanto membro del Comitato dei Garanti della Fondazione Ghirotti e nella mia veste di volontaria, nel corso della trasmissione la dott.ssa Livia Azzariti mi ha chiesto come si pone la figura del volontario nella Rete del Sollievo. Pur non essendo direttamente operativa nella Rete, avendone seguito la nascita e lo sviluppo, ho potuto spiegare come il volontario rappresenti quel continuum che accompagna il malato quando lascia l’ambiente familiare del domicilio o dell’hospice e viene trasferito in ospedale dove, per forza di cose, prevale un clima di efficiente  tecnicismo.  Ecco dunque che il volontario rappresenta il filo conduttore rassicurante e stabile che può offrire sostegno e sollievo sia al malato che ai suoi familiari.

Una bella notizia che mi fa piacere poter divulgare attraverso questo blog è che in quasi tutte le Regioni Italiane è ora presente una Rete del Sollievo. Speriamo che le maglie della magica Rete si allarghino sempre di più avvolgendo malati e familiari in una specie di mantello  che possa proteggere l’intera unità sofferente in uno dei momenti più importanti e difficili dell’esistenza umana.

Marinella

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