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Archive for agosto 2014

FERRAGOSTO

Ferragosto è già un ricordo, oggi c’è un delizioso venticello fresco e domani molti negozi riaprono. E’ come se fosse avvenuto un giro di boa e nonostante mi manchi ancora una piccola quota di vacanza sulle Alpi, istintivamente mi sento già proiettata verso Settembre e la ripresa regolare di tutte le attività.

Forse è a causa delle tante le tensioni mondiali, dei venti di guerra, delle numerose cattive notizie che ascolto ogni volta che accendo la radio, delle avverse condizioni meteorologiche che hanno funestato l’Italia, di ebola che si diffonde velocemente,di alcuni lutti a me vicini, ma quest’anno non sono mai riuscita a rilassarmi. In realtà forse è anche perché quest’anno compio 80 anni e, pur facendo finta che non sia vero, lo so che è vero!

Comunque, nonostante tutto, sono contenta di aver girato la boa del Ferragosto, di aver goduto della compagnia dei miei cari amici per il “pranzo di Ferragosto”, che ha avuto molto successo sebbene mi fossi avventurata su ricette mai sperimentate e – tutto sommato – sono anche contenta di essere così vicina al compimento dei miei primi 80 anni.

Poi si vedrà!

Marinella

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SULLE…EMOZIONI

Dopo tanti anni di presenza in hospice mi sento di poter dire che questa struttura assistenziale e’ il punto di incontro di tutte le emozioni umane.
Qui emozioni quali paura, rabbia, angoscia, disperazione, gioia, sorpresa, speranza si accavallano, si intersecano, si affollano con andamento disordinato, discontinuo e caotico che da’ luogo a comportamenti, talvolta incomprensibili, di malati e familiari.

Operatori, volontari e tutti coloro che frequentano un hospice devono necessariamente saper riconoscere le emozioni – anche le proprie – e saperle gestire.

Per noi volontari, al di la’ della formazione e della supervisione, e’ l’esperienza che ci insegna a saper capire e saper capirci di fronte alla complessità delle emozioni che si manifestano nel tempo ultimo della vita. E’ alto il rischio di farci travolgere e ipercoinvolgere, di andare in buon-out ed è necessario saper accogliere e gestire le emozioni altrui e le nostre per poter trovare un punto di equilibrio tra il sentirci troppo distanti o troppo coinvolti.

La mia natura “pasionaria”, come mi definivano quando ero giovane, mi porterebbe ad un eccessivo coinvolgimento ma nel tempo e anche con l’aiuto dei nostri psicologi, ho imparato, e forse sto ancora imparando, a moderare emozioni e sentimenti e soprattutto a saper accogliere senza “farmi male” le emozioni dell’altro, che talvolta vengono espresse in maniera violenta ed incontrollata.

E’ questo l’equilibrio che mi consente, quasi sempre ma non proprio sempre, di attraversare con una certa serenità gli spazi arroventati dalla forza e dal fuoco delle emozioni che si affollano e intrecciano in hospice.

So che ho ancora tanto da imparare.

Marinella

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AGOSTO

Il mese di Agosto evoca immagini di spiagge assolate, sentieri montani affollati, baite alpine dalle quali provengono profumi stuzzicanti: insomma l’immagine gioiosa delle vacanze, delle ferie, del meritato riposo.
Da qualche anno però queste immagini appaiono un po’ più sbiadite, quasi fossero un ricordo sfumato nel tempo.

Questo Agosto 2014 e’ stato preceduto da un Luglio freddo e piovoso che, insieme alle indubbie difficoltà economiche nelle quali si trova il nostro Paese, ha offuscato il clima da “sabato del villaggio” che di solito precede la partenza per le ferie estive .
E poi ci sono altre realtà che alle vacanze non possono neanche pensare, e non solo per difficoltà economiche. Ci sono ad esempio i tanti anziani che vivono soli e che nel bel mezzo di Agosto perdono anche la rete relazionale del vicinato, ci sono i malati e i loro familiari!

Ieri sono tornata in hospice dopo un mese di assenza ed ero un po’ emozionata e un po’ preoccupata al pensiero delle tante persone nuove che avrei dovuto incontrare: tante unità sofferenti diverse, ognuna con le proprie caratteristiche e dinamiche, i propri problemi e il bagaglio di sofferenze già accumulate. Ma poi, come sempre, e’ stat facile intessere nuove relazioni, nuovi rapporti di sostegno, amicizia, fiducia e già anche di affetto. Un po’ triste invece è stato ritrovare persone in condizioni di peggioramento, anche se avevo seguito il loro percorso attraverso le mail che noi volontari ci scambiano ogni giorno al termine del servizio.
Tuttavia il dispiacere e’ stat in parte compensato dalla gioia di abbracciarci ancora una volta, e forse più volte perché …queste cose non si sanno mai prima!

Agosto, il mese del solleone (sarà così anche quest’anno?) ma anche l mese in cui i rapporti di chi rimane in città si fanno più veri e più solidali. Sono sempre stata contenta di trascorrere la maggior parte di questo mese a Roma, di poter dedicare più tempo all’hospice e di poter preparare il mio tradizionale “pranzo di Ferragosto” per gli amici rimasti in città!

Marinella

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