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Archive for luglio 2017

“Il Profumo della Neve Antica” è il titolo di una fiaba scritta dal mio amico Ugo Del Castello e da lui  dedicata al progetto ” Un lettino per la chirurgia pediatrica oncologicasd’Abruzzo”.

Ugo non è al suo debutto letterario in quanto, appassionato di storia della”sua Roccaraso”, ha pubblicato già alcuni volumi ricchi di ricerca e fotografie.

Questa volta però non si tratta di storia vera ma di pura tenera fantasia. I protagonisti sono quattro gnomi, due maschi e due femmine che, per pura avventura, si trovano nel tascapane di due monaci  che, in trasferimento da Bressanone al,abbazia di San Vincenzo al Volturno, sostano a Roccaraso.  Qui sbarcati dal tascapane, i quattro gnomi, dopo qualche difficoltà iniziale vi si installano e le vicende che consentono loro di viverci felicemente e di proliferare sono raccontate con feconda e creativa fantasia.

Ma non è la trama della fiaba quello che voglio raccontarvi bensì lo straordinario  “viaggio nella realtà” che ha compiuto l’idea iniziale di Ugo.   Il Del Castello ha infatti subito trovato la felice adesione di Nico Romito (il famoso chef pluristellato di Rivisondoli) che, insieme agli altri tre chef stellati d’Abruzzo, ha organizzato una cena di beneficenza per promuovere l’iniziativa. Numerosi sono stati gli amici e i sostenitori che, unitamente ad sponsor si sono appassionati al progetto. Alcuni bravi artigiani di Roccaraso hanno…fatto il resto con delicate realizzazioni simboliche.

insomma, un lettino? Molto di più: il restauro dell’intero reparto di chirurgia pediatrica oncologica dell’ospedale di Pescara e…molto altro!

ecco un generoso progetto di solidarietà che, grazie alla fantasia di Ugo e alla sua passione per le storie del passato nonché all’aiuto di molti amici altrettanto solidali, ha volato alto e sicuramente…non finisce qui!

Marinella

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Molti anni fa, più di venti, quando passavo per il viottolo degli sciatori insieme a mio marito, ci fermavamo sempre ad ammirare il magnifico giardino di una villa: il prato perfettamente rasato, gli alberi da frutto, i ciuffi di peonie e di lavanda, le rose, l’aiuola delle erbe aromatiche e il tripudi di variopinte petunie…una gioia degli occhi!,

gGli anni sono passati e dopo la morte di Sergio sono venuta a trascorrere le mie vacanze estive proprio in questa villa, ospite di “Nonna Checchina”  e della sua famiglia.

Il giardino è diventato il nostro luogo di incontro e di lunghe chiacchierate, il comune amore per fiori e piante ci ha avvicinate sempre di più e nel tempo è nata una forte amicizia connotata da affetto e stima reciproca.

Da poco più di un mese Nonna Checchina la lasciato per sempre la sua famiglia e anche il suo adorato giardino che, nel tempo della sua breve e incurabile malattia, non ha ricevuto le consuete cure primaverili.

Ma il giardino era ed è troppo importante nel suo significato anche simbolico e Il figlio Rocco si è dedicato, quasi con accanimento, a riportarlo al suo consueto lussureggiante splendore..

Siamo tutti convinti che questo sia quello che Nonna Checchina avrebbe voluto e per noi tutti è prezioso poterci dedicare alle cure dei fiori. Quando, nel mio piccolo, mi occupo di togliere foglie secche o annaffiare le petunie, sento la presenza della mia cara amica e la immagino come un albero dalle radici profonde ben radicate nel terreno che nessuna tormenta potrà mai sradicare. Ecco perché questo è un …giardino incantato.

Marinella

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