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Archive for settembre 2017

GUIDONIA (1 di 4)

Terminavo il  post del 7 Aprile scorso sul mio incontro con l’hospice di Guidonia  promettendo di raccontare poi il prosieguo del programma ideato quel giorno. Ebbene, questo è il primo dei 4  incontri/racconti che forse poi raggrupperò in un unico post.

Venerdì scorso 22 Settembre infatti ho tenuto il primo dei due workshop previsti, ognuno dei quali è diviso in due giornate alternate. Ecco perché gli incontri saranno 4.

Io, un po’ azzoppata per una noiosa sciatica ma piena di energia; loro, curiosi ed eccitati; l’ambiente, molto confortevole e ben attrezzato.  La partecipazione della Responsabile della struttura, della psicologa, dell’assistente sociale e di una dottoressa, insieme ad infermieri ed OSS, ha fluidificato i rapporti tra le varie componenti costituendo un ottimo preannuncio di ancora migliore armonia nell’équipe.

Si potrebbe pensare che per me ogni workshop sia la fotocopia dei precedenti perché la materia e il programma sono gli stessi. In realtà invece  è sempre una nuova e diversa esperienza, perché generata dalla relazione che si crea tra me e ogni singolo partecipante, e tra tutto il gruppo e me.

Tra due giorni incontrerò il secondo gruppo che certamente non sarà “vergine”come i colleghi di venerdì scorso perché ci saranno stati da parte di questi ultimi racconti e commenti.

Questa volta la curiosa sono io e…spero di divertirmi e nutrirmi come sempre.  Poi vi farò sapere, promesso!

Marinella

 

 

 

 

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TRA-PASSO A 2 (2)

Nel post dell’11 Giugno scorso raccontavo del progetto “Tra-passo a 2” di Gianluca Balocco e della mia partecipazione all’esperienza, insieme ad altre tre amiche.

Durante l’estate ho spesso ripensato a ciò che avevo vissuto su quel set fotografico e a ciò che ne era conseguito. Avevo anche preso coscienza del fatto che, dopo,  nessuna di noi quattro  aveva contattato le altre per uno scambio di pensieri. Era chiaro che ognuna di noi sentiva la propria esperienza come un momento strettamente personale e non condivisibile.

Ieri Gianluca è venuto a Roma dalla sua Mantova per parlarci del suo desiderio di andare avanti su questa traccia e   ci ha portato in anteprima la stampa fine-art dei quattro lavori.

In realtà l’incontro di ieri io l’avevo pensato anche  come una specie di “cerimonia di chiusura” dell’esperienza vissuta ma così non è stato. Questo mi ha confermato che veramente e per tutte noi, si è trattato di un evento non condivisibile ed è evidente che ognuna l’ha chiuso o lo chiuderà singolarmente.

La realizzazione artistica di Gianluca è straordinaria ed è sorprendente come abbia captato l’essenza di ogni partecipante.  Mi riesce difficile anche solo parlarne ma spero che l’artista trovi il contesto giusto nel quale esporre queste opere così cariche di significati sottili e che ci hanno permesso di metterci a  confronto con l’esperienza più importante della vita, dopo la nascita. Grazie Gianluca.

Marinella

 

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Come è difficile…lasciar andare! In qualsiasi ambito: cose, persone, fasi di vita. Ma anche “lasciarsi andare”, liberarsi da quella specie di ingessatura che, dall’adolescenza all’età matura, ha stretto la maggior parte di noi nati nel secolo scorso.

E’ un po’ di giorni che questa riflessione mi frulla dentro, una specie di retropensiero che si affaccia nei momenti più impensati e forse, condividerlo con voi che mi leggete, aiuterà  anche me à fare luce e disperdere le ombre che appaiono e scompaiono a seconda del momento.

Le cose: ahimé sono attaccatissima ad ogni mia cosa perché qualsiasi oggetto costituisce un ricordo, o meglio, il ricordo di un momento. Non eliminerei mai niente e i miei tanti traslochi sono stati momenti di lutto per l’indispensabile necessità di “fare pulizia”. L’anno scorso al ritorno dalla montagna ho dimenticato nel taxi l’alpenstock che, decorato dagli stemmi dei tanti rifugi visitati, mi aveva seguito per una vita intera. Un vero e proprio lutto per me, anche se tentavo di convincermi che avevo perso solo una “cosa”. Il fatto è che quella “cosa” era il simbolo dei tanti bei momenti trascorsi sulle montagne con mio marito!

Le persone: non è solo la morte che ci separa dalle persone e capita persino che talvolta la morte di una persona cara sia sopportata e accettata meglio della perdita di un amore importante. Certo la morte è una perdita definitivamente irrimediabile e talvolta fa terreno bruciato dietro di sé. Saper accettare la morte  richiede un “lavoro” che ha radici nel passato, talvolta sin dalle esperienze infantili. Come ho sperimentato nella mia vita di volontaria, spesso accettare la morte di una persona amata e lasciarla andare, addirittura dandole il “!permesso di andarsene”, è un vero atto di amore!

Le fasi di vita: come è difficile lasciar andare un figlio che …vola via dal nido!  Lo sappiamo tutti, è uno strappo, uno dei momenti più difficili della genitorialità. Sembra che di colpo la casa sia vuota, che la vita perda senso, non ci sentiamo più così necessari. Si scopre solo dopo, invece, quanto e ancora di più i nostri figli hanno bisogno di noi!      E nel lavoro, il momento in cui ho definitivamente “lasciato andare” la mia Associazione affinché mani più giovani la portassero avanti, è stato un vero lutto che forse non ho ancora totalmente elaborato.

Ma anche “lasciarsi finalmente andare” sgretolando quell’ingessatura costituita dalle convenzioni sociali e talvolta religiose, che ci ha costretto dall’adolescenza in poi, non è una cosa facile. Io mi sono man mano liberata quando la vecchiaia ha iniziato ad avanzare: le prime crepe a 60 anni, qualche pezzo è caduto ai 70 ed infine mi sono sentita libera quando ne ho compiuti 80! Ora sento di essere me stessa e non più  quella che immaginavo gli altri avrebbero voluto.

Insomma,la vecchiaiaia con il suo corollario di défaillances, porta anche qualche vantaggio. Basta saperlo apprezzare!

Marinella

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ROMA

Eccomi definitivamente rientrata a Roma dall’ultima breve  vacanza sulle montagne della Val di Fiemme.  Conoscevo piuttosto bene la Val di Fassa con le sue cime rocciose e sono rimasta stupita che questa  valle  confinante fosse così diversa e così verdeggiante. Tanti tipi di verde: il verde tenero dei prati e quello cupo dei boschi e poi ancora il verde intenso degli alpeggi. Si, perché la Val di Fiemme è ben nota per le sue malghe in altitudine dove passano l’estate mucche, pecore e capre in quantità.

Durante il viaggio di rientro mentre il treno sfrecciava lungo la dorsale appenninica a 256km. orari e vedevo paesaggi tanto diversi susseguirsi, pensavo che dal paese delle “stalle” stavo scendendo, con un percorso inverso, al paese delle “stelle”: Roma, la :Città Eterna, Roma Caput Mundi, la città più famosa del mondo per le tante vestigia del passato di cui è ricca. Ma era un sogno a occhi aperti! Mi ero dimenticata di come fosse la Roma dell’Agosto 2017!

Quando si rientra in questa città, appunto unica al mondo, dopo un’assenza sia pur breve, si vede la realtà con occhi nuovi, non più abituati al degrado, alla sporcizia, all’incuria, all’inciviltà dei suoi quartieri.

Mi sono subito ritrovata a camminare facendo lo slalom tra le pipì che irrorano i marciapiedi dell’Esquilino (il rione centralissimo e prossimo al Colosseo dove abito), ad evitare il letto di foglie cadute dagli alberi secchi, foglie che talvolta vengono raccolte in mucchi lasciati sul posto così la prima ventata le sparge di uovo ovunque,  a studiare il percorso per raggiungere i cassonetti contornati da immondizie di ogni genere.

Ubriachi, disperati  e drogati albergano in quello che era il magnifico parco umbertino di Piazza Vittorio lasciando inequivocabili segni della loro presenza, per usare un eufemismo!

I vigili urbani sono scomparsi e mancano anche i tanti “volontari amici dei carabinieri” che con le loro bellissime divise rosse e blu di solito passeggiano sotto i portici a gruppetti di due o tre chiacchierando animatamente tra di loro! Insomma non  c’è l’ombra di vigilanza alcuna!

Avevamo tanto sperato nell’arrivo della pioggia per dare una “sciacquata” a queste nostre sporche strade ma il cielo gonfio di nuvole nere che ci aveva illuso, ci ha fatto un brutto scherzo e tutto si è risolto in un breve temporale estivo che non ha avuto alcun risultato.

Ci sono carte da giocare per la nostra sindaca Raggi sommersa non solo dalla sporcizia  materiale ma anche da quella morale della città da lei governata?  Non lo so e non posso che augurarle di avere qualche asso  nella manica ancora nascosto.

Questo mio sfogo non vuole essere  una protesta ma un grido di dolore!

Marinella

 

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