Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for novembre 2017

SULLA…GRATITUDINE

 

I post di Nicoletta Cinotti (nicolettacinotti.net) sono sempre belli e stimolanti, talvolta mi sembra addirittura che siano stati scritti proprio  per me in quel giorno e per un mio specifico bisogno!

Altre volte invece mi inducono alla riflessione o alla riconsiderazione di determinati eventi. Altre volte ancora vanno a solleticare pensieri, emozioni, sentimenti che giacciono in profondità, magari un po’ trascurati ma non per questo meno importanti e vitali.

La settimana scorsa, il 20 Novembre, Nicoletta ci ha invitato ad “alzare il volume” su emozioni delicate come la tenerezza e la gratitudine. Emozioni che parlano a bassa voce perché spesso soffocate da altre  più chiassose come ad esempio la rabbia.

Mi sono sentita immediatamente colpita da una simbolica saetta ed ho percepito a livello diaframmatico, o forse anche più in basso,  un’ondata che saliva velocemente verso il cuore e la gola, dicendo a gran voice “sono qui, lo so che mi conosci, ma perché mi pratichi così poco?”. Era la gratitudine. “Ma certo, le ho risposto, hai ragione, mi impegnerò ad integrarti nel mio vivere quotidiano”. L’ho fatto da subito, nel corso della riunione che stava per iniziare, ed è stato molto bello.

Nei giorni seguenti il sentimento della gratitudine è stato spesso presente in pensieri ed azioni. Quando il 23 Novembre Nicoletta è tornata sul tema con il post “Il tessuto delicato della gratitudine” non vi sono state saette, in quanto ero  già immersa nella pratica di questo delicato sentimento, ma solo profonda e intensa condivisione.

La gratitudine può essere una parola solo formale e di pura cortesia mentre invece il “sentimento della gratitudine” è qualcosa di molto diverso e connotato dalla purezza dell’intenzione.

E se – come dice Nicoletta – è da qui che nasce la sensazione di gioia, per me diventa tutto chiaro perché la gioia, non parola vuota ma densa di significati, è un pilastro di cemento armato sul quale si poggia la mia esistenza. Non solo provare gioia ma soprattutto offrire gioia.

Un tempo forse lo intuivo soltanto ma oggi capisco meglio perché mia figlia si chiama Gioia.

Marinella

Read Full Post »

ERRATA CORRIGE

Una gentile lettrice mi ha avvisata che sul mio ultimo post c’era scritto  “relazioni asociali” anziché “sociali”. Ho effettuato subito la correzione ma mi dicono che si legge ancora la parola “asociali”.

Immagino che tutti voi, miei cari lettori, abbiate subito capito che si trattava di un errore di battitura, comunque mi scuso e vi ringrazio per l’attenzione.  Buona serata.

Marinella

Read Full Post »

RELAZIONI UMANE

Senza relazione non c’è vita, credo che su questo, pur se in senso lato, siamo tutti d’accordo.

Ci sono o ovviamente vari tipi di relazioni: quelle sociali, che richiedono tra l’altro garbo e diplomazia; quelle relative al mondo del lavoro che sono connotate da intelligenza e…non solo; quelle amorose dove l’Amore regna sovrano al di là della ragione . E infine quelle umane ed affettive. A queste io dò una grandissima importanza.

Per me le relazioni oggi  sono l’ossigeno che mi permette di respirare, il sole che mi scalda il cuore, la copertina di Linus che mi conforta quando sono triste, il tronco di un albero al quale sorreggermi quando mi sento in balia degli eventi. Come potrei vivere senza relazioni?

Devo anche dire che la percezione della loro importanza è aumentata nel tempo e per una buona parte della mia vita me ne sono sentita veramente ricca. Poi, una quindicina di anni fa – come accade per legge naturale – il mio “tesoro” ha iniziato a diminuire ed io a sentire dei “vuoti” irrimediabili. Vuoti che non possono essere rimpiazzati dalle tante pur importanti nuove relazioni perché manca quella trama tessuta in lunghi decenni di vita condivisa.

Tuttavia so che sono stata molto fortunata ad avere per tanto tempo un forziere contenente un “tesoro” così ricco ed anche se ora c’è qualche vuoto apparente, in realtà in quel vuoto c’è il ricordo indelebile di chi prima lo occupava.

Marinella

Read Full Post »

L’ULTIMO REGALO

Molti anni fa, forse 25-30, nel corso di un convegno della Società Italiana di Cure Palliative, se ricordo bene a Gubbio, un relatore disse queste parole “l’ultimo regalo che un genitore può fare ai suoi figli è insegnargli a morire con dignità”.

Parole alle quali ho ripensato spessissimo in tutti questi anni quando nel corso del mio volontariato assistevo a morti negate. Morti nelle quali il morente da un lato e i familiari dall’altro, rimanevano isolati nella loro sofferenza senza poter condividere nulla, senza accettare la morte imminente, senza potersi perdonare, amare, ringraziare apertamente!

Nei miei anni di volontariato in hospice mi sono sempre molto impegnata per favorire la consapevolezza dell’avvicinarsi della fine ma ci sono riuscita solo  raramente.

Venerdì scorso la mia carissima  amica/sorella è volata via verso l’Infinito e il suo è stato un addio meraviglioso   pur nella drammaticità dell’evento. La sua serena consapevolezza e l’accompagnamento composto, amorevole  e intelligente dei suoi cari, le hanno permesso di ricevere i conforti religiosi in piena tranquilla lucidità, di salutare i parenti e le amiche, di aprire il suo cuore  alla tenerezza dell’ultimo addio alle persone care senza lasciare …parole non dette!

Un grande ultimo regalo a figli e nipoti.  Grazie cara indimenticabile amica.

Marinella

Read Full Post »