Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Eutanasia’ Category

Eccomi di nuovo nella mia Roccaraso ,dove, appena metto il naso fuori di casa, incontro persone più avanti negli anni di me che mi ricordano eventi del mio passato: lontano e più recente..

  1. Qualche giorno fa è deceduto un signore ultra novantenne, aveva conosciuto i miei genitori e seguito  negli anni la vita della mia famiglia trasferitasi qui nel 1952. È’ stato con vera partecipazione  che, secondo le tradizionali usanze roccolane, sono andata a fare la visita alla salma ancora in casa e poi ho partecipato al corteo funebre dalla sua abitazione alla Chiesa e poi ancora al corteo dalla Chiesa al cimitero. Qui si usa che prima della sepoltura la bara viene esposta nella cappella del cimitero e si dà .un ultimo saluto  al defunto e ai suoi familiari.

E’ solo tornando a piedi verso casa che mi sono resa conto Di cosa aveva significato per me la partecipazione a quella sentita e corale Cerimonia funebre.

Mio marito è morto improvvisamente a Roccaraso  Il 25 Luglio dEl (altro…)

Read Full Post »

C’è un odore nell’aria, un odore che da qualche giorno cresce e si intensifica. Non è il profumo, delle fragole e dei lamponi evocato in me dalle parole di Marinella escursionista sull’Altipiano dei ricordi, neppure di fiori che, parafrasando Sandro, “donano il loro profumo e non lo sentono”. È odore di eutanasia. Odore ambiguo, relativo, che può essere percepito come profumo esaltante, eccitante, oppure tenue e seducente oppure come un lezzo dolciastro e pastoso come di una carogna da giorni esposta al sole. La triste vicenda di Eluana Englaro questo suscita in me. Questa vicenda non è di per sé l’odore, è uno stimolo e come tutti gli stimoli è il punto di partenza grezzo “decodificato”, “tradotto” dal nostro cervello in sensazione e dalla nostra mente in percezione, connotandolo e valorizzandolo. Lo stimolo Englaro, e prima di lei Terri Schiavo (2005) e prima ancora Karen A. Quinlan (1975), va oltre il caso (drammatico) specifico, personale su cui non voglio (per rispetto dovuto alle persone coinvolte) e non posso esprimermi (non ho assolutamente informazioni dirette, di prima mano). Questo stimolo mi permette però di capire cosa accade nella nostra società, quale “odore” aleggia nell’aria. Faccio come l’antropologo che recatosi nell’arena, anziché guardare la corrida osserva e studia gli spettatori. Ecco che lo stimolo iniziale crea percezioni e le percezioni reazioni, indignazioni, esultanze, opinioni, manifestazioni, preghiere, idee, emozioni, dibattiti, programmi TV, commenti e articoli sui giornali e sui blog (eccomi qua)… Di queste reazioni voglio sottoporvene (per ora) una sola: la percezione dell’hospice come il luogo della “dolce morte” o, peggio, dove “portare la gente a morire bene”, dove idratazione e alimentazione attraverso un sondino sono ritenute, a priori, accanimento terapeutico o assistenziale, dove la “sedazione terminale” è percepita poco sedazione e molto terminale. Tutto ciò in un’epoca storica in cui, in Italia, le Cure palliative stentano ancora ad essere comprese in modo corretto e a diffondersi su tutto il territorio nazionale. Una bomba mediatica come la vicenda Englaro, è più potente di una costosissima e lunga campagna di sensibilizzazione e informazione – corretta – sulle Cure palliative a domicilio e in hospice. Certo, l’eco di queste esplosioni solitamente si dissolve rapidamente (soprattutto a pochi giorni dalle ferie di agosto), però molti messaggi passano, si innestano nelle menti, si sposano con opinioni preesistenti. Non ho però sentito voci autorevoli delle Cure palliative italiane, tranne pochissime eccezioni, pronunciarsi in modo inequivocabile e netto sull’odore di eutanasia che, a mio parere, il vento di questa vicenda sta spingendo troppo vicino alle stanze degli hospice o alla pratica delle Cure palliative. Due prestigiose eccezioni sono il dott. Marco Maltoni (direttore Unità Cure Palliative USL Forlì) e il dott. Giuseppe Casale (Coordinatore sanitario UOCP Antea – Roma); il primo sulla stampa il secondo in un’intervista al TG2 hanno intercettato questo pericolo e hanno chiarito cosa sono e cosa non sono le Cure palliative.

Cosa ne pensate?

Vito

Read Full Post »